Cinema,  Spettacolo

ESCOBAR E GLI ALTRI: L’ULTIMO WEEKEND DI AGOSTO NELLE SALE

Esordisce oggi nelle sale cinematografiche italiane il film dedicato alla figura di Pablo Escobar, interpretato da Benicio del Toro, non nuovo a vestire i panni delle icone sudamericane. In uscita anche due commedie francesi e il drammatico ‘Il diritto di uccidere’.

Escobar: il film di Andrea di Stefano, esordiente alla regia, è un biopic anomalo: la figura del gigante dei narcotrafficanti, Pablo Escobar, è vista dagli occhi di un ignaro surfista americano che conosce una ragazza colombiana, si innamora e scopre troppo tardi che si tratta della nipote di uno dei più pericolosi criminali del 20° secolo. Un escamotage, questo, tipico dei ‘mafia-thriller’, realizzato da di Stefano con ritmo e abilità. Escobar è un “cattivo” raccontato nella sua bipolarità: tanto spietato quanto amato dalle masse, un omicida che si raccomanda costantemente a Dio, in una dinamica che riflette pienamente la controversie di un personaggio complesso, che ha ispirato recentemente diverse letture cinematografiche e televisive: l’ultima delle quali la serie di grande successo del canale Netflix, ”Narcos”, in cui il criminale è interpretato ottimamente dal brasiliano Wagner Moura.

Paradise Beach – Dentro l’incubo: una surfista è la protagonista di un thriller movie che offre allo spettatore cose già viste in alte opere del genere: una ragazza alle prese con uno squalo bianco che vuole ucciderla. Non sarebbe stato male se il film si fosse intitolato, con giustificabile ironia: “Lo Squalo vs Wonder Woman“.

Il Clanl’orrore dietro il velo della normalità: una famiglia apparentemente innocua vive in Argentina portando avanti dei sequestri di persona, vengono rapiti figli di gente che conta per ottenere in cambio del rilascio riscatti vertiginosi. Una storia che è una grande metafora che racconta  il passaggio dagli anni Settanta agli Ottanta della nazione sudamericana dall’epoca della dittatura (e dei desaparecidos) a quella democratica.

Il diritto di uccidere: il regista sudafricano Gavin Hood torna con un altro film sui conflitti interculturali, sui dilemmi della responsabilità politica e militare e sul tema del fondamentalismo islamico. Questa volta si parla di un colonnello alle prese con una decisione cruciale: l’attacco a una cellula terrorista insediatasi in Kenya.

Torno da mia madre: Torna una commedia francese sul mammismo. Se il divertente film ‘Tanguy’ del 2001 raccontava il volontario e desiderato rientro a casa dei genitori di un giovane e brillante prossimo alla laurea, in ‘Torno da mia madre‘ il ritorno della protagonista al nido familiare non si può definire esattamente senza traumi. Una commedia senza molte pretese, che racconta delle conseguenze capillari della crisi economica e della necessità dei singoli individui di arrangiarsi, a volte, tornando ‘indietro’.

Ma Loute: L’ispettore Machin e il suo aiutante Malfoy indagano su misteriose sparizioni trovandosi, loro malgrado, in mezzo alla storia d’amore tra Ma Loute – figlia di una strana famiglia di pescatori – e Billi, figlio di buona famiglia borghese. Una commedia bizzarra e avventurosa, impreziosita dalla presenza di Juliette Binoche e dal’abile regia del maestro Bruno Dumont. Il film è stato in concorso all’ultimo Festival di Cannes.

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