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KURT COBAIN, L’ICONA DEL GRUNGE MORIVA 25 ANNI FA

KURT COBAIN, L’ICONA DEL GRUNGE MORIVA 25 ANNI FA

A 25 anni dalla sua morte, ricordiamo Kurt Cobain, l’icona dello stile grunge

Il 5 aprile di 25 anni fa ci lasciava Kurt Cobain, dannata anima inquieta della musica grunge che ha ridisegnato lo stile degli anni Novanta.

Un colpo di fucile alla testa. Secco. Il cuore di colpo cessa di battere. Muore un poeta, un artista. Un padre. Uno di noi.

La vita di Cobain s’intreccia senza volerlo con i destini di altri grandi maestri d’arte della musica contemporanea.

Jim Hendrix, Jim Morrison, Amy Winehouse, Brian Jones, Jean-Michel Basquiat e Janis Joplin: tutti morti suicida a 27 anni, così come il frontman dei Nirvana.

La sua morte non ha lasciato orfana solo Frances Bean, unica figlia del cantante nata dalla relazione con l’attrice e cantante Courtney Love, ma ogni suo fan, chiunque abbia amato il genere musicale di cui lui era il pioniere.

Il video ufficiale di Smell Like Teen Spirit, singolo estratto dall’album Nevermind, ha totalizzato sino ad oggi ben 890 milioni di visualizzazioni, 20 milioni di click in meno rispetto alla celebrata Bohemian Rapsody dei Queen.

  • Kurt con capelli fucsia
  • Cobain, Courtney Love e Frances Bean
  • Nirvana concerto MTV
  • Cobain sul palco

Lo stile di Kurt Cobain

Folta chioma bionda, viso angelico da bravo ragazzo, pizzetto: il cantante nativo di Aberdeen (Scozia) fece innamorare milioni di fans per il suo look trasandato.

Amante delle t-shirt e felpe a tema righe, Kurt era ossessionato dai cardigan in lana come attestano alcune immagini di repertorio dei suoi concerti.

Jeans strappati e pesanti camicie di flanella si alternavano, inoltre, a t-shirt propagandistiche. Fu tra i primi a tingersi i capelli di fucsia rendendo questa tonalità un must per gli amanti del grunge.

L’ultima lettera di Cobain alla famiglia prima di suicidarsi

“Io non provo più emozioni nell’ascoltare musica e nemmeno nel crearla e nel leggere e nello scrivere da troppi anni, ormai. Quando siamo nel backstage e le luci si spengono e sento il maniacale urlo della folla cominciare, non ha nessun effetto su di me. Non è come per Freddie Mercury, a lui la folla lo inebriava, ne traeva energia e io l’ho sempre invidiato per questo ma per me non è così. Il fatto è che io non posso imbrogliarvi, nessuno di voi. Non riesco a superare le frustrazioni, il senso di colpa e l’empatia che ho per tutti. C’è del buono in ognuno di noi e penso che io amo troppo la gente, così tanto che mi sento troppo fottutamente triste […] Ho una moglie che trasuda ambizione ed empatia, una figlia che mi ricorda troppo di quando ero come lei, pieno di amore e gioia […] Grazie a tutti voi dal fondo e bruciante, nauseato stomaco per le vostre lettere e il supporto che mi avete dato negli anni passati. Io sono troppo un bambino incostante, lunatico! Non ho più nessuna emozione e ricordate: è meglio bruciare in fretta che spegnersi lentamente. Pace. Amore. Empatia. Kurt Cobain.

PS: Frances e Courtney, io sarò al vostro altare. Ti prego, Courtney, continua ad andare avanti, per Frances. Perché la sua vita sarà molto più felice senza me”.

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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