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IN E OUT QUARTA SERATA SANREMO 2019

IN E OUT QUARTA SERATA SANREMO 2019

Per la quarta serata del Festival sono saliti sul palco più di cinquanta artisti. C’è stato tanto da vedere, ma c’è da restare piacevolmente sorpresi da questi in&out

C’erano diverse cose in e out da valutare in questa serata di Sanremo 2019, forse anche troppe. Il ritmo della serata è stato incalzante, ma senza dimenticare dei momenti di riflessione che, in ogni caso, per un programma come Sanremo, sono essenziali. Dall’omaggio a Guccini, alla spiegazione del rapporto padre-figlio nel duemila, fino al ricordo delle vittime del ponte Morandi.

Nonostante tutto, non sono mancate le cose negative, sempre numerose. Tuttavia, stasera il negativo lascia il passo al positivo:

OUT

Federica Carta, che tristezza

Dove ha tirato fuori quest’abito? Davvero una tristezza, messo poi vicino a quello della D’avena diventa una tragedia greca. Niente a impreziosire l’outfit: né gioielli, né accessori, anzi: lasciamo stare le scarpe, forse salvabili in altri contesti ma sicuramente non qui. Va bene la comodità, ma indossare qualcosa di più “scomodo” per cinque minuti scarsi sul palco non è niente di insormontabile e una ragazza giovane e carina come la Carta potrebbe permetterselo, avrebbe solo da guadagnare.

Due donne sul palco, due delusioni

A prescindere dal fatto che chiamare Cristina D’Avena a duettare a Sanremo è come mettere il Parmigiano sul tiramisù, parliamo del look: Cristina si presenta con un vestito color petrolio con delle stampe, una forma che la ingrossa oltre ogni dire e le mette in evidenza il seno in modo volgare. Per concludere, cappello in testa: un senso di vuoto e insensatezza che assale il pubblico.

Motta e Nada: miglior duetto mal vestito

Dobbiamo concederglielo: stasera la camicia era una tacca superiore alle precedenti e, forse, gli ha portato anche fortuna. Duetta con Nada, con un crocefisso gigante stile esorcista, magari anche quello scaramantico. Insomma, hanno vinto come miglior duetto, se lo saranno meritati? A giudicare dai fischi del pubblico dell’Ariston, forse no.

La coccarda

Noemi duetta con Ultimo. Sarebbe stato quasi tutto perfetto, se non fosse stato per quella cintura un po’ eccessiva, un po’ pacchiana.

IN

Ligabue: un animale da palcoscenico

Luciano Ligabue infiamma il palco dell’Ariston. Bello sketch, divertente, naturale, Bisio al top. E poi, Ligabue è sempre un bello spettacolo, anche con questo look un po’ sopra le righe.

Gli outfit di Baglioni: in e out Sanremo 2019

Ieri Bisio, oggi omaggiamo Baglioni e il suo sodalizio con Ermanno Scervino. Criticato da qualcuno per sembrare un pollo avvolto nella

stagnola, noi lo promuoviamo a pieni voti. Questo e tutti gli outfit di questa sera, un po’ istrionici, molto shiny, molto glam. Speriamo così anche domani.

Purtroppo non siamo riusciti a sentire Briga

perché il suo look di questa sera gridava «Guardami, guardami». Sarà che Patty Pravo e Caccamo erano sottotono, come sempre, ma l’outfit retrò gli donava particolarmente

Il duetto un po’ british di Arisa

Arisa stasera ha fatto una sola buona scelta: il suo compagno Tony Hadley. L’outfit era troppo sportivo, non le stava male, ma nemmeno bene. Interessante e piacevole invece la performance dal punto di vista canoro: la canzone prende una piega molto british.

I pantaloni di Mahmood: in e out Sanremo 2019

Inquadrandolo solo a mezzobusto era una delusione: una t-shirt oversize? Possibile? E invece ecco scendere la telecamera: pantaloni assoluti, nuovi, estrosi. Altro giro, altra vittoria.

Bisio spiega la generazione dei Millenials

Uno dei momenti più delicati e toccanti del Festival fino a questa serata. Claudio Bisio si cimenta in un monologo intenso, ma anche basilare, sul rapporto padre-figlio. Su cosa vuol dire sapere di essere genitore e non sapere, poi, come comportarsi, perché nasciamo prima tutti figli.

L’attore interpreta il padre che si interroga sul futuro del figlio, sul perché le loro generazioni siano così diverse, così lontane, così incomprensibili.

Arriva sul palco Anastasio, a rispondere letteralmente per le rime con un pezzo rap in cui un figlio si sfoga su ciò che rappresenta essere giovani nel 2000. Cosa vuol dire essere cresciuti a pane e incertezze?

Un pezzo di storia della televisione che andrebbe guardato da tutti.

Achille Lauro e Morgan conquistano il palco

Ormai le esibizioni di Achille Lauro sono una certezza: la scelta di duettare con Morgan è stata perfetta. In due, si prendono Sanremo. Lauro si stende sul piano al quale sta suonando un Morgan indemoniato, che forse non sa bene nemmeno la parole ma suona, suona e suona, come una rapsodia impazzita.

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai

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