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Sanremo 2021: le pagelle della finale e il riassunto della serata

Festival di Sanremo 2021: cos’è successo ieri, durante la finale? Ecco le pagelle e un riassunto dei momenti salienti

Cos’è successo ieri, sabato 6 febbraio, durante la finale di Sanremo 2021? Come sono andate le esibizioni? E gli ospiti? Fiorello ha esagerato? Se volete saperlo, qui di seguito ci sono tutte le pagelle della finale di Sanremo 2021 e un riassunto dei momenti più importanti e iconici della serata di ieri.

Riassunto e pagelle dei concorrenti e degli ospiti della finale di Sanremo 2021

La finale di Sanremo ha visto diversi colpi di scena. Dalla vittoria dei Maneskin a dispetto del favorito dei pronostici Ermal Meta, sino alla straordinaria partecipazione di Ornella Vanoni, ecco tutto quello che è successo ieri sera.

  1. GhemonMomento perfetto: 7. Esibizione coinvolgente e piacevole da guardare, vocalità impeccabile e senza alcun difetto né incrinatura. Peccato solo per alcuni momenti in cui sembra mangiarsi le sillabe e con la musica si crea confusione.
  2. GaiaCuore amaro: 6. Brano che non parla di innovazione e non porta nessuna ventata di freschezza alle orecchie di chi ascolta. Molto interessante la chitarra classica dall’aria spagnoleggiante. C’è forse un po’ di autotune nell’esibizione?
  3. IramaLa genesi del tuo colore: 7,5. Ha conquistato il palcoscenico e lo ha dominato come un bravo showman. Avrebbe dovuto però concentrarsi di più sul coinvolgimento del pubblico a casa e non voltarsi come ad interagire con i membri inesistenti di una band. Ma glielo si perdona, in quanto semplice registrazione di una prova generale. Canzone comunque molto valida ed esecuzione molto bella.
  4. Gio EvanArnica: 5,5. Molte potenzialità per una voce interessante ma sfruttata molto male. Il bridge riesce a mostrare meglio le sue capacità, ma si perde durante le strofe, sussurrate e sottotono. Esibizione – e canzone – piuttosto dimenticabile, che si iscrive nello stile del nuovo cantautorato italiano senza però apportare niente di nuovo. Peccato.
  5. Ermal MetaUn milione di cose da dirti: 6. Classica canzone da Sanremo che però ha di già sentito. Anche il testo non esplora ambiti diversi del sentimento. Si salva solo per la voce cristallina e un buon coinvolgimento del pubblico da casa.
  6. FulminacciSanta Marinella: 7. Canzone molto interessante facile da immaginare in diversi contesti: dalla colonna sonora di un film ad un lungo viaggio in macchina, passando per una serata estiva assieme agli amici. L’esibizione è un po’ statica ma la personalità dell’autore riempie tutto il palco.
  7. Francesco RengaQuando trovo te: 5. Renga avrebbe dovuto essere una sicurezza, ma purtroppo in questo Festival non ha dato il meglio di sé. Anche questa sera si è dimostrato al di sotto delle aspettative, faticando a prendere la nota nei toni più bassi e prendendo diverse stonate negli acuti. Probabilmente è da imputare alla mancanza di pubblico, poiché non ha mai deluso prima.
  8. Extraliscio feat. Davide ToffoloBianca luce nera: 7,5. Il sound ricorda un po’ le serate da festa di paese, ma l’esibizione è così eccentrica che non sfigurerebbero sul palcoscenico di un festival musicale estivo. L’ingresso di coppie di ballerini ha inoltre animato la performance, contribuendo a renderla originale e diversa dalle altre. La personalità del cantante meriterebbe anche un 9 pieno.
  9. Colapesce e DimartinoMusica leggerissima: 6,5. Il testo è molto interessante e attuale, tocca temi molto scomodi e su cui bisognerebbe ragionare. Dal punto di vista musicale, invece, prende forse troppo sul serio il titolo e, a tratti, sembra già sentita. La ballerina sui pattini è stata piena di talento, ma purtroppo a volte è stata degradata quasi a cubista. Si tratta sicuramente di una canzone che si fa ascoltare e che ha proprio bisogno di più di un semplice ascolto.
  10. Malika AyaneTi piaci così: 6,5. Canzone abbastanza dimenticabile e più adatta per la radio che per un festival come quello di Sanremo. Malika si conferma però perfettamente in grado di controllare la sua voce e di piegarla secondo il suo volere.
