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Il diritto di uccidere: il film sulla morale in guerra oggi in tv

Va in onda su Rai Movie il dramma sui dilemmi bellici

Questa sera alle 21:10 Rai Movie propone il film dal titolo originale Eye in the Sky, un thriller che narra dell’uso dei droni in guerra e delle difficili scelte che un conflitto spesso richiede.

Il diritto di uccidere: un film su etica e guerra

Sul canale tematico dedicato al grande cinema, giovedì 21 gennaio la Rai trasmetterà Il diritto di uccidere, film drammatico che si pone come forma di dialogo etico tra visioni contrapposte. L’interrogativo morale che può ribaltare le sorti della guerra è infatti al centro della trama di questa potente pellicola.

La vicenda si svolge a Nairobi, in Kenya. Il governo britannico, in collaborazione con quello statunitense, è sulle tracce di un gruppo di fondamentalisti islamici dell’Al-Shaabab. Essi vengono individuati all’interno di un’abitazione in procinto di organizzare un nuovo attentato. Il colonnello dell’esercito inglese Katherine Powell è a capo di questa delicata operazione internazionale, supervisionata dal generale Frank Benson. Trovandosi nell’impossibilità di arrestare i ricercati, l’obiettivo della missione diventa eliminarli.

Per farlo, è necessario sganciare dei potenti missili da un drone che sorvola il covo dei terroristi. Il comando da remoto è nelle mani di Powell, mentre il suo “occhio” sul campo è il giovante tenente Steve Watts. Per evitare che innocenti finiscano coinvolti nell’attacco, alcuni agenti sotto copertura monitorano la situazione. Ma proprio quando il lancio dei missili viene approvato dai vertici di Stato inglesi e americani e dal generale, un imprevisto blocca tutto quanto.

Nei pressi dell’obiettivo si avvicina infatti una bambina col suo hula hoop. A quel punto, nessuno ai piani alti vuole prendersi la responsabilità di un attacco letale che comporterebbe una vittima innocente. Il giovane ufficiale dovrebbe azionare i comandi, ma il dilemma morale che il colonnello si trova ad affrontare è enorme. Gli eventi si susseguono in maniera drammatica, e gli effetti di una singola decisione avranno effetti devastanti.

L’ultima grande interpretazione di Alan Rickman

Il diritto di uccidere è un film del 2015 prodotto nel Regno Unito e diretto da Gavin Hood, premio Oscar per il Miglior film straniero nel 2005 con Il suo nome è Tsotsi. Lo ritroviamo anche nel cast nei panni del colonnello Ed Walsh. Tra i produttori c’è invece un altro premio Oscar, il britannico Colin Firth.

I ruoli dei protagonisti sono affidati a due grandi nomi del cinema inglese, che ci regalano una performance impeccabile: Helen Mirren e il compianto Alan Rickman. A lei, che abbiamo visto a dicembre su tv8 nei panni di Caterina la Grande, il compito di interpretare Katherine Powell. Un personaggio forte e intenso, consapevole della drammaticità di alcune scelte ma con lo sguardo rivolto verso l’obiettivo finale. L’attrice, vincitrice dell’Academy Awards per il ruolo di Elisabetta II in The Queen – La regina, ci restituisce una figura complessa e pragmatica.

Il Severus Piton della saga di Harry Potter è invece Frank Benson. Per Alan Rickman, scomparso nel gennaio del 2016, si tratta dell’ultima, eccellente interpretazione. Con un tocco dell’immancabile ironia british, l’attore veste i panni di un militare in carriera alle prese con la politica ma capace di una commovente umanità e pieno di dignità nel suo ruolo difficile.

Il diritto di uccidere - nel film Alan Rickman è il generale Benson
Il diritto di uccidere – nel film Alan Rickman è il generale Benson

Efficace e convincente anche Aaron Paul nei panni di Steve Watts. Lo statunitense, noto per il ruolo di Jesse Pinkman in Breaking Bad, grazie al quale si è aggiudicato tre Emmy Awards, dà spessore al pilota che per primo solleva la questione delle vittime collaterali.

Eye in the Sky, in onda stasera alle 21:10 sul canale 24, è un film capace di tenere col fiato sospeso fino all’ultimo fotogramma, anche grazie alle ottime performance dei protagonisti. I dilemmi che questi affrontano sono reali e di risoluzione tutt’altro che facile. La guerra è guerra, senza sconti, e le risposte ai drammatici quesiti che essa pone sono profondamente umane. Il dubbio attanaglia lo spettatore, rendendolo partecipe di una possibile, imperdonabile decisione.

Autore: Chiara Anastasi

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