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F1, Imola: com’è cambiato il circuito dalla morte di Senna

F1, le parole di Jarno Zaffelli sulle modifiche del tracciato di Imola, GP dell’Emilia Romagna, dopo la morte di Ayrton Senna

Com’è cambiato il tracciato di F1 di Imola dal tragico incidente del 1994 in cui perse la vita Ayrton Senna? Dal Tamburello alla Rivazza. Le principali modifiche, le parole di Jarno Zaffelli:

Un circuito dove abbiamo sperimentato novità oggi portate su altre piste nel mondo. Siamo arrivati nel 2011 e abbiamo sempre cercato di mantenere integra la sua tradizione. Un circuito che è stato una grande palestra, dove abbiamo sperimentato soluzioni poi portate in giro nel mondo

Com’è cambiato il circuito di Imola dal tragico incidente del 1994 in cui perse la vita Ayrton Senna?

La conformazione del circuito di Imola nel corso degli anni è cambiata diverse volte. L’obbiettivo è sempre stato quello di migliorare la sicurezza del circuito teatro di incidenti rimasti sfortunatamente nella storia. Il ricordo va inevitabilmente al GP 1994 di Formula 1: l’incidente con la Jordan di Rubens Barrichello alla Variante Bassa e le morti di Roland Ratzenberger (durante le qualifiche, alla curva Villeneuve) e Ayrton Senna, nella gara di domenica al Tamburello. Sono state diverse le modifiche dal 1994, partiamo con le prime curve che si affrontano a Imola.

F1, circuito di Imola: la curva Tamburello che costò la vita a Senna

Nel 1994 c’era una lunga curva a sinistra e una via di fuga stretta in cemento che portava direttamente alla Villeneuve. Dopo l’incidente costato la vita a Senna è stata sostituito con due curve sinistra-destra-sinistra. All’uscita di curva 4, l’ultima prima di arrivare alla 5 e alla 6 della Villeneuve. Spiega Zaffelli:

Abbiamo messo a posto tutte pendenze laterali, dato che il vecchio curvone era a schiena d’asino e si scollinava, con uscite ad altissime velocità soprattutto nelle gare di moto. Cambiando l’inclinazione di quel tratto di pista e inserendo un nuovo cordolo, l’abbiamo reso più sicuro e velocizzato la percorrenza

F1, circuito di Imola: la curva Villeneuve in cui perse la vita Roland Ratzenberger

Proprio in questo tratto di circuito perse la vita Roland Ratzenberger. Prima del 1994 il rettilineo piegava leggermente a destra, mentre nove anni prima c’era stata l’aggiunta di una variante usata solo nelle gare di moto. Oggi ce n’è un’altra (sinistra-destra) che serve a rallentare le alte velocità delle monoposto prima della brusca frenata della Tosa. Zaffelli:

Adesso se una vettura uscisse, lo farebbe a destra e non più a sinistra, dove ci sarebbe più spazio (come capitò Verstappen nel GP 2020). Alla Villeneuve abbiamo fatto dei grossi lavori dal 2019, creando una via di fuga più lunga e raccordata allungando il ponte del sottopassaggio. Abbiamo anche addolcito la parte sinistra che c’era in precedenza, per una maggiore sicurezza e per rispettare ancor di più le richieste che Formula Imola aveva fatto sin dal 2011, con l’obiettivo di rendere il circuito compatibile con le moto, fino alla MotoGP, lasciandolo omologato per la F.1

Piratella-Acque Minerali

Alle Acque Minerali la curva è stata cambiata negli anni diverse volte. Prima si girava stretto subito a destra, poi è stata messa una variante e oggi troviamo una curva sinistra-destra-sinistra, per poi accelerare in salita fino alla Variante Alta. Abbiamo operato per ottenere più vie di fuga sulle parti esterne, dato il tratto stretto di pista e la velocità scendendo in basso, riprofilandole secondo i nostri calcoli poi approvati dalla Fia. Abbiamo migliorato reti, cordoli, drenato meglio la pista e tolto quasi tutte le vecchie canaline. Lavori riusciti, tanto che nell’ultimo controllo la Federazione internazionale dell’Automobile ha chiesto giusto piccoli aggiornamenti

Rivazza

I progetti di modifica della curva Rivazza partirono dal 2001. Prima del 1995 la curva si presentava più morbida. Dal 1995 è diventata quell’anno poi più secca per permettere alle vetture di conservare l’alta velocità prima della Variante Bassa (una destra-sinistra-destra, lasciata solo per lo moto dal 2008-09). Con il tempo, le curve della variante sono state eliminate del tutto per la F1. La curva Rivazza è stata rifatta con due svolte simmetriche e in seguito con un dritto spezzato. Dopo l’incidente di Loris Baz nel weekend del Mondiale Superbike 2013, spiega Zaffelli:

abbiamo lavorato alle vie di fuga. Ne abbiamo realizzata una combinata, la prima di questo tipo negli autodromi di F1 mondiali. Abbiamo quindi messo come materiale un bicomponente fatto di ghiaia e argilla espansa, che frena maggiormente e più dolcemente la caduta di un pilota di moto o le uscite delle autoDal 2014 a oggi, incidenti come quelli di Baz alla Rivazza non hanno avuto più le stesse conseguenze

Il rettilineo del circuito di Imola

La novità introdotta nel 2020 è stata però l’installazione di una barriera lunga 160 metri di tipo Safer sulla parte sinistra del tracciato, tipiche negli ovali statunitensi, come quello di Indianapolis per le gare di Indycar.  L’installazione è avvenuta a seguito di incidenti tra le auto che si toccavano al via, l’ultima fu un’Audi R8. Una novità che è un unicum in Italia, seconda in Europa dopo Zandvoort, dove i “muri morbidi” fatti in acciaio e schiuma sono stati installati dallo studio Dromo contro il muro dell’ultima curva, la 15: la sopraelevata dal nome di Arie Luyendykbocht (o Bos Uit). Completamente rifatti sul rettilineo sono infine l’edificio principale e la zona della pit-lane, allungata rispetto al passato.

F1, La morte di Senna nel tragico incidente del 1994 a Imola

Il Gran Premio di San Marino 1994 doveva essere annullato dopo quanto avvenuto nelle qualifiche con l’incidente fatale dell’austriaco Roland Ratzenberger, alla guida della Simtek. Il destino però ha voluto la gara si disputasse. Un incidente alla partenza preannuncia un weekend da incubo: durante il settimo giro, Senna perde il controllo ed esce di pista. La sua Williams colpisce il muro e un braccetto della sospensione trafigge il casco. L’impatto è devastante: Ayrton Senna muore alle 18:40 senza aver ripreso mai conoscenza dopo l’incidente. Da allora, la Formula 1 ha innalzato gli standard di sicurezza (si veda l’introduzione, appunto, dell’Halo).

Anche se ormai sono passati più di 25 anni dalla sua scomparsa, questo campione viene ancora oggi ricordato non solo per la sua straordinaria carriera in F1, ma anche per la sua vita privata ed il suo lato umano fuori dal circuito di gara. Soltanto dopo la sua morte, è stato reso noto dalla sorella Viviane che Senna spesso dava in beneficenza parte dei guadagni accumulati grazie alla sua attività di pilota. Un suo obiettivo era aiutare i bambini poveri del Brasile, al fine di dare loro un’opportunità per il futuro. Questo dimostra il grande cuore di Ayrton Senna.

Charles Leclerc, è lui l’erede di Senna?

Dopo la sua morte, nessuno è mai riuscito ad essere paragonato al mito di Senna. In tanti però vedono in Charles Leclerc, giovane prospetto della Ferrari, un possibile erede. Il talento è indiscutibile e i lineamenti delicati ricordano quelli del campione brasiliano.

Sicuramente, Senna è un idolo ed esempio per il pilota della Ferrari. Queste le sue parole in un’intervista del 2019 a Sky Sport:

Papà era un gran fan di Senna e tutto quello che mi ha raccontato me l’ha trasmesso Non direi mai che ho qualcosa di Senna, sarebbe arrogante. Ma è un esempio da seguire, perché aveva talento ma faceva anche il giusto lavoro per diventare quello che poi è diventato, entrambi gli aspetti sono importanti


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