Vittoria Sinner a Sofia: l’enfant prodige del tennis italiano

Vittoria Sinner a Sofia: l’enfant prodige del tennis italiano

Vittoria Sinner a Sofia: l’enfant prodige del tennis italiano

Ad appena 19 anni Jannik Sinner vince l’ATP 250 di Sofia in finale contro il canadese Pospisil in 3 set (6-4, 3-6, 7-6). Il match, disputatosi sabato 14 novembre, fa presagire un ottimo futuro per la nuova stella del tennis italiano. Vittoria di Sinner a Sofia: l’ora dei campioni.

 

Vittoria di Sinner a Sofia: riviviamo insieme la finale

Jannik Sinner si è aggiudicato il SOFIA OPEN, torneo indoor che, dal 2016, è rientrato a far parte del Tour Mondiale tennistico. Una vittoria in tre set da parte dell’altoatesino classe 2001 che, subito dopo il trionfo, ha ringraziato chi lo ha accompagnato verso questa vittoria. Lo sfidante era il canadese Vasek Pospisil che aveva superato in semifinale il francese Gasquet (Sinner, invece, ha battuto l’altro francese Mannarino): il tennista canadese alto 193 cm per 88 kg, dal dritto potente e molto insidioso sotto rete. Una vittoria dunque non facile per l’italiano al suo primo torneo, che ha scritto un’altra pagina di storia tennistica del Belpaese: il più giovane azzurro a prendersi un torneo ATP 250.

Sinner non concretizza le tre palle break che il canadese gli concede nel primo game. Alla battuta l’altoatesino gioca con calma e nel terzo game, alla prima occasione, strappa il servizio a Pospisil. Nonostante alcune leggerezze, con una prima efficace e un rovescio che lo tradisce in qualche occasione, Sinner resta in controllo e al 30enne di Vernon non resta che rimanere aggrappato al match col suo serve-and-volley. Il giovane azzurro però dopo 44 minuti si assicura il primo set (6-4). In apertura di secondo parziale Sinner fa e disfa, iniziando a innervosirsi. Gli errori gratuiti si moltiplicano, l’altoatesino arriva a gettare via la racchetta quando concede un altro break (2-4) e si va così al terzo.

Sinner tuttavia riesce a tenere la battuta dopo essere stato sotto 15-40 ed è una bella iniezione di fiducia. Il 19enne prosegue l’incontro con equilibrio fino al tie-break dove il suo braccio è più fermo di quello del canadese: 7-3. Game. Set. Match. Tournament.

Vittoria Sinner a Sofia
50 anni fa la “sfida assoluta” tra Pietrangeli e Panatta

Corsi e ricorsi storici: con la vittoria Sinner a Sofia fa sognare i tifosi azzurri

Da lunedì Sinner è alla posizione n. 37 del ranking mondiale e la Top30 dista 200 punti. Dal 2018 Jannik ha guadagnato oltre 500 posizioni nel ranking e nel 2021 l’altoatesino… punta alla Top 20! Quattro italiani in top 40 grazie a questa vittoria: Berrettini (n.10), Fognini (n.17), Sonego (n.33) e Sinner (n.37). Si deve tornare al 1977 per trovare quattro italiani tra i primi 40 proprio come questa settimana. All’epoca erano: Barazzutti (n. 11); Panatta (n. 23); Bertolucci (n. 30) e Zugarelli (n. 37).

Erano gli anni ’70, appunto: anni del peso dell’eredità Pietrangeli. QUEL Nicola Pietrangeli, primo tennista italiano di livello internazionale, unico italiano a essere arrivato alle semifinali del singolare maschile di Wimbledon. Con la Nazionale azzurra, in coppia con Orlando Sirola, ha conquistato due finali consecutive di Coppa Davis (1960 e 1961): in entrambe le occasioni, però, fu battuto dall’Australia di Rod Laver. Con 44 trofei in bacheca, Pietrangeli è ancora oggi il tennista italiano più vincente di sempre.

Ma la Generazione dei ’70 non deluse: anni che rappresentano ancora oggi l’età dell’oro del tennis maschile italiano, che può schierare in quel periodo la più forte Nazionale di Coppa Davis nella nostra storia. Il quartetto, composto da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli, centra quattro finali in cinque anni, di cui la prima nel 1976. Gli azzurri, infatti, superano il Cile nella celebre finale di Santiago in scena dal 17 al 19 dicembre, partita che rivive nella mente di tutti gli appassionati e si presentano sul campo in maglietta rossa: un guanto di sfida al Cile di Pinochet.

Oggi, invece, tocca alla New Generation Italiana nel ricordo e nell’esempio dei grandi Maestri. E chissà se un giorno potremmo dire anche noi “di aver vissuto gli anni ‘70”.


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