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Storia

RICCARDO CUOR DI LEONE – IL LEGGENDARIO RE INGLESE

L’8 settembre 1157 nasceva a Oxford Riccardo I d’Inghilterra, noto anche come Riccardo Cuor di Leone. Ma chi era davvero quest’iconico sovrano?

L’infanzia

Figlio del re d’Inghilterra Enrico II e di Eleonora d’Aquitania, Riccardo, noto poi come Riccardo I e Riccardo Cuor di Leone, è il quartogenito dei sovrani. Suo fratello maggiore Guglielmo, conte di Poitiers, muore nel 1156, perciò Riccardo diventa il secondo erede al trono, dopo l’altro fratello Enrico il Giovane. Si dice che tra tutti i suoi figli, Eleonora d’Aquitania prediliga proprio Riccardo.

A soli due anni, viene promesso in matrimonio a una delle figlie di Raimondo Berengario IV di Barcellona, sebbene quest’unione non si celebrerà mai. Nel 1165 effettua la sua prima visita in Europa, precisamente in Normandia. Fin da giovane mostra abilità militari e politiche, diventando famoso per la sua cavalleria e il coraggio, anche se, come i suoi fratelli, non si sottomette sempre all’autorità paterna.

Viene descritto come un uomo ben istruito, capace di comporre poesie e di scrivere sia in francese che in dialetto limosino (lingua occitana). Secondo l’Itinerarium Peregrinorum et Gesta Regis Ricardi, è un uomo affascinante, dai capelli di una sfumatura biondo ramata e dalla statura superiore alla media.

Figlio contro padre

Secondo il cronista Rodolfo di Coggeshall, Enrico il Giovane, inizia a tramare contro suo padre nella speranza di poter regnare indipendentemente almeno su una parte del proprio territorio. Enrico è infatti un uomo fragile e vulnerabile e i nemici di suo padre lo convincono a ribellarsi al padre. Nel 1173 si reca quindi a Parigi e intraprende una ribellione contro Enrico II. Va segretamente in Aquitania, dove i fratelli Riccardo e Goffredo vivono alla corte di Poitiers, presso la madre. Enrico il Giovane incita i fratelli, sembra con il consenso della madre, a unirsi a lui nella ribellione.

Alla corte francese, i tre fratelli giurano che non faranno accordi con il padre Enrico II senza avere prima avuto il benestare di Luigi VII e dei baroni francesi. Riccardo si reca a Poitou, dove convince i baroni fedeli a ribellarsi contro suo padre. Marcia poi allo scopo di conquistare La Rochelle, ma viene respinto dagli abitanti. Si ritira allora nella città di Saintes, che diventa la base delle sue operazioni.

Enrico II fa un’offerta di pace ai figli, ma Luigi di Francia ordina loro di rifiutarla. Così, le truppe reali inglesi prendono Saintes, catturando gran parte della guarnigione e obbligando Riccardo a rifugiarsi nel castello di Taillebourg. Rimane lì per il resto della guerra.  La ribellione termina nel 1174 con la firma del trattato di Montlouis, in cui si stabilisce che Enrico il Giovane riceva una rendita adeguata dal padre, ma deve rinunciare a partecipare al governo, sia del regno che dei feudi francesi, pur mantenendo i titoli.

L’ascesa al trono

Il 6 luglio 1189, Enrico II muore, lasciando il trono a Riccardo, che ora è diventa Riccardo I. Viene incoronato nell’Abbazia di Westminster il 3 settembre dello stesso anno. Alla cerimonia viene vietata la partecipazione a donne ed ebrei, con la motivazione ufficiale che si tratta dell’incoronazione di un crociato. Alcuni membri di rilievo della comunità ebraica si presentano ugualmente, portando doni al nuovo re, ma vengono spogliati, fustigati e gettati fuori dal luogo in cui si tengono i festeggiamenti.

Decide, insieme a Filippo II di Francia, di intraprendere una crociata in Terra Santa. Durante il viaggio, occupa la Sicilia e conquista Cipro. Prima di lasciare l’isola, Riccardo Cuor di Leone sposa la donna amata, Berengaria di Navarra, figlia primogenita del re Sancho VI di Navarra, il 12 maggio 1191.

In Terra Santa prende le città di Giaffa e Ascalona e, il 7 settembre 1191, cristiani e saraceni si scontrano nella Battaglia di Arsuf. Riccardo coglie una prodigiosa vittoria, ma preferisce continuare a fortificare Giaffa prima di marciare verso Gerusalemme. Capendo poi che assediare Gerusalemme non è una saggia scelta, Riccardo Cuor di Leone opta per la ritirata (4 luglio 1192).

La prigionia

Durante il viaggio di ritorno in Inghilterra, la nave di Riccardo viene distrutta nei pressi di Aquileia, costringendolo a viaggiare attraverso l’Europa centrale. Poco prima del Natale del 1192 nei pressi di Vienna, Riccardo, pur essendo in vesti di pellegrino, viene riconosciuto e catturato dal duca d’Austria, Leopoldo V. Poiché la detenzione di un crociato è un’azione contraria alla legge, il papa Celestino III emette una scomunica nei confronti del duca Leopoldo.

Il 28 marzo 1193 Riccardo viene condotto a Speyer e consegnato all’imperatore Enrico VI, che lo imprigiona presso il castello di Trifels. La sua speranza è di ottenere un riscatto per la liberazione del prigioniero. Di conseguenza, il papa scomunica anche l’imperatore. Quest’ultimo chiede 100.000 sterline di argento in cambio della liberazione del re d’Inghilterra, la stessa somma raccolta solo pochi anni prima tramite la decima del Saladino. Eleonora d’Aquitania mette insieme il denaro richiesto tramite le tasse e il 4 febbraio 1194 Riccardo viene liberato.

Gli ultimi anni

Riccardo Cuor di Leone rientra in Inghilterra nel 1194. Nel frattempo, Giovanni Senza Terra ha cercato di farsi riconoscere come re, diffondendo la notizia della morte di Riccardo. Ma quando Hubert Walter, arcivescovo di Salisbury, porta la notizia che invece Riccardo era vivo, la posizione di Giovanni si fa delicata.

Ferito da una freccia accidentale nel 1199, il re, ormai prossimo alla morte, fa portare al suo cospetto il balestriere responsabile della sua situazione. Nonostante tutti si aspettino che venga giustiziato, il balestriere viene perdonato e Riccardo ordinò che venga lasciato libero con 100 scellini. Dopo questo atto di clemenza, Riccardo sistema le sue cose e, non avendo figli legittimi, lascia tutto il suo territorio a suo fratello Giovanni e i suoi gioielli al nipote Ottone IV di Brunswick.

Riccardo Cuor di Leone muore il 6 aprile 1199, assistito dalla madre. Il suo cuore viene sepolto a Rouen in Normandia, i suoi visceri a Châlus (dove si è spento) e il resto del suo corpo ai piedi della tomba del padre all’abbazia di Fontevrault, nell’Angiò.

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