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Rock,  Spettacolo

Charlie Watts: Like a Rolling Stone

Charlie Watts: chi è stato il batterista dei Rolling Stones

Il leggendario batterista dei Rolling Stones Charles Robert “Charlie” Watts è morto a 80 anni d’età questo martedì 25 agosto.

Charlie Watts: l’essenza dei Rolling Stones

Charlie Watts non è stato solo il musicista dietro la gran cassa di uno dei più grandi gruppi della storia, ma il batterista di tutta una generazione, tra i più importanti del secolo scorso. Rolling Stones, un nome che porta una citazione importante (a Bob Dylan), ma che racchiude anche una perfetta sintesi dell’apporto musicale, e ovviamente di tutte quelle conseguenze artistico-culturali che ne sono derivate. “Stones”, un suono duro, forte, potente, acuminato che contrastava inizialmente in modo speculare quello dell’altra big band (per eufemismo) del tempo: i Beatles. E poi quel “Rolling”.  Il “Rolling” del Rock “n” Roll, quel ritmo agile, frenetico,incalzante e ponderato, ma allo stesso tempo seduttore e veemente. Quello che ti fa muovere, ballare, ti infonde di energia ed adrenalina, Ecco, quel ritmo era Charlie Watts.

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Charlie era il Rock, Charlie era i Rolling Stones – come disse lo stesso Keith Richards in un intervista del 79. Le tanto rinomate “moves” di Jagger, la musica penetrante, travolgente degli Stones, non sarebbero mai potute esistere, senza lo scheletro, la struttura portante dello stile apportato alla batteria da Watts.

Lo Stile di Charlie Watts, batterista dei Rolling Stones

Allo stesso tempo, Charlie Watts era ben diverso dagli altri Rolling Stones. Mentre l’inclinazione generale del gruppo era la trasgressione e la popolarità, Charlie alle pulsioni irrequiete della vita da rock star, ha sempre preferito la pacatezza dello stile. Il batterista aveva stile, anche nel senso letterale,  basta pensare ai suoi vestiti eleganti, che tra l’altro lo hanno reso noto anche nel mondo della moda con l’ingresso nella International Best Dressed List Hall of Fame di Vanity Fair. Non sembrava un rocker, era più un jazzista. Questo approccio non lo aveva solo nell’abbigliamento, ma soprattutto nella musica. Il suo tocco, il feeling dei suoi grooves oltre ad essere singolare, è unico. Autentico. Il che lo rene un vero e proprio, stile.

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La batteria di Charlie Watts, non era solo accompagnamento, guida ritmica al servizio dei riffs di Richards ed ai testi di Jagger. La sua batteria è parte integrante, attiva e protagonista  nella creazione e nello sviluppo del sound e  delle canzoni. Tempi liberi, improvvisazioni, dialoghi strumentali, sincopi e l’esplorazione dello strumento  a tutto tondo, proprio come accade nel jazz, in particolare in quella tendenza che stava prendendo piede proprio in quegli anni, il  Free Jazz.  Era un musicista eclettico, e non abbandonò mai le sue radici, tanto che nel 1986 ha lanciato la Charlie Watts Orchestra di 32 elementi tra cui alcuni jazzisti contemporanei britannici.

Chi era Charlie Watts?

Charlie Watts nasce a Londra il 2 giugno 1941, figlio di un camionista. Si appassiona sin da piccolo al jazz e comincia a collezionare svariati vinili, tra cui i suoi preferiti erano Miles Davis, Dexter Gordon e Charlie Parker. Comincia a suonare la batteria a 14 anni. Inizia la sua carriera esibendosi con alcuni gruppi jazz e collabora anche i Blues Incorporated di Alexis Korner. Accompagna la sua passione musicale, con il lavoro di graphic designer in un’agenzia pubblicitaria. Poi gli Stones

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Ai tempi della prima esibizione del Rolling Stones – avvenuta nel 1962 – il gruppo era formato dal cantante Mick Jagger, il tastierista Ian Stewart, i chitarristi Keith Richards e Brian Jones, il bassista e futuro membro dei Pretty Things Dick Taylor. Il batterista era Mick Avory, che avrebbe poi suonato con i Kinks. Nel giro di pochi mesi Watts ha sostituito Avory esibendosi per la prima volta con gli Stones il 12 gennaio 1963 all’Ealing Blues Club. Il loro primo singolo, la cover di Come On di Chuck Berry uscì nel giugno 1963. Esattamente un anno dopo il gruppo centrò il primo numero uno in classifica nel Regno Unito con It’s All Over Now. Nel maggio 1965 (I Can’t Get No) Satisfaction arrivò al primo posto negli Stati Uniti.

Il cancro e gli ultimi anni

Nel giugno 2004 gli è stato diagnosticato un cancro alla gola, da cui è guarito portando una nuova energia agli Stones, coi quali ha continuato a suonare per tutta la vita. Quando non si esibiva, si occupava con la moglie Shirley di un allevamento di cavalli arabi. La coppia ha una figlia, Serafina, e una nipote, Charlotte. Proprio all’inizio di agosto, Watts aveva annunciato che a causa di un problema di salute non avrebbe partecipato al prossimo tour dei Rolling Stones, in programma negli Stati Uniti questo autunno. Aveva detto di aver subito un intervento chirurgico e che nonostante il buon esito dell’operazione avrebbe avuto bisogno di tempo per rimettersi in salute.

“Ho sempre pensato che il gruppo fosse destinato a vita breve, sul serio. Non ho mai pensato che sarebbe durato più di cinque minuti e però sapevo che avrei vissuto quei cinque minuti al massimo, proprio perché amo la band. Potrei anche ritirarmi oggi, ma non so che fare se mi fermassi. Probabilmente impazzirei»

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