  11. Francesca Michielin & FedezChiamami per nome: 7. Si riconfermano una coppia vincente, che riesce a completare le lacune l’uno dell’altra. La voce della Michielin è dolce e cristallina, sempre chiara, ben bilanciata dal tono più basso di Fedez. Peccato per la disparità nell’esibizione: Francesca è molto più a suo agio, sciolta e naturale, mentre Fedez è ancora tremendamente legato, sempre spaventato dal palco dell’Ariston.
  12. Willie PeyoteMai dire mai (la locura): 7. Testo estremamente attuale e da non sottovalutare. Una polemica intelligente che però si perde con un attacco un po’ fuori luogo.
  13. Orietta BertiQuando ti sei innamorato: 7,5. Orietta si riconferma una grande signora della musica, riuscendo a dominare la scena pur stando ferma al suo posto. La voce non le manca di certo e sa benissimo come utilizzarla, dimostrando di avere ancora molto da insegnare. Unico neo: la canzone ha un sound già un po’ datato, ma che si adatta perfettamente alla donna.
  14. ArisaPotevi fare di più: 6,5. Brano che non ha niente di innovativo, un sound estremamente comune e rassicurante. La voce di Arisa è però sempre una sicurezza.
  15. BugoE invece sì: 5. Purtroppo gli manca la voce e quando cerca di raggiungere note più alte stona. Canzone perfetta comunque per un karaoke e da cantare assieme agli amici, ma non all’altezza di altre presentate nella kermesse.
  16. ManeskinZitti e buoni: 8. Finalmente un po’ di rock e di movimento sul palco dell’Ariston. I Maneskin hanno portato un’atmosfera da concerto con una canzone molto ben costruita in cui ogni elemento è indispensabile. Meravigliosa l’affinità e l’interazione tra i membri della band. Molto apprezzati anche i costumi che sembrano strizzare l’occhio al glam rock anni ’70. Vittoria assolutamente meritata.
  17. MadameVoce: 7. Canzone molto interessante che si adatta perfettamente alla voce della cantante. l’esibizione è forse un po’ troppo raccolta all’inizio, ma si scioglie verso la metà per diventare molto emotiva.
  18. La Rappresentante di ListaAmare: 6. La canzone è senza infamia e senza lode, piacevole da ascoltare. L’esibizione è stata sottotono a dir poco. L’outfit era completamente sbagliato, rendendo statica una performance che avrebbe avuto il suo punto forte nel contrasto tra il movimento e l’immobilità legati al cambiamento musicale.
  19. AnnalisaDieci: 7. Annalisa è sempre bellissima e con un talento innegabile. La voce non si rompe mai né rischia di andare sulla stonatura. Una classe invidiabile.
  20. Coma_CoseFiamme negli occhi: 5. La cosa più bella dell’esibizione è la chimica e l’amore tangibile tra i due interpreti. Peccato che localmente non siano all’altezza dei loro rivali, stonando più volte anche nei passaggi più semplici.
  21. Lo Stato SocialeCombat pop: 8. Un piccolo salto nel passato che è in grado di far divertire tutti, dai più piccoli ai più grandi. Un’armonizzazione perfetta e un tempismo comico invidiabile che rendono l’esibizione un vero e proprio pezzo di cabaret con un messaggio molto profondo. Il testo, comunque, non è così semplice come può sembrare.
  22. RandomTorno a te: 4,5. Canzone dimenticabile piena di stonature. Decisamente molto al di sotto di tutti gli altri concorrenti.
  23. Max Gazzè & la Trifluoperazina Monstery BandIl farmacista: 7,5. Esibizione forse un po’ sottotono rispetto a quelle delle altre serate. Si riscatta però verso la fine, quando mostra una maglia di Superman sotto la camicia. La canzone è tipica di Max Gazzè e proprio per questo molto orecchiabile.
  24. NoemiGlicine: 8. Una voce graffiante che funziona alla perfezione sulle note della sua canzone. Il carisma di Noemi è poi abbastanza per riempire tutto il palcoscenico, così che non ci sia bisogno di altro.
  25. FasmaParlami: 5,5. Buona presenza scenica, peccato che l’utilizzo di autotune abbia sovrastato la voce naturale del cantante. La canzone poteva essere molto di più, ma purtroppo è rimasta alla fine abbastanza anonima.
  26. AielloOra: 5,5. Un’esecuzione basata sulle urla che sacrifica le strofe di tonalità più bassa, che quindi non si capiscono. Anche il testo non ha niente di speciale.
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Orietta Berti

