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Teatro alla Scala – Lite fra Muti e Chailly: “Se ne vada”

Teatro alla Scala – Scoppia la lite fra Muti e Chailly: “Lei chi è? Se ne vada”

Milano, 11 maggio – Ieri sera al Teatro alla Scala, dopo il concerto dei Wiener Philharmoniker, i direttori d’orchestra Muti e Chailly sono stati protagonisti di una spiacevole lite. Un fuori programma avvenuto nei camerini che però non è sfuggito ai presenti. Che si sia trattato di un semplice scambio di persona? O Muti non ha digerito le polemiche?

scala muti chailly

Lite fra Muti e Chailly alla Scala: cos’è successo nei camerini?

Secondo quanto riportato dai presenti, finito il concerto diretto da Muti, Chailly si sarebbe recato nel suo camerino per congratularsi. A quanto pare l’ex direttore del Piermarini non avrebbe gradito la sua presenza invitandolo ad andarsene in malo modo. L’attuale direttore della Scala, pensando di non essere stato riconosciuto per via della mascherina, ha insistito. Ma la reazione del collega non è cambiata, anzi. Le parole pronunciate riportate dai presenti sono state: “Lei chi è? Se ne vada” e “Fuori dai…”. A quel punto Chailly, sempre tranquillo, si è limitato ad andarsene.

Tutti ricordano il burrascoso addio alla Scala nel 2005, che il maestro napoletano dirigeva dal 1986. Ieri potrebbe avercene regalata una replica: sarà difficile rivederlo presto dirigere al Piermarini, come invece vorrebbe il sovrintendente Meyer. I dirigenti del teatro milanese non hanno smentito la storia commentando solo con un “no comment”.

Il motivo dietro la lite: Muti era solo infastidito dai giornalisti o ha mal digerito le polemiche?

Secondo alcuni, la lite di Muti e Chailly dopo il concerto alla Scala potrebbe essere stato scatenato dalla presenza dei giornalisti. I cameramen presenti era quelli di Rai5, che hanno registrato il concerto, ma lui non gli avrebbe riconosciuti e potrebbe aver pensato fossero lì per intervistarlo.

Secondo altri invece, le polemiche sorte contro il calendario della Scala avrebbero generato la tensione tra Muti e Chailly. Il concerto di Muti con la Wiener Philharmoniker ha infatti coinciso con la riapertura del teatro dopo 200 giorni di restrizioni anti Covid, e con un’altra importante ricorrenza. L’11 maggio era il settantacinquesimo anniversario del concerto di Arturo Toscanini, il primo dopo la guerra e la ricostruzione.

Le polemiche erano state zittite programmando per il giorno precedente, 10 maggio, un concerto del coro e dell’orchestra della Scala diretto da Chailly, l’attuale padrone di casa. In questo modo il Piermarini ha potuto presentare non uno ma ben due concerti straordinari.

Prima del bis dell’esibizione, Riccardo Muti ha sottolineato al pubblico che il coincidere del suo concerto con quella data era stato solo un caso. Ha poi aggiunto di aver eseguito lo stesso programma di Toscanini nel 1996, così da sottolineare quanto per lui l’occasione sia stata un “motivo di orgoglio, non di vanto”.

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