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Musica,  Rock

9 dicembre 1966: esce A Quick One, secondo album di The Who

Usciva oggi nel 1966 A Quick One, secondo album in studio della band inglese The Who. Dopo il successo mod, ecco l’avvicinamento al genere che li avrebbe contraddistinti

Dopo il successo di My Generation, il 9 dicembre 1966 The Who pubblicano il loro secondo album in studio, A Quick One. Si tratta di un disco differente dal precedente e che apre le porte per un genere di cui il gruppo si farà grande portavoce.

A Quick One, la genesi dell’album

Prima di iniziare a registrare l’album, Chris Stamp, uno dei manager della band, ha imposto ai membri di contribuire con almeno due canzoni a testa. Pete Townshend, il chitarrista, era infatti il compositore e paroliere principale e l’album My Generation era stato scritto quasi interamente da lui. In A Quick One, invece, si vedono quindi due contributi rispettivamente di Keith Moon (batterista) e John Entwistle (bassista). Roger Daltrey, il cantante, si limita ad apparire come autore di una sola traccia.

È per questo motivo che molti vedono A Quick One come un album completamente disomogeneo e di qualità nettamente inferiore rispetto ad altri contemporanei come Revolver e Aftermath. Si tratta in realtà del tentativo del gruppo di uscire dall’etichetta “mod” che avevano guadagnato attraverso il primo album – evidente soprattutto nel balbettio nel singolo My Generation, indice delle droghe che i mod assumevano. A Quick One è infatti il primo passo verso un rock elaborato ed operistico, che sarebbe diventato il marchio di fabbrica di una delle band più influenti della storia.

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La copertina dell’album A Quick One

A Quick One While He’s Away, l’avvicinamento all’opera rock

Nonostante tutte le critiche che si possono sollevare, l’album ha uno dei meriti più grandi della storia del rock. La traccia di chiusura, scritta da Pete Townshend, è infatti la prima canzone che può essere identificata come opera rock. Di questo genere The Who si sarebbero fatti portavoce attraverso gli album Tommy e Quadrophenia. A Quick One While He’s Away, questo il titolo della canzone, racconta in sei movimenti la storia di una ragazza senza nome. Lasciata sola dal fidanzato per quasi un anno, la protagonista sente molto la sua mancanza. Spinta dalle pressioni del suo paese, si lascia convincere dalle lusinghe di Ivor “the Engine Driver”. Quando il fidanzato torna, lei confessa e la vicenda si risolve in maniera positiva.

Si tratta del primo tentativo di Townshend di raccontare l’esperienza di molestia che ha ricevuto da bambino, seppur non in modo esplicito. Il coro finale che ripete “you are forgiven” è inevitabilmente rivolto anche a lui, il quale continuava a sentirsi in colpa per ciò che era successo. Nonostante la sua notevole durata (poco più di 9 minuti), The Who hanno spesso suonato la canzone durante i concerti. Le modifiche necessarie e, a volte, un’introduzione umoristica di Townshend non hanno però mai scalfito la bellezza della canzone. Particolarmente memorabile è quella del Live at Leeds (1970), in cui ogni membro del gruppo interpreta un personaggio differente.

Un titolo scandaloso e un posto nei migliori album della storia

Come capitava spesso in quel periodo, per permetterne la pubblicazione negli Stati Uniti, l’album ha dovuto subire una censura. Il titolo, A Quick One, in italiano si traduce con “una sveltina”, un’allusione sessuale molto chiara che non era apprezzata sul suolo americano. Si sceglie quindi di cambiarlo in Happy Jack, dal titolo di un singolo scartato dalla versione inglese ma apparso in quella americana – e successivamente nella riedizione del 1995 assieme ad altre 9 tracce. Happy Jack sostituisce inoltre come traccia Heat Wave, una cover di un pezzo firmato Holland – Dozier – Holland.

Nonostante le molte critiche artistiche mosse nel corso degli anni, A Quick One si è dimostrato da subito un gran successo. Nel mese di gennaio 1967 raggiunge infatti la quarta posizione nella UK Chart Albums. Nel 2003 la rivista Rolling Stone lo pone alla 383° posizione nella sua classifica dei 500 migliori album di tutti i tempi, declassato alla 384° posizione nel 2012.

 

Clicca qui per ascoltare A Quick One su Spotify

 

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