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USA 2020 – Il sogno americano: utopia o realtà?

USA 2020 – Il sogno americano: utopia o realtà?

USA 2020 – il sogno americano 

“Uno dei compiti dell’uomo che abita la Casa Bianca […] è quello di incarnare l’American Dream, il sogno american0. Questo è anche, in fondo, il massimo dei suoi poteri”. Così scriveva Alberto Pasolini Zanelli nel 1993 in Americani. Il libro tratta dei problemi di un’America in continuo cambiamento, sottolineando il modo di vivere dei cittadini statunitensi.

Qui Zanelli dice che il Presidente americano dovrebbe tenere in vita il sogno americano, che per i suoi cittadini rappresenta libertà, speranza, ottimismo, responsabilità.

Il concetto di American Dream è legato alla speranza dei cittadini americani di raggiungere un tenore di vita migliore e una certa prosperità economica attraverso la determinazione e il duro lavoro. Questo valore venne trasmesso in primis dai coloni europei alle generazioni seguenti, diventando un concetto fondamentale negli anni a venire.

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L’American Dream.

In vista delle prossime elezioni presidenziali del 3 novembre, ciò che ci domandiamo è: il sogno americano oggi esiste ancora?

Oggi molte famiglie temono che il futuro dei propri figli non sarà mai così florido come quello che hanno avuto loro. A sostenere questa idea vi sono vari fattori. In primis la frattura netta tra un’America repubblicana e una democratica, e in secondo luogo la crisi sociale che oggi caratterizza gli Stati Uniti. Di questi tempi la ricchezza è nelle mani di sempre meno persone, e la società richiede degli standard elevatissimi e molto competitivi, tanto che la soluzione spesso è quella di cercare delle scorciatoie per raggiungere il successo.

Gli anni della presidenza di Barack Obama hanno ridato fiducia alla nuova America, un paese “multicolore“. Però allo stesso tempo, hanno spaventato la parte più bianca e tradizionale del paese, che nel 2016 ha poi eletto Donald Trump. Questi non si è dimostrato il più adatto ad affrontare questioni recentissime come la pandemia da Covid-19 o il movimento Black Lives Matter. Non è riuscito quindi ad affrontare il futuro e a risollevare l’American Dream.

E chi può dire se le prossime elezioni del 3 novembre porteranno ad un cambio di rotta?

USA 2020: il sogno americano nei film

Il famoso American Dream è spesso diventato oggetto di interesse all’interno del mondo dello spettacolo, soprattutto dei film. Molte pellicole però spesso portano sulla scena il lato oscuro del sogno americano, diventato sempre più legato al materialismo e al successo esclusivamente economico piuttosto che personale.

Il Grande Gatsby

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Leonardo Di Caprio nei panni di Jay Gatsby.

Il Grande Gatsby (2013) di Buz Luhrmann è tratto dall’omonimo romanzo di Francis Scott Fitzgerald (1925). La storia narrata diventa manifesto degli anni ’20, epoca che fa da sfondo alle vicende dei personaggi.

Protagonista è Nick Carraway, un funzionario di borsa, che si trova a vivere accanto alla villa di Jay Gatsby. Proprio Gatsby rappresenta il sogno americano: è un uomo che è partito dal basso e ha raggiunto il successo. Ma allo stesso tempo è una figura avvolta nel mistero e non tutti sanno come veramente si sia arricchito.

Gatsby appare bloccato in una dimensione passata che coincide con il ricordo dell’amata Daisy. Lei vive al di là della baia, dove la luce verde della sua casa rappresenta proprio la minima distanza che intercorre tra i due. Quella luce va a corrispondere con l’utopico sogno americano che ormai sembra svanire.

Daisy invece rappresenta proprio la superficialità e il materialismo che diventano simbolo di un’epoca di eccessi e sfarzosità.

Revolutionary Road

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Leonardo Di Caprio e Kate Winslet nei panni di Frank ed April.

Revolutionary Road (2009) diretto da Sam Mendes è basato sul romanzo omonimo di Richard Yates (1961). Qui il fallimento del sogno americano è incarnato dai protagonisti, Frank ed April, che si sono trovati imprigionati in una vita che non li soddisfa.

Entrambi tentano di ricominciare da capo, partendo da Parigi. Ma il loro piano sarà fallimentare e porterà a far crollare la struttura famigliare a causa di infedeltà, aborto e abuso. Uno degli aspetti centrali della storia è la vita nei sobborghi americani dove i due personaggi vivono. E la coppia diventa proprio un ammonimento a non uscire dalla periferia per raggiungere una vita migliore, perché il successo è irraggiungibile.

American Psycho

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Christian Bale nei panni di Patrick Bateman.

American Psycho (2000) della regista Mary Harron è tratto dall’omonimo romanzo di Bret Easton Ellis.

Il protagonista Patrick Bateman rappresenta l’aspetto consumista dell’America. Egli conduce uno stile di vita materialista e superficiale. È ossessionato dal proprio corpo e ciò che più conta per lui è come appare agli altri. Infatti, dall’esterno è un affermato investigatore, con una vita sociale molto attiva e legato ad una bellissima fidanzata. Ma all’interno Patrick si rivela un killer ossessionato dalla necrofilia e dal cannibalismo.

Egli conduce una vita yuppie, estremamente legata al capitalismo e alla ricchezza, che diventano una vera realizzazione personale.

Il petroliere

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Daniel Day-Lewis nei panni di Daniel Plainview.

Il petroliere (2007) diretto da Paul Thomas Anderson è liberamente ispirato al romanzo Petrolio! di Upton Sinclair.

Al centro della storia vi sono l’ascesa personale attraverso la corruzione del capitalismo e della dimensione religiosa, che rappresentano le due maggiori influenze per i cittadini americani. Il protagonista, Daniel Plainview incarna perfettamente il capitalismo. Egli si è costruito da solo un impero petrolifero, però, come tutti, non ha agito sempre in modo corretto. Non c’è niente che lo renda umano, è privo di compassione per gli altri.

Egli è unicamente un uomo le cui azioni sono rivolte al successo economico e al denaro. Il film viene proprio riconosciuto per aver esplorato in maniera magistrale i temi che entrano a far parte del mondo capitalista, quali l’avidità e lo sfrenato bisogno di arricchirsi.

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