spettacolo: I simpson compiono 30 anni: 10 cose che forse non sai sulla serie cult
Spettacolo

I SIMPSON COMPIONO 30 ANNI: 10 COSE CHE FORSE NON SAI SULLA SERIE CULT

Il 19 aprile di 30 anni fa esordiva la serie animata di Matt Groening. Trent’anni di storia della televisione e di arte animata: ecco alcuni piccoli segreti poco noti legati alla nascita e alla storia de ‘I Simpson’

Nasceva 30 anni fa, con la prima trasmissione negli Stati Uniti, la saga della famiglia animata più trasgressiva e divertente della televisione, ad oggi la serie a cartoni più longeva della storia del piccolo schermo: I Simpson. Un’idea che sembrava come un’altra (ai tempi spopolavano le fiction di famiglie destinate a famiglie) che seppe però distinguersi da subito per la sua irriverenza fuori dagli schemi e per la brillante ironia, un’ironia mai troppo cinica e monocorde come quella che ha caratterizzato le serie animate successive (‘I Griffin’ su tutti), ma bilanciata da sprazzi di intimismo lirico e nostalgico: una combinazione unica, capace di ricreare un universo immaginario che ha superato ogni possibile previsione di successo. Le prime dieci stagioni (che corrispondono grossomodo ai primi dieci anni di trasmissione) racchiudono il meglio della serie, nelle successive dieci buone trovate si alternano a ripetizioni talvolta fiacche, mentre le ultimi dieci raccontano storie che paiono perlopiù pallidi rilievi di quella che è stata la gloria passata, abili solo a mantenere in vita un marchio di qualità, tanto da far pensare allo stesso Groening di chiuderla con le storie dei ‘gialli’ di Springfield. Ricordiamo dieci fatti insoliti legati alla nascita e alle vicende dei Simpson, dieci cose che forse non tutti sanno.

Il giallo del ‘giallo’

Perché Homer, Bart e Marge sono gialli? A quanto pare tutto partirebbe da un’idea ‘situazionista’ di Groening, che decise di tingere i suoi personaggi di quel colore per ingannare i telespettatori alla prima visione e far loro credere di aver sintonizzato male la televisione…

La sigla iniziale

Bart è punito e costretto a scrivere qualcosa di sempre diverso sulla lavagna. Lisa suona il suo leggendario sax e si lascia andare in un assolo da urlo, Marge va al supermercato dove passa la piccola Maggie  per errore alla cassa, come qualsiasi altro prodotto. Appare un istante una cifra: 847,63 $. Non si tratta, ovviamente, di una scelta casuale: pare che fosse la cifra necessaria negli Stati Uniti a fine anni ’80 per crescere un bambino.  

La nascita dei nomi

Homer era lo stesso nome del padre di Groening, ma anche lo sfortunato protagonista omonimo del romanzo Il Giorno della locusta di N.West, un povero demente innamorato che farà un brutta fine. Marge (Margaret) è il nome della madre del creatore, Lisa della sorella, mentre Bart sarebbe stato scelto in quanto anagramma di ‘Brat’ (birbante).

Quanto lavoro

Occorrono circa dai sei agli otto mesi per creare da capo a piedi un episodio del cartoon.

Lo show dei Record

I Simpson sono lo show animato più longevo della storia. Un record raggiunto già dieci anni fa, quando superarono ‘I Flinstones’.

I personaggi finiti male

Sono, ad oggi, 11 i personaggi de I Simpson a cui abbiamo detto addio. La prima morte, anche la più struggente, è quella di ‘Gengive Sanguinanti’, mentore musicale di Lisa, l’addio più stupido e scioccante quello di Maude Flanders, scaraventata giù dagli spalti di un campo di baseball per colpa di una goffa mossa di Homer. Poi ancora: la madre di Homer, il gangster Tony Ciccione, il Dr Marvin Monroe e altri personaggi di contorno.

Il vero nome di Milhouse

Il secondo nome dell’amico nerd di Bart è ‘Mussolini’. Si scopre in una puntata recente che il piccolo avrebbe discendenze italiane. Non bastava che Milhouse venisse preso in giro dai compagni di scuola?

Le radici di Krusty il clown

L’ispirazione del personaggio deriverebbe da un famoso clown televisivo di Portland, chiamato Rusty Nails. Nonostante il nomignolo (arrugginito), Rusty era gioioso e ottimista. Non proprio come Krusty, dunque.

Le prime parole dei piccoli Simpson

La prima parola pronunciata dalla secondogenita Lisa fu “Bart”, la rima di Maggie (per il resto sempre muta) “Dad”, mentrequella di bart – a sottolienare il suo irriducibile anarchismo – “ay Caramba!”.

Numeri in codice

Il numero della targhetta tenuto dal direttore Skinner in Vietnam era 24601, lo stesso di Hank Jennings in Twin Peaks e lo stesso di Jean Valjean ne ‘I Miserabili’. E ancora, lo stesso numero che tornerà sulla maglietta da carcerato di Telespalla Bob in uno degli episodi più a ‘cardiopalma’ della serie.

 

 

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