cinema: star wars 40 anni nel segno della Forza
Cinema,  Spettacolo

STAR WARS: 40 ANNI NEL SEGNO DELLA FORZA

Il 25 maggio 1977 uscì nei cinema statunitensi il primo film di Star Wars, una saga che ha cambiato il volto della fantascienza nel cinema e nella cultura popolare

Tanto tempo fa, in una Galassia lontana lontana…uscì il primo film della saga fantasy più amata e celebrata. Star Wars compie oggi 40 anni: tanti ne sono passati dal primo passaggio nei cinema di ‘Una nuova speranza’, la prima avventura di Luke Skywalker, Leila e Han Solo. L’esordio di un racconto che ha creato una saga imperitura, ancora viva, un franchise dal successo ‘galattico’ che continua a nutrire l’immaginario popolare.

‘Star Wars’ è stata, ed è ancora, una straordinaria telenovela fantasy. E questo modo di definirla non ha l’obiettivo di sminuirne o addirittura ridicolizzarne la portata. E’ lo stesso George Lucas ad averla definita così:La gente non capisce che si tratta di una soap opera e parla di problemi e complessi familiari – non di battaglie spaziali”. Ovviamente non è solo questo: in ‘Star Wars’ sono presenti e amalgamati alla perfezione elementi epico-mitici (basti pensare semplicemente alla posa ‘arturiana’ di Luke nel poster del primo film) religiosi e biblici (Luke è un orfano abbandonato e miracolato, in bilico tra la gravosa missione di Mosé e il tragico destino di Edipo) e citazioni cinematografiche che già negli anni ’70 potevamo definirsi ‘nostalgiche’ (i riferimenti estetici e tematici ai western e ai film bellici). Darth Vader è il perfetto esempio di quanto fosse portentosa per gli autori la capacità di coagulare tanti simboli differenti in un singolo personaggio: condotta e morale nazista ed elmetto da samurai, un concentrato di forze e debolezze, un padre che ferisce e corrompe il figlio per troppa fragilità, per un rimosso che non riesce a elaborