MARIA CALLAS: UNA DONNA, UNA VOCE, UNA LEGGENDA

MARIA CALLAS: UNA DONNA, UNA VOCE, UNA LEGGENDA

L’indimenticabile Maria Callas avrebbe compiuto oggi 95 anni. Una donna, una voce, una leggenda: così si può definire Maria e così è stata intitolata la mostra newyorkese del 2011 a lei dedicata.

Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropulos

Nata a New York il 2 dicembre 1923, Anna Maria Cecilia Sophia Kalogeropulos, oggi nota più semplicemente come Maria Callas, sarebbe dovuta essere un maschio. Così, perlomeno, avrebbe voluto sua madre, Evangelia Dimitriadou, la quale si rifiuta di vedere la neonata per quattro giorni ed esita a lungo prima di darle un nome. Evangelia, infatti, avrebbe voluto avere un figlio da battezzare in onore del proprio fratello morto.

Tuttavia, la bambina cresce in un’atmosfera serena. Fin dalla tenera età ascolta arie d’opera e inizia a suonare il pianoforte. A cinque anni resta vittima di un incidente: nel tentativo di correre dalla sorella Yakinthy, dall’altra parte della strada, viene investita da un’automobile e trascinata per diversi metri. Finisce quindi in coma, risvegliandosi dopo 22 giorni. Secondo Evangelia, in questo periodo emerge il carattere ribelle e ostinato che renderà Maria famosa nel mondo dello spettacolo.

Dal 1931, la ragazzina prende lezioni di canto e pianoforte. Sei anni dopo, i suoi genitori si separano e Maria segue la madre in Grecia. Lì viene ammessa al Conservatorio di Atene, dove si diploma in canto, lingue e pianoforte.

Gli inizi

Il 2 aprile 1939, Maria Callas ottiene il ruolo di Santuzza in Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni. Successivamente, sostiene un’audizione davanti al famoso soprano Elvira de Hidalgo, sotto la cui guida si dedica allo studio di opere come Il trovatore e la Norma. Si dice, inoltre, che la cantante abbia interpretato da sola il duetto Otello-Desdemona nell’Otello di Rossini.

Maria Callas: una donna, una voce, una leggenda. Una foto insieme al marito Giovanni Battista Meneghini
Giovanni Battista Meneghini e Maria Callas

Nel 1945 fa ritorno a New York, vivendo lì fino ai primi mesi del 1947. Partecipa così a un’audizione alla Metropolitan Opera House, ma senza successo. Infatti, Maria si sente adeguata per le opere che le vengono proposte: Madama Butterfly e Fidelio. Su suggerimento della Hidalgo, nel 1947 Maria decide di trasferirsi in Italia.

Il successo

In Italia conosce il futuro marito Giovanni Battista Meneghini ed esordisce al Festival lirico areniano, guadagnando una notevole popolarità. La vera svolta, però, avviene il 19 gennaio 1949, quando Maria Callas sostituisce Margehrita Carosio nel ruolo di Elvira ne I puritani. La performance riscuote un successo straordinario.

Due anni dopo, la Callas riesce a entrare alla Scala di Milano, vivendo fino al 1957 il suo periodo d’oro. Ottiene anche un contratto discografico. E, fisicamente, subisce una notevole trasformazione, perdendo più di 40 kg. Anche la sua tecnica canora si perfeziona, raggiungendo livelli superiori a quelli toccati prima d’ora.

L’incontro con Onassis

Maria Callas: donna, voce, leggenda. Una foto insieme ad Aristotele Onassis
Arstotele Onassis e Maria Callas

È il 3 settembre 1957 quando Maria Callas e Aristotele Onassis si incontrano per la prima volta, in occasione di un ricevimento presso l’hotel Danieli organizzato da Elsa Maxwell proprio per Maria. Un anno dopo, Onassis si reca nel camerino del soprano per farle i complimenti per il trionfale esordio nel concerto la Grande Notte dell’Opera a Parigi. E, nel giugno del 1959, l’uomo le organizza una cena, facendosi fotografare mentre tenta di trattenerla al momento dei saluti.

Nel 1960, infine, Maria cede alla corte di Onassis, decidendo quindi di lasciare Meneghini. La relazione tra Onassis e la Callas finirà nel 1968.

Il declino e gli ultimi anni

Dal 1958 al 1965, Maria Callas subisce un declino. La sua voce comincia a risentire dei molti sforzi e lei è divisa tra una dipendenza dalla mondanità in cui ormai è immersa e il desiderio di concedersi un po’ di pace.

Nel 1959, infatti, il soprano è in cattivi rapporti con la Scala e la Metropolitan e inizia a diradare i propri impegni professionali. Secondo alcune fonti, nel 1960 dà alla luce il figlio avuto da Onassis, Omero, morto pochi istanti dopo la nascita a causa di un’insufficienza respiratoria.

Nel 1962 va in tournée in Europa, tenendo dunque molti concerti. Ma la vita di Maria è sempre più mondana e sempre meno dedicata alla musica: dopotutto, Onassis non condivide con lei la passione per la lirica.

Nel 1968, Maria torna in Grecia, nella speranza di chiudere in bellezza la propria carriera e di regolarizzare la relazione con Onassis. Lui, tuttavia, decide di sposare la vedova di Kennedy, Jacqueline. A causa di questa batosta, Maria cade in depressione. Nonostante ciò, decide di tenere duro e di partecipare al film Medea di Pier Paolo Pasolini.

Dal 1973 al 1974, il soprano partecipa alla sua ultima tournée, questa volta a livello mondiale, con Giuseppe Di Stefano. Il 16 settembre 1977, Maria Callas si spegne a causa di un arresto cardiaco.

L’arte del bel canto in mostra a New York

Chi ha detto che solo i pittori e le opere “tangibili” possono essere esposte in una mostra? Anche le emozioni di una voce possono rivivere in un’esposizione. Una donna, una voce e una leggenda ne è stata la conferma.

Si tratta di una mostra, inaugurata nel 2011 a New York, che rende omaggio a Maria Callas attraverso l’esposizione di costumi di scena, abiti, gioielli e altri oggetti appartenuti al soprano.

La mostra, aperta fino al 30 marzo, è stata organizzata dall’Istituto Italiano di Cultura in collaborazione con il Consolato Generale di Grecia e la Fondazione Stavros Niarchos. Parte della collezione è stata messa insieme da Bruno Tosi, presidente dell’Associazione Maria Callas.

Tra i pezzi in mostra c’era anche l’abito di scena indossato dalla Callas nella Tosca del 1965 diretta da Franco Zeffirelli, e i panni di Violetta nella Traviata di Giuseppe Verdi.

Presenti inoltre una camicia e una gonna nere di Yves Saint Laurent che il soprano indossava spesso quando era direttore della prestigiosa Julliard School di New York nel 1971, e dei collier disegnati da Pier Paolo Pasolini, con il quale Callas girò Medea, suo unico ruolo cinematografico.

Tutti i costumi presenti appartengono agli anni seguenti il 1953, quando la cantante che pesava 108 chili, ne perse 40 su richiesta del regista Luchino Visconti, venendo in seguito considerata una delle dieci donne più eleganti del mondo.
La collezione era composta da circa 60 costumi.

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Denise Lo Coco
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