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Sons of Sam: su Netflix la storia del killer David Berkowitz

Sons of Sam: la nuova serie true crime di Netflix che vi farà conoscere i crimini di David Berkowitz, il famigerato Figlio di Sam

La lista delle serie true crime, su Netflix, continua ad ampliarsi. Il genere è particolarmente apprezzato dal pubblico e questo permette di riportare alla ribalta alcuni casi misteriosi ed enigmatici che hanno colpito e impegnato investigatori da tutte le parti del mondo. È il caso anche di I figli di Sam: verso le tenebre (Sons of Sam: Descent into Darkness), il nuovo titolo di Netflix in uscita oggi, 5 maggio. Ecco il trailer, quello che racconterà e il vero Figlio di Sam.

Sons of Sam: trama e curiosità sulla serie Netflix

Sons of Sam è una serie divisa in quattro episodi che racconta la storia di uno dei casi più famosi degli anni ’70. David Berkowitz, conosciuto col nome di Son of Sam, è ritenuto il responsabile della morte di sei persone. La serie seguirà invece l’ipotesi del giornalista Maury Terry, da sempre convinto che l’uomo non fosse da solo nel compiere gli omicidi e che sia coinvolto un culto. Ci saranno quindi tanti nuovi video, testimonianze inedite e interviste di chi ha collaborato alle indagini. Lo stesso Maury Terry, deceduto nel 2015, interverrà attraverso dei filmati d’epoca.

La produzione e direzione sono affidate a Joshua Zeman, già produttore di The Killing Season, Happy Hour, The Lost Arcade e Murder Mountain. Oltre alla storia degli omicidi, Zeman ci porterà alla scoperta della cultura e della storia statunitense, mostrandoci un mondo diverso da quello a cui siamo abituati ormai. Alla stregua di Charles Manson, allora, Berkowitz è diventato quasi una celebrità per gli appassionati del genere. Tra il raccapricciante e l’inquietante, allora, Sons of Sam sarà disponibile su Netflix a partire da oggi, 5 maggio. Attenti, però: anche i più appassionati del genere potrebbero rimanere impressionati.

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La locandina di Sons of Sam

La vera storia di David Berkowitz e i cosiddetti “figli di Sam”

David Berkowitz nacque e crebbe a Brooklyn, New York City, e sin dall’infanzia, descritta come travagliata, ha sempre manifestato un certo interesse per il crimine. Entrò nell’esercito degli USA e servì in Sud Corea, cominciando a lavorare per il servizio postale americano dopo il congedo. La sua vita però non fu più la stessa: nel 1976, infatti, cominciò la sua follia omicida, presumibilmente dopo aver scoperto di essere stato adottato. Tra il 29 luglio 1976 e il 31 luglio 1977, quindi, uccise sei persone usando una pistola calibro 44. Le vittime erano scelte in modo casuale, erano sempre sedute in auto e l’uomo si avvicinava tirando fuori l’arma da un sacchetto di carta.

È tuttavia solo dall’aprile 1977 che ha assunto il soprannome di Son of Sam, quando lasciò di fianco ai corpi una lettera sgrammaticata in cui si firmava proprio così. Berkowitz è anche conosciuto come The .44 Caliber Killer a causa dell’arma che utilizzava. Nell’agosto 1977 la polizia lo arrestò e, durante l’interrogatorio, ammise di aver ucciso sei persone. Affermò, tuttavia, di averlo fatto solo per obbedire agli ordini di un demone che, a detta sua, era costretto nel corpo del cane del suo vicino, Sam. In un secondo momento ritirò questa dichiarazione, ritrattata nuovamente anni più tardi, dopo la condanna all’ergastolo. Affermò infatti che “ci sono altri Figli là fuori, Dio aiuti il mondo”, sostenendo che un culto satanico gli avesse dato le direttive.

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David Berkowitz

In molti si rifiutarono di credere alle sue parole, ma tanti altri invece ne furono convinti. Tra questi, il giornalista Maury Terry, che per anni si dedicò instancabilmente alla ricerca della verità e, nel 1987, raccolse tutti i suoi articoli sul caso nel volume Ultimate Evil. Nel 1996, tuttavia, il caso venne messo in stand by a tempo indeterminato dopo essere stato riaperto e, ancora oggi, non si è riusciti a raggiungere risultati più concreti.

Berkowitz nella cultura di massa

Il caso di David Berkowitz ha avuto una risonanza culturale pari a quella di Charles Manson. Per evitare che traesse un vantaggio economico dalla sua notorietà che, nel 1977, fu emanata la Son of Sam Law, che impedisce ai criminali di trarre profitto dalle loro storie. Questa venne giudicata incostituzionale nel 1991 ma approvata nuovamente nel 2001 in seguito a diverse revisioni. Anche in ambito pop la sua immagine è stata di ispirazione per diverse personalità, come la band Beastie Boys e il primo chitarrista di Marilyn Manson, Scott Putesky. Inoltre Stephen King lo cita in alcuni suoi libri (La casa del buio, La zona morta, Mr. Mercedes) ed è alla base del film Summer of Sam di Spike Lee.

 

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