ELIZABETH BATHORY, LA CONTESSA SANGUINARIA

ELIZABETH BATHORY, LA CONTESSA SANGUINARIA

Certe storie reali superano le macabre fantasie. Scoprite chi era davvero Elizabeth Bathory, la Contessa Sanguinaria.

A volte, la follia è ereditaria. E nella famiglia di Elizabeth Bathory (nata Erzsébet Báthory), in effetti, si manifestarono molti casi di disturbi mentali nel corso delle generazioni. Dopotutto, Elizabeth, nata nel 1560 in Ungheria, discendeva da unioni tra consanguinei, allora ritenute adatte a preservare il sangue blu. Nessuno poteva immaginare, tuttavia, che ruolo avrebbe avuto il sangue nella vita di Elizabeth.

La bambina fu allevata in quella che oggi è la Romania. Una casata protestante ungherese, la sua, composta da individui importanti: il re di Polonia Stefano I Bathory, un cardinale e molti eroi di guerra che si erano battuti contro i turchi osmani.

Fin dalla tenera età, la ragazzina mostrava un’indole inquietante. Passava infatti dalla quiete alla collera in modo improvviso e violento, senza alcuna spiegazione o causa apparente. Secondo una leggenda, scappò perfino dal suo castello per andare ad assistere all’esecuzione di uno zingaro. E, a tredici anni, vide suo cugino, il principe di Transilvania, far tagliare naso e orecchie a cinquantaquattro persone accusate di ribellione.

L’ amore malato di Elizabeth Bathory

A undici anni la giovane fu promessa in sposa al conte Ferenic Nádasdy e andò a vivere presso il confine austriaco, nella dimora del fidanzato. Era il castello Nádasdy, nel Transdanubio.I due si sposarono l’8 maggio 1575.

Come Elizabeth, anche Ferenic dimostrò presto di possedere un animo sadico. Amava infatti torturare i servi, senza però ucciderli. In particolare, era solito denudare le ragazze, cospargerle di miele e lasciarle in pasto alle api.Il conte era spesso lontano da casa, impegnato nella lotta contro i turchi. In questo periodo Elizabeth scoprì una forte attrazione nei confronti degli abiti maschili, pur essendo ossessionata alla propria bellezza femminile.

Insomma, tra i coniugi il sadismo non era certo un segreto.

Anima nera

L’iniziazione alla magia nera e alle orge avvenne grazie alla zia di Elizabeth, Karla. Durante le visite alla zia, infatti, la contessa conobbe anche Dorothea Szentes, un’esperta di magia nera. Ovviamente, Dorothea incoraggiò le tendenze sadiche di Elizabeth.Presto, Elizabeth Bathory passò dalle fantasie ai fatti.

Le sue vittime perfette erano le serve: incapaci di difendersi e prive di diritti umani e sociali. E, soprattutto, facili da far sparire nel nulla. Una delle malcapitate fu Dora, una ragazza che aveva cercato di fuggire dal castello. La contessa la fece rinchiudere in una gabbia strettissima e ordinò che la gabbia venisse spinta contro alcuni paletti appuntiti, facendo sì che il corpo della sfortunata si distruggesse in molti pezzi.

Imprecisato e imprecisabile il numero delle vittime, che sarebbero tra le 100 e le 300. Elizabeth Bathory, in seguito alle molte torture da lei operate, credeva che il sangue delle giovani facesse ringiovanire la pelle. Questo la portò a punire e a massacrare le sue serve senza pietà, con la tacita consapevolezza del marito e della famiglia d’origine. Ma non si limitò solo alle domestiche: istituì addirittura una sorta di corte per ragazze aristocratiche, in modo da procurarsi nuove vittime.

La fine

Elizabeth Bathory, inebriata dalla sua sete di sangue, non pensò mai di poter essere scoperta e fermata. Non badò alle denunce fatte dalle famiglie di giovani nobili scomparse e, di certo, non credeva che l’imperatore Mattia II d’Asburgo avrebbe chiesto un’indagine.

Gli inviati del sovrano si infiltrarono nel castello della contessa e la sorpresero mentre era intenta a torturare alcune ragazze. Per i suoi crimini, la nobildonna fu murata viva in una stanza della sua dimora, con a disposizione solo un buco attraverso cui riceveva il cibo. Scelse di morire di fame, spegnendosi il 21 agosto 1614. La sua fedele domestica Ilona e l’amante László furono condannati come suoi complici.

Ancora oggi, la contessa sanguinaria resta la più grande ed efferata serial killer della storia. Miti e leggende si intrecciano sulla sua figura, rendendola ancora più inquietante. Possiamo però affermare che non era né una creatura vampiresca né un essere soprannaturale, ma solo una donna. Una donna dall’anima nera.

 

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Alessandro Dalai
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