Musica

“In diretta. Il GiocaJouer della mia vita”, l’autobiografia di Claudio Cecchetto

Un fiume di aneddoti, canzoni, imitazioni e risate ha scandito alla libreria Borri della stazione Termini di Roma la presentazione di ieri di “In diretta. Il Giocajouer della mia vita”(Baldini&Castoldi), l’autobiografia di Claudio Cecchetto. Ieri Cecchetto ne ha parlato davanti a una platea piena ha parlato del libro insieme a Fiorello e Amadeus, due dei tanti talenti che ha lanciato, fra radio, musica e televisione (fra gli altri anche Jovanotti, Pieraccioni, Gerry Scotti, Fabio Volo, gli 883).

“Questo libro è un racconto di vita e di tante vite vissute”, ha detto il produttore e creatore di Radio Deejay e Dj Television, “nelle quali ho avuto la fortuna di incrociare persone di grande valore”. Incroci, che “non erano tanto casuali, io ho scavalcato i cancelli dell’Arena di Verona per poterlo incontrare”, ha detto Amadeus, “Nel libro c’è la storia dello spettacolo degli ultimi anni, di grandi amicizie e anche nostra, che se non avessimo incontrato Cecchetto avremmo avuto vite completamente diverse”.

D’accordo con lui Fiorello, che dopo anni di lavoro da animatore decise di andare a Milano per andarlo a conoscere: “In quel periodo ero molto naif, una specie di Tarzan, nei negozi milanesi non mi servivano perché non sapevo di dover prendere il numeretto… ho fatto fatica anche a abituarmi al conto in banca dopo anni di palline al posto dei soldi nei villaggi”, scherza lo showman. La prima settimana “ho messo Rosario, come faccio sempre con i nuovi, a fare “la pianta”, cioè ad osservare come funzionasse la radio, per capire i ruoli di tutti, ma lui era una pianta simpatica, iniziò subito a conquistare tutti”, sottolinea Cecchetto. Nei confronti di Claudio “avevamo tutti un grande timore reverenziale, i suoi cazziatoni erano famosi, e quando te ne doveva fare uno lo sapevano tutti”, racconta Fiorello. “Smussava così i nostri angoli, e su di me gli servivano martello e scalpello. Se eri riccio diventavi liscio, e viceversa”.

Fiorello ha anche citato (intonandoli via via, insieme al pubblico) alcuni dei grandi successi musicali concepiti insieme, come le imitazioni di altri artisti poi incise negli album “Veramente falso” e “Nuovamente falso”. “Tra le tante canzoni ne feci anche una in stile Battiato e lui una volta vedendomi all’Aeroporto di Catania, mi ha fermato dicendomi che tutti gli stavano chiedendo se avesse inciso una canzone che parlasse di cozze”. Amadeus, che viveva a Verona, pur di iniziare a lavorare con Cecchetto a Radio Deejay gli mentì: “gli dissi che vivevo a Milano da un amico. Lui allora mi mise in onda alle 9 e io per esserci, prendevo il treno tutte le mattine alle quattro… dopo un po’ ho confessato”. Una bugia, che a Cecchetto comunque è piaciuta: “Ho capito la sua voglia di arrivare e quella non va mai ostacolata”. Per il presentatore il segreto di Cecchetto “è la sua capacità di avere sempre delle idee nuove, di rischiare, di sperimentare, tutte cose che oggi mancano in radio e tv. Lui mi diceva sempre che la cosa più importante era condurre un programma in una maniera unica, inimitabile”.

Per Fiorello “una delle più grandi doti di Cecchetto è saper gioire anche del successo altrui. è un grande innovatore e con questo libro si ripercorre anche la storia del costume degli anni’80 e ’90”.

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