LET IT BE LA PIETRA MILIARE DEL ROCK COMPIE 50 ANNI, MEZZO SECOLO CON I BEATLES

LET IT BE LA PIETRA MILIARE DEL ROCK COMPIE 50 ANNI, MEZZO SECOLO CON I BEATLES

MEZZO SECOLO CON LET IT BE LA PIETRA MILIARE DEL ROCK

Let It Be” il brano che oggi, unanimemente, viene considerato come uno dei capolavori del repertorio beatlesiano, oggi compie 50 anni. “Let it be” è stato il capitolo conclusivo della carriera dei Beatles, uno dei gruppi più amati e rivoluzionari della musica. Il processo di creazione del loro ultimo disco in studio è stato travagliato e descrive bene l’aria che si respirava tra i vari componenti della band. Doveva essere l’occasione per riunire tutti, invece è stato il progetto che ha portato allo scioglimento definitivo i the Beatles.

LET IT BE
The-Beatles-Paul-McCartney-John-Lennon-Ringo-George-Harrison

LA REGISTRAZIONE NEL GENNAIO 1969

Scritta da Paul McCartney durante le session del “White Album”, la canzone è stata registrata con la supervisione del loro produttore George Martin negli Apple Studios il 31 gennaio del 1969.

La canzone uscì l‘8 maggio 1970 ultimo singolo dei “The Beatles” prima dello scioglimento ufficiale della band e che si congedava facendo uscire contemporaneamente anche un documentario, diretto da Michael Lindsay Hogg. Il Docu-film raccontava le sedute di registrazione, compreso il leggendario concerto sul tetto del quartier generale della Apple Records di Savile Row a Londra.

Let It be, è una delle canzoni più famose e amate in assoluto. Una vera pietra miliare del pop, che ha segnato in maniera indelebile la storia della musica mondiale.

the beatles
the beatles

“LET IT BE” L’ISPIRAZIONE

Il brano nasce nel 1968, dopo che una notte a McCartney è venuta in sogno la madre Mary. La donna era morta quando Paul aveva solo quattordici anni, nell’ottobre del 1956. Il sogno non era uno qualsiasi. Paul aveva sognato la madre che lo invitava a non preoccuparsi, a lasciare andare le cose come dovevano andare, a non lasciarsi sopraffare dalle amarezze.  “Una canzone positiva“, disse McCartney, “lei era venuta nei miei sogni per rassicurarmi mentre ero ansioso e paranoico, per dirmi che sarebbe andato tutto bene“. Quello che andava male, già ai tempi del White album era il clima all’interno dei Beatles, le tensioni dopo la morte di Brian Epstein si erano fatte via via più forti e all’inizio del 1969 nulla era migliorato davvero. Harrison soffriva dello strapotere degli altri due autori, Lennon era completamente perso nel suo amore per Yoko e in mille progetti paralleli, mentre era McCartney a insistere per tenere insieme il gruppo. mettendo in piedi progetti nuovi.

The Beatles
The Beatles

LA CRISI DEI BEATLES

Let It Be” è il prodotto di una band che all’epoca era ben oltre la crisi:  Paul spingeva per riprendere a fare concerti, George, sempre più frustrato per il poco spazio che veniva concesso alle sue composizioni, era il più fiero oppositore al ritorno al live. Dopo una lite furibonda con John aveva lasciato la band. Lennon dal canto suo non nascondeva la sua voglia di andare da solo e la sua insofferenza per le scelte di Paul che sempre più cercava di assumere il ruolo di leader. A ricucire gli strappi era Ringo, naturalmente votato per carattere alla mediazione. La situazione era così complicata che alla fine i nastri delle sedute di registrazione erano rimasti abbandonati negli armadi.

the beatles
the beatles

IL COMPLETAMENTO DEL BRANO

A completare il lavoro fu chiamato un nume tutelare, Phil Spector, il leggendario produttore del Wall of Sound che oggi sta scontando in carcere una condanna a 19 anni per omicidio di secondo grado. Furono Lennon e Harrison a convincerlo a mettere mano a quei nastri.  Lui lo fece a modo suo, intervenendo nell’editing e aggiungendo parti orchestrali e cori.

Il più celebre di questi interventi è rappresentato dagli archi di “The Long and Winding Road” inseriti a insaputa di McCartney. L’artista non ha mai condiviso questa scelta, tanto da pubblicare nel 2003 la versione “naked” dell’album da lui ritenuta più fedele al progetto iniziale.

Let It Be è stato l’ultimo progetto in studio del gruppo e il vero testamento spirituale.

Si conclude così la carriera dei Fab Four. Durata dal 1962 al 1970 e che, con dodici album immortali, è entrata di diritto nella storia del rock.

IL PROGETTO DEL FILM

Intanto dopo 50 anni, Peter Jackson, il regista premio Oscar per “Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del re”, sta lavorando a una nuova edizione del documentario sui The Beatles che vede la collaborazione di Paul, Ringo, Yoko Ono e Olivia Harrison. Al regista sono state messe a disposizione 55 ore di girato mai utilizzato che potrebbero dare una lettura nuova sulla fase finale dei Fab Four. Resta il fatto che i quattro ragazzi di Liverpool, in poco meno di un decennio hanno oltrepassato i confini temporali per imporsi come il gruppo che ancora oggi influenza la musica e i giovani di tutto il mondo.

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Daniela Carusone
Articoli dell'Autore / Daniela Carusone

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