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ELVIS PRESLEY, LA MORTE NON LO HA RISPETTATO

ELVIS PRESLEY, LA MORTE NON LO HA RISPETTATO

Nel 1992 fu ricordato dalle Poste Americane, che fecero un sondaggio per determinare in quale modo presentarlo nel francobollo celebrativo da 29 Cent.

Tutti i suoi fan scelsero il” grasso Elvis “(The fat Elvis Presley) incapaci di dimenticare, 15 anni dopo la sua morte una immagine diversa da quella degli ultimi anni.

Oggi nel quarantesimo della sua morte, appare chiaro a tutti che Elvis ha scelto il periodo peggiore per morire.

Aveva 42 anni nell’Agosto del 1977 e questa era un’età molto giovane per la morte del primo eroe del rock.

Prima di lui il rock non era esistito e nel decennio ci furono le morti di Jimi Hendrix (1970), Janis Joplin (1970), Jim Morrison (1971), ma erano tutti cantanti in ascesa con dischi straordinari e foto stupende della loro giovinezza.

La morte, al massimo del loro fulgore, aveva permesso loro di raggiungere lo stesso effetto che fece quella di  James Dean e anni dopo quella di Kurt Cobain. Miti di una generazione

Il Washington Post scrisse nel Giugno 1976, dopo il suo concerto al Matyland’s Capital Centre: non solo è grasso, la sua cintura è coperta dallo stomaco e gli occhi sono coperti dai capelli.

Il primo Elvis era molto “cool” e migliaia di donne attraversavano il paese per toccarlo, per stare con lui, alla fine non succedeva più, il suo fascino era in declino.

Quando morì molti lo ricordarono nell’immagine della sua giovinezza, il grande idolo dei grandi “bianchi” americani. La sua vita.

Azzardiamo la sua leggendaria  top ten:

Always on my mind

Suspicious mind

Can’t help falling in love

My way

Love me tender

And i love you so

Time of my life

Jailhouse rock

In the ghetto

Are you lonesome tonight

Elvis Presley nel 1957

 

Elvis Presley 6 mesi prima della sua scomparsa nel 1977

 

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Alessandro Dalai
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