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L’Academy cambia le regole degli Oscar: più minoranze e diritti o niente

L’Academy cambia le regole degli Oscar: più minoranze e diritti o niente

Donne, minoranze etniche, LGBTQ+: l’Academy elenca le nuove regole per avere una chance agli Oscar

L’Academy divulga le nuove regole degli Oscar. In vigore assolutamente per il concorso del 2024: maggiore rappresentatività e inclusione, queste le parole d’ordine. 

Per partecipare alle diverse sezioni degli Academy Awards, come sappiamo, è necessario soddisfare determinati criteri. I film in gara dal 2024, da ieri, per poter concorrere nella categoria BEST PICTURE (miglior film) dovranno rispettare dei nuovi criteri, stabiliti puntigliosamente dalla Academy. Criteri, si badi bene, che hanno tutti a che fare non con la qualità “materiale” del prodotto, ma piuttosto riflettono una nuova sensibilità e anche una nuova politica sociale.

Le nuove regole stanno già creando un bel dibattito (vedi). Scopriamole nel dettaglio.

Le nuove regole dell’Academy per gli Oscar 2024: più diritti, più donne, più minoranze

Delle regole che dovrebbero tutelare le minoranze, di qualsiasi tipo (etnia, genere, orientamento sessuale), sia all’atto pratico, sia sul piano ideale: una vera e propria rivoluzione che percorre la strada dell’inclusione sociale.

All’atto pratico, infatti, le pellicole dovranno rispettare almeno 2 del 4 punti segnalati dall’Academy, i quali a loro volta vengono rispettati se si verificano determinate condizioni interne. Un sistema complicatissimo di articoli e commi, il cui senso è rendere giustizia alla vastità e varietà della popolazione mondiale. Molto più della vecchia polemica sul Canone Occidentale, insomma, o forse no… lo vedremo nel 2024. Ad ogni modo i punti sono i seguenti:

  • A: ON-SCREEN REPRESENTATION, THEMES AND NARRATIVES (rappresentazione e temi)
  • B: CREATIVE LEADERSHIP AND PROJECT TEAM (leadership creativa e team)
  • C:  INDUSTRY ACCESS AND OPPORTUNITIES (accesso e opportunità)
  • D: AUDIENCE DEVELOPMENT (sviluppo dell’audience)

Lo standard A

Prendendo ad esempio il punto A, perché la pellicola lo soddisfi, è necessario che soddisfi almeno 1 delle 3 varianti previste. Ossia il protagonista del film oppure il coprotagonista deve appartenere ad una minoranza (A.1). Se ciò non avviene, il punto A.2 prevede che allora almeno il 30% del cast rappresenti delle minoranze. Ancora, se ciò non avvenisse allora deve venire in soccorso la storia, la quale deve trattare un gruppo poco rappresentato (A.3). Per non lasciare nulla al caso, le categorie sono puntigliosamente esplicitate sotto forma di elenco puntato. I gruppi etnici poco rappresentati e che occorre includere sono:

  • Asian
  • Hispanic/Latinx
  • Black/African American
  • Indigenous/Native American/Alaskan Native
  • Middle Eastern/North African
  • Native Hawaiian or other Pacific Islander
  • Other underrepresented race or ethnicity

Mentre tra le altre minoranze e gruppi underrepresented rietrano:

  • Women
  • Racial or ethnic group
  • LGBTQ+
  • People with cognitive or physical disabilities, or who are deaf or hard of hearing

Se nessuno dei precedenti viene rispettato, allora il film per rispettare il criterio A deve trattare di donne, minoranze etniche, disabilità o tematiche LGBTQ+ (comma A3).

Chiaro?

B, C e D

Gli altri punti sono tra virgolette più pratici. Non riguardano cioè il film in sé, ma la produzione, il team di produzione, le posizioni di vertice nei dipartimenti creativi come ad esempio registi, costumisti, direttori della fotografia, e nel punto C addirittura si parla di percorsi di Stage per le minoranze. Il punto D replica sostanzialmente il punto B, se non che al posto del team di produzione, si parla del team di marketing e distribuzione.

Una serie di indicazioni pratiche per la produzione di nuovi film da presentare agli Oscar, che però portano a innumerevoli conseguenze sul piano ideale. Sappiamo infatti che ogni rappresentazione della realtà è parziale, in quanto prevede un limitato spazio di tempo e un punto d’osservazione, per lo meno. Queste nuove regole servirebbero per ricordarsi di non tralasciare, visto che i film contribuiscono a plasmare la visione che abbiamo del mondo, un pezzo di umanità troppo spesso invisibile.

E voi, cosa ne pensate?

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Federico Demitry
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