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DURAN DURAN GRANDE SUCCESSO AL HOME FESTIVAL

DURAN DURAN GRANDE SUCCESSO AL HOME FESTIVAL

Duran Duran  grande successo al Home Festival di Treviso con un concerto convincente

Dalla notevole prestazione di inizio degli “Horror” al grande finale di Simon Le Bon che incita il pubblico con “Olè Olè Olè Duran Duran”, passando per un convincente inizio con” Paper Gods ” l’album del 2015, molto recente, intonato su uno sfondo viola che ricorda tratti psichedelici in sintonia con l’atmosfera della canzone.

Ed è subito “Wild Boys” che fa “partire” il pubblico: un delirio di giovani e non più …. che si lasciano andare in un canto liberatorio ballando e battendo le mani in modo ritmato.

Siamo ancora tornati agli inizi degli anni ottanta, tutti “Wild”.

I Duran Duran hanno sfatato ieri a Treviso la consuetudine di partire piano con pezzi nuovi per finire in crescendo con le Hits.

I Duran Duran che, nell’eterno derby con gli Spandau Ballet, hanno dimostrato una maggiore capacità di rinnovamento, come rivelato dal convincente Paper Gods del 2015, quattordicesima fatica in studio registrazione . Un album all’insegna del pop elettronico che, se fosse stato inciso da una boy band di oggi, avrebbe fatto gridare al miracolo.

Durante “A View To a Kill”, “Last Night in the City” e “Come Undone”, Simon Le Bon grida più volte di amare l’Italia, e il pubblico risponde calorosamente alla folla di giovani e meno giovani che tributano una grande dimostrazione d’affetto al cantante.

La kermesse trevigiana si infiamma definitivamente sul trascinante funk di “Notorious” e di “Pressure Off“, che si conclude con un lancio di coriandoli rosa.

E’ un momento  magico e i fan se ne accorgono: mentre cantano la successiva “Hold Back the Rain” c’è chi cerca di raccogliere quei pezzettini di carta colorati in  ricordo di una notte memorabil e l’emozione durante “Ordinary World“, in cui la voce di Simon Le Bon viene accompagnata da un forte sfondo azzurro, in sintonia con la t-shirt del cantante.

Il leader dei Duran Duran chiede esplicitamente di dedicare la canzone alle persone che abbiamo amato e che non sono più presenti nella nostra vita, un gesto certamente “furbo” ma che tocca le corde più profonde del pubblico.

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Alessandro Dalai
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