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Maradona, venerdì 30 ottobre sono 60 anni

Il 30 ottobre Maradona compie 60 anni. Cifra tonda quest’anno per “El Pibe de oro”, una delle leggende indiscusse del calcio mondiale

Il 30 ottobre 2020 Diego Armando Maradona spegne 60 candeline. Il celebre calciatore argentino ha avuto una carriera invidiabile, ed è stato eletto nel 2000 come “miglior calciatore del secolo“. Dal 2008 al 2010 ha rivestito il ruolo di allenatore della nazionale del suo Paese.

Vita e carriera del campione che compie 60 anni il 30 ottobre

Dall’infanzia nel barrio agli esordi della carriera calcistica

Maradona nasce a Lanùs, una città a sud di Buenos Aires, in un freddo mattino dell’ottobre 1960. “Dieguito”, come lo chiamavano affettuosamente, fa parte di una famiglia povera, e trascorre la sua infanzia come uno dei tanti bambini di strada del suo quartiere. A due anni riceve il suo primo pallone (che porta a letto con sé ogni sera), e sin dalla tenera età inizia a seguire il calcio dei grandi, diventando tifoso del Boca, come il padre. A contraddistinguerlo già da allora la sua lingua in fuori, peculiarità che gli resterà sempre.
Il talento di Diego Armando Maradona Junior diventa evidente un giorno del dicembre 1970, quando entra a far parte della squadra di calcio delle “Cebollitas”, indossando, già allora, il numero 10.
A sedici anni inizia la carriera da professionista nell’Argentina Juniors, diventando il più giovane esordiente in prima divisione. A neanche vent’anni viene definito “l’erede di Pelé”, e aveva già vinto per ben due volte il Pallone d’oro sudamericano.

Il primo mondiale e gli anni al Barcellona

Nel 1982 Maradona viene convocato per la prima volta al mondiale di Spagna – giocherà anche in quelli del 1986, del 1990 e del 1994. Coi primi successi iniziano ad arrivare anche le critiche, che il calciatore, da sempre anima fragile, non riesce a sopportare, arrivando addirittura a pensare di mollare il calcio. Per lui il calcio è amore, passione, e gli attacchi nel suo Paese d’origine lo spingono a spostarsi in Europa.
Alla vigilia dei Mondiali approda al Barcellona, dove rimane per due anni. Diverse malattie e infortuni lo tengono lontano dal campo, ma riesce comunque a strappare al Real Madrid la coppa di Spagna. Nelle due stagioni al Barca totalizza 36 presenze e 22 reti. Ma la città catalana non ama Maradona, e Maradona non ama lei.

Napoli e l’inizio del declino

Dopo una complessa trattativa arriva al Napoli nel 1984, facendo vincere al club il suo primo scudetto nel campionato 1986-87. Napoli invece lo accoglie con calore, e ciò è dimostrato dalle ottantamila persone che accolgono il suo debutto al San Paolo.
Solo applausi dunque per il grande campione, anche se pian piano inizia il declino. L’ultima stagione di Maradona al Napoli si apre con la vittoria della Supercoppa Italiana contro la Juventus, ma prosegue con le accuse di essere vicino alla camorra, per concludersi il 17 marzo 1991 con la scoperta di cocaina nel suo sangue. Viene quindi squalificato per un anno e mezzo, fino alla ripresa nel 1992, quando passa al Siviglia.
Diego Armando rientra in Argentina nel 1993, ma l’anno successivo viene espulso dal mondiale per doping. Seguono una breve parentesi da allenatore e, soprattutto, il riconoscimento col Pallone d’oro nel 1995.

Messico 1986

Dei quattro Mondiali disputati da Maradona, ad entrare nella storia fu sicuramente fu quello del 1986. Non solo perché il numero 10 portò l’Argentina alla vittoria, ma per ciò che accadde durante i quarti di finale contro l’Inghilterra. Durante il secondo tempo segnò i due gol forse più famosi della storia: “mano de Dios”, segnato di mano, e il “gol del secolo”, mandato in rete dopo aver dribblato tutti gli avversari.
El Pibe de oro non fu di sicuro un esempio di virtù, ma rimane una certezza: era un dio del calcio, e il campo era il suo elemento. L’unico in cui si trovava sempre e comunque a proprio agio.

maradona 30 ottobre
Maradona con la coppa del mondo 1986

Curiosità

Di seguito cinque curiosità per Maradona, nato il 30 ottobre:

  • Fu l’unico maschio a venire al mondo il giorno della sua nascita: in ospedale, quella notte, erano nate solo femmine.
  • Uno dei suoi soprannomi è “Telusa”, dato dal fatto che da bambino gli cresceva una peluria che non riusciva a trasformarsi in capelli.
  • Nella sua carriera totalizzò, tra campionato e coppe, 571 gol.
  • Agli esordi venne definito dalla stampa nazionale “il Pelé bianco degli argentini”.
  • Ha pubblicato due libri, Io sono el Diego (2002) e La mano di Dio. Messico ’86. Storia della mia vittoria più grande (2016).

Autore: Chiara Anastasi

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