Fedez ormai oltre il rap e il suo nuovo disco “Pop-hoolista”

Fedez ormai oltre il rap e il suo nuovo disco “Pop-hoolista”

«Non mi considero un rapper, vengo da quell’ambiente ma sono andato oltre forse perché sono più bravo». Il nuovo disco, che esce oggi, si intitola Pop-Hoolista ed è la revisione del rap, una ventina di brani senza genere, senza confini, senza sosta. E si capisce già sulla carta dai cosiddetti featuring , le collaborazioni: Noemi in L’amore eternit , l’amico (e socio in Newtopia) J Ax in Viva l’Iva , Elisa in Pop-Hoolista , Francesca Michielin in Magnifico , Boomdabash in M.I.A. e Veleno per topic con Luciouz. Un giro d’orizzonte. «Sono un hooligan del pop», spiega lui srotolando parole a velocità folle. «È una sorta di concept album», riassume lui e il concept è la “Fedezvisione”, raccolta di pixel creativi del suo mondo, dal divertissement caustico di Non c’è due senza trash (ideale lettera di uno stalker a Barbara D’Urso) fino al dissing antiecclesiastico di Cardinal chic («Io c’ho la limo ma non pago l’Imu»).

«Ho scritto un brano di un minuto e mezzo per l’evento dei grillini al Circo Massimo, si intitola Non sono partito , gioca sull’idea che non sono partito per andarmene ma non sono neanche un partito. E difatti non mi sento un grillino anche se credo che, tra tutte le “non alternative”, Grillo sia la più valida»

L’idea di non essere ideologici, ad esempio in Vivere in campagna pubblicitaria , Fedez mescola testimonial bipartisan e imprevedibili, da Isaac Newton a Che Guevara e Giulio Cesare e Mussolini, tutti impegnati a fare spot altrettanto imprevedibili. Il tutto sempre sganciato dalla prigione delle rime che chiude a doppia mandata tanto rap: «Mi piacciono troppo ma non devono diventare una legge inviolabile». «Non sono io che prendo le distanze dalla scena del rap, è la scena del rap che prende le distanze da me», spiega giusto un attimo prima di dire: «Emis Killa a Miss Italia? Finché sei tu a portare contenuti in tv e non il contrario, non perdi dignità: per questo la sua partecipazione non ha grande rilevanza, anche se rimane un mio grande amico». Chirurgico. «Sono un Max Pezzali inconsapevole» scherza ma fino a un certo punto. Anche se ha slegato la tipica forma canzone sostituendo i «bridge», ossia versi di transizione tra strofa e ritornello, con monologhi scritti in collaborazione con il bravo e tagliente Matteo Grandi, Fedez ha la sensibilità pop di chi distilla i lunghi cambiamenti generazionali in brevi slogan trasngenerazionali. Come in Generazione Boh : «Un italiano su tre vive a casa dei genitori/Il problema è che gli altri due sono i genitori».

«Mi sarebbe piaciuto presentare il brano Pop-Hoolista al Festival di Sanremo, ci sarei andato con un grande nome, magari con De Gregori: il rap è sdoganato solo in parte e me ne sono accorto partecipando a X Factor ». Fedez lo spiega così, senza giri di parole: «In giuria ho sostituito Elio e tanti si aspettavano che ruttassi in diretta. Invece sta andando bene e in pochi mesi è come se fossi maturato di dieci anni». Dopotutto, piaccia o no, è abituato a superarsi in fretta. E, nonostante in L’hai voluto tu canti il vincente e allusivo «Essere è non essere compreso», lui comincia già a essere compreso pur essendo sempre imprevedibile. E non è di certo da tutti.

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!

Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai