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COLDPLAY: 5 RAGIONI PER CUI SONO UNA GRANDE BAND

COLDPLAY: 5 RAGIONI PER CUI SONO UNA GRANDE BAND

Dileggiati per anni come versione ‘povera’ dei Radiohead, i Coldplay sono stati capaci di diventare una band di culto grazie a melodie azzeccate e alla capacità costante di reinventarsi

Mancano ormai poche ore al primo dei due live dei Coldplay a San Siro. La band di Chris Martin ha saputo distinguersi sin dagli esordi grazie a una proposta musicale originale, rimanendo tra le pochissime band uscite allo scoperto negli anni ‘0’ e a risultare ancora vive e vegete. Ecco le nostre cinque ragioni per non sottovalutare il gruppo inglese.

POP (NON) USA E GETTA
C’è chi parla dei primi Coldplay con un gruppo di ragazzi dolci e malinconici, apparentemente agli antipodi rispetto agli esuberanti e ‘colorati’ musicisti di oggi. Una divisione che non vale la pena considerare eccessivamente: marketing. Per emergere come gruppo ‘indipendente’ ai tempi del disco d’esordio Parachutes, Chris Martin e soci avevano bisogno quel tipo di presentazione al pubblico, ora all’opposto sono promossi come band solare e “colorata” per eccellenza.

Quello che non è cambiato nel corso degli anni, però, è stata la capacità di reinventarsi continuamente e non cadere nel già detto, pur risultando sempre appetibili per un pubblico ‘medio’. Quante band apparentemente talentuose si sono perse nei primi anni del nuovo secolo, sorgendo e tramontando in un baleno? Moltissime, ma i Coldplay non sono i Kings of Convenience.

GLI SHOW
Quali sono le ragioni per andarli a vedere suonare? I Coldplay sono capaci di accompagnare alle canzoni trascinanti del loro repertorio show spettacolari. Come Vasco? Quasi. I loro show, sopratutto l’ultimo, A Head Full of Dreams, sono un richiamo all’accettazione della diversità e un invito all’apertura spirituale, al viaggio e alla scoperta di sé stessi: i colori onnipresenti e le parole del Grande Dittatore di Chaplin – che saranno utilizzate come intro al concerto di stasera – valgono come esempio della capacità della band di sublimare stati d’animo negativi.

LE COLLABORAZIONI

Chi commenta che gli album dei Coldplay sono tutti uguali dovrebbe ricredersi. Alle loro variazioni ha contribuito un artista di non poco conto: Brian Eno, vero genio-esploratore del rock e dell’elettronica. Eno ha prodotto ‘Viva la vida‘ (2008) e ‘Mylo Xyloto‘ (2011) rendendo la musica della band più ricca di sfumature e di ‘visioni’ musicali.

GLI INSOSPETTABILI
Tutti cercano Chris Martin. Il leader dei Coldplay ha cantato con Rihanna e Cat Power, due artiste considerate lontanissime l’una dall’altra. Definito un ‘genio’ da Bono, è riuscito, non si sa come, ad conquistare anche la stima dell’artista inglese più burbero di tutti: Liam Gallagher, che ha suonato con Martin durante il concerto di beneficienza organizzato per le vittime del recente attentato di Manchester. Nell’occasione l’ex Oasis ha lodato la band e il loro leader, seppellendo l’ascia e gli antichi strali dedicati ai Coldplay…

LA SENSIBILITÀ
La band di Martin, compresa l’ultima esibizione a Manchester, si è esibita in numerosi occasioni in concerti di beneficenza. Senza sbandierarlo né farne uno strumento di marketing, come accade per molte altre star. Sensibilità è un termine che in effetti sembra sposarsi perfettamente e senza ipocrisia ai Coldplay: sin dai loro esordi non hanno mai ceduto alle pose da grandeur delle star quasi non potessero credere, neanche dopo il raggiunto boom, di essere tra i grandi nomi del pop internazionale.

 

 

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai