nelson mandela morte
Storia

Il 5 dicembre è l’anniversario della morte di Nelson Mandela

5 dicembre 2020: sette anni fa veniva annunciata la morte di Nelson Mandela

5 dicembre 2013: la morte di Nelson Mandela

Il 5 dicembre 2013 moriva Nelson Mandela, simbolo del Sud Africa e della lotta contro l’Apartheid per la conquista della libertà del suo popolo. Fu il primo presidente sudafricano non bianco e ottenne nel 1993 il Nobel per la Pace insieme a Frederik de Klerk, suo predecessore.

Grande attivista per i diritti civili e avvocato, scontò ben 27 anni di carcere per la sua lotta contro il segregazionismo razziale. I suoi principi si basavano sulla libertà individuale, sulla pace, l’uguaglianza e l’antirazzismo. Ha messo in atto degli approcci politici per la liberazione del suo popolo, come le teorie di Gandhi sull’opposizione non violenta.

Era di ideologia internazionalista, influenzato dal marxismo. Negli anni novanta arrivò alle trattative che portarono all’abolizione dell’apartheid. Il suo partito, African National Congress (ANC), è rimasto dalla fine della sua carica, nel 1999, al governo del Paese.

Vediamo la vita e la carriera politica, fino al ritiro dalla scena pubblica e poi la morte di Nelson Mandela.

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Ecco raccontata la vita di Mandela a sette anni dalla sua morte

Alla nascita, il 18 luglio 1918, gli venne attribuito il nome Rolihlahla, che significa “colui che provoca guai”. Durante la scuola elementare, invece, venne chiamato Nelson e prese il cognome Mandela dal nonno paterno. Era figlio di un capo della tribù Thembu, quindi di origini aristocratiche.

I suoi studi avvennero nelle scuole sudafricane dedicate agli studenti neri. Si laureò in giurisprudenza e nei primi anni ’40 entrò a par parte della politica. Fin da subito si dedicò a campagne pacifiche contro l’Apartheid, il regime politico che prevedeva la segregazione delle persone nere rispetto a quelle bianche.

Nel 1960, il regime di Pretoria eliminò volontariamente 69 politici militanti del partito di cui Mandela faceva parte. L’intera associazione venne anche messa al bando e fuorilegge. Mandela fortunatamente riuscì a fuggire dalla strage.

Decise allora di creare una frangia militarista con lo scopo di rovesciare il regime. Ma questo lo portò all’arresto nel 1963. Il processo, durato nove mesi, si terminò con l’ergastolo per Mandela.

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Proprio uno dei suoi discorsi più celebri venne pronunciato in tribunale prima del verdetto definitivo:

Sono pronto a pagare la pena anche se so quanto sia disperata e triste la situazione per un africano nelle carceri di questo Paese. So quanto forte sia la discriminazione in queste prigioni. In ogni caso, queste considerazioni non mi distoglieranno dal sentiero che ho intrapreso. Per gli uomini, la libertà dentro la propria terra è l’aspirazione più grande. Più potente della paura per l’inumana vita della prigione è la rabbia per le terribili condizioni cui il mio popolo è soggetto in questo Paese. Sono sicuro che i posteri pronunceranno la mia innocenza e riconosceranno che i veri criminali sono i membri del governo

La carriera politica

Trascorsero vent’anni e nonostante Mandela fosse lontano dagli occhi i tutti, perché costretto alla segregazione carceraria, la sua immagine crebbe sempre di più nell’opinione pubblica. Divenne simbolo di lotta e ribellione al regime.

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Nel 1985, il presidente sudafricano Pieter Willem Botha concesse a Mandela la libertà, purché rinnegasse la guerriglia. Ma questi rifiutò l’offerta, rimanendo in carcere. L’intento del regime era quello di accusarlo di sovversione armata per screditarne la figura.

Nel 1990, dopo varie pressioni internazionali e dopo il mancato appoggio al regime segregazionista da parte degli Stati Uniti, Nelson Mandela venne scarcerato. L’anno successivo, divenne presidente del movimento ANC contro l’Apartheid. Nel 1993 venne insignito del Nobel per la Pace e un anno dopo assunse l’incarico di Presidente della Repubblica del Sudafrica.

Durante la sua carriera politica, Mandela dovette subire anche il processo intentato dalle case farmaceutiche contro di lui. L’accusa era quella di aver emanato il Medical Act nel 1997, che permetteva al governo sudafricano di importare e produrre medicinali per curare l’Aids a dei prezzi sostenibili. Questo sollevò molte proteste internazionali in tutto il mondo, che portarono le multinazionali a desistere dal proseguire nella battaglia legale.

La vita privata e il ritiro dalla vita pubblica

Per quanto riguarda la vita privata, Nelson Mandela ha avuto tre mogli. Della prima si sa ben poco, perché la sposò quando era ancora molto giovane. La seconda, invece, Winnie, divenne celebre per la sua unione con il marito anche in campo civile e politico. Fu nominata “madre della nazione africana“. Successivamente, però, venne travolta da vari scandali e nel 1997 i due si separarono.

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Nelson e Winnie Mandela.

Mandela, poi, all’età di ottant’anni si risposò con Graça Machel, vedova del presidente dello stato del Mozambico, che venne assassinato in un incidente aereo.

Nel 2004 Mandela si è ritirato dalla vita pubblica per passare il suo tempo con la famiglia. E nello stesso anno, la città di Johannesburg gli ha conferito il Freedom of the City, la più alta onorificenza cittadina.

Il 5 dicembre 2013 Nelson Mandela morì all’età di 95 anni. Il presidente sudafricano Jacob Zuma ne annunciò la scomparsa in un discorso televisivo molto toccante e commosso e dichiarò il lutto nazionale.

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