Spettacolo

La prima étoile afroamericana dell’American Ballet Theatre

Misty Copeland viene dal Missouri, e si può proprio dire che ne ha fatta di strada dal doposcuola dell’anonimo paesino dove muoveva i primi passi.  A 32 anni si è guadagnata l’ambitissimo ruolo dopo una prima fase di vita fatta di rinunce, fatica e senza che mai nessuno le regalasse qualcosa: Misty è l’incarnazione del sogno americano.

La Copeland viene da una famiglia molto modesta, numerosa ed è costretta a muoversi di continuo e a vivere in camere di motel che condivide con i suoi cinque fratelli. L’elemento più straordinario di questa donna e artista portentosa è che calza le sue prime scarpette solo a tredici anni, molto in ritardo rispetto alle sue colleghe, che non sono arrivate alle vette che ha conquistato lei. Oltre ad aver cominciato tardi e con pochi mezzi a disposizione, l’eccezionalità della Copeland sta nel non corrispondere ai requisiti fisici richiesti alle danzatrici classiche: è molto muscolosa, non è alta ed è formosa. Questo dimostra che talento e tenacia possono davvero fare la differenza, anche in un mondo elitario come il balletto.

La prima étoile dell’American Ballet ha voluto raccontare la sua incredibile storia in un’autobiografia, Life in motion, e in un libro per bambini, Firebird, con l’intento di essere d’ispirazione a chi come lei si è dovuta battere per tutto nella vita, e tutto ha ottenuto!

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