I monologhi di Fiorello

Fiorello fa la sua entrata alla finale con indosso una giacca rossa con le frange: si tratta di una riproduzione fedele di una delle giacche di Little Tony. Lo celebra inoltre cantando un medley dei suoi brani, omaggio che rimane tuttavia una bella esibizione. Ha poi parlato con Amadeus della scelta di quest’ultimo di non fare il festival l’anno prossimo e fa gli auguri a chi verrà nel 2022 a condurre. Augura loro di avere la platea piena, esagerando in maniera comica, ma aggiunge “spero che vi vada male”, ovviamente scherzando. Ha poi preso l’occasione per ricordare che quest’anno sono i 700 anni di Dante.

Esagerato e un po’ pesante il monologo sugli spettacoli. Non merita più di un 7 abbondante.

Ottimo addio di Ibrahimovic al Festival di Sanremo con un discorso interessante

Ibrahimović fa uno dei suoi soliti siparietti alla sua prima apparizione della serata. Propone infatti una possibile formazione calcistica del Festival: lui sarebbe in attacco, mentre vede Fiorello come centrocampista. In difesa l’orchestra, che dice che ha difeso la musica in questi tempi difficili. Amadeus invece può essere il portiere, altrimenti va in panchina oppure in tribuna e, se non gli va bene, va a casa. Parla poi di Achille Lauro, dicendo che voleva fare scambio di maglia ma non può perché è sempre nudo.

Molto bello il suo monologo sul continuare a sfidare sé stessi. A volte si perde nell’autocelebrazione, ma ha sottolineato anche tutte le volte che ha sbagliato, senza dimenticarsi la sua classica ironia. Ha inoltre rimarcato che il fallimento è una parte del successo e che fare niente è il più grande sbaglio che si possa fare. Un bel messaggio per chi lo guarda da casa: si può sbagliare, l’importante è comunque cercare di fare la differenza. Insomma, un bell’8 per l’attaccante del Milan, che ha dimostrato in questa settimana di essere molto altro che solo un campione sul campo da gioco.

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Giovanna Botteri e Amadeus

Tre grandi donne sul palco dell’Ariston

Serena Rossi è la prima co-conduttrice della serata ed appare immediatamente bellissima nel suo abito. Ha parlato del suo nuovo programma in onda da venerdì 12 marzo, Canzone segreta, sottolineando quanto la musica sia legata intimamente alle emozioni. In ogni puntata ci saranno degli ospiti e, come lei stessa ha ammesso, hanno lavorato duro per mesi per trovare le loro “canzoni segrete“. Si tratta di brani che fanno battere il cuore e che sono tra i preferiti di chi li ascolta per molti motivi. Ha quindi ammesso di aver cercato di scoprire la canzone segreta di Amadeus, e annuncia di averla trovata. Allora ha cantato A te di Jovanotti ed è stata quasi più brava di alcuni cantanti in gara. Amadeus non ha nascosto di essersi commosso, e all’attrice va un bel 7.

Al suo ingresso come grande ospite della serata, Ornella Vanoni non si trattiene dal commentare la mancanza di pubblico dal vivo e quanto spera che presto si possa tornare alla normalità. Incanta tutti con la sua esibizione, tra brani storici e la presentazione di Un sorriso dietro al pianto con Francesco Gabbani. Purtroppo la sua pronuncia è intaccata dall’età e dai diversi ritocchi estetici a cui si è sottoposta, risultando in momenti in cui è veramente incomprensibile ciò che pronuncia. Per questo motivo non le si può dare più di 6,5, sebbene l’intonazione non l’abbia persa.

Quando è stato il momento di Giovanna Botteri, invece, si è bruscamente tornati alla realtà. La giornalista si è presentata attraverso la lettura delle prime frasi della canzone Caro amico ti scrivo di Lucio Dalla. Amadeus le ha poi chiesto come ha vissuto il primo periodo della pandemia, lei che all’inizio dello scorso anno era in Cina per lavoro e ha subito il cambiamento drastico in modo più duro rispetto a noi. La Botteri è stata sincera, esprimendo il terrore e lo stupore nel sentire dire di essere in guerra. Il discorso si è poi allargato al suo lavoro, a quanta nostalgia di casa lei, e chi fa un lavoro come il suo, deve provare quando si trova per molto tempo lontana, magari in un paese in guerra.

Giovanna Botteri ha confermato che non è facile, ma il suo discorso è stato molto toccante e capace di far vedere la situazione in prospettiva. Ha infatti esortato le persone, quando si trovano lontane da chi amano, a chiudere gli occhi e sentire i loro cari vicino a loro. Ha fatto anche l’esempio del momento che stanno vivendo loro, invitando Amadeus ad immaginare le persone che li seguono da lontano. Tutto questo, ha affermato, aiuta ad avere la forza di non sentirsi più soli. Un bel 10, quindi, per la grazia e la compostezza di una donna forte, da cui tutti avremmo qualcosa da imparare.

Ennesimo successo per Achille Lauro col suo ultimo quadro

Altro grande successo per Achille Lauro e il suo ultimo quadro, per il quale si presenta incredibilmente sobrio. Canta un suo brano proveniente dall’album 1969, C’est la vie, e il tema è la pesantezza delle parole e quanto possano far male. Si tratta di un argomento trattato da molti, ma che ancora le persone sembrano prendere sottogamba, forse grazie all’anonimato che può garantire internet. Un voice over legge molte delle critiche che sono state mosse ad Achille, simbolicamente rappresentate da rose conficcate nel suo torace che lo fanno sanguinare.

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Achille Lauro

È giunto il nostro momento, la nostra stessa fine in questa strana fiaba. La più grande storia raccontata mai. Maschere dissimili recitano per il compimento della stessa grande opera. Tragedia e commedia, essenza ed esistenza, intesa e incomprensione. Elementi di un’orchestra troppo grande per essere compresa da comuni mortali. È giunto il nostro momento. Colpevoli, innocenti, attori, uditori, santi, peccatori. Tutti insieme sulla stessa strada di stelle di fronte alle porte del paradiso.  Tutti con la stessa carne debole, con la stessa rosa che ci trafigge il petto, insieme inginocchiati di fronte al sipario della vita. E così sia. Dio benedica solo noi esseri umani.

Richiamato sul palco più tardi, ha solo confermato la sua sensibilità, portando in rilievo il bisogno dei lavoratori dello spettacolo di tornare alla normalità. Ha poi ripreso il tema del suo quadro, dicendo che lui sta imparando a farsi scivolare le critiche addosso ma molte persone non lo hanno ancora imparato e, quindi, bisogna essere attenti a quello che si dice. Si riconferma un ospite e artista da 10.

 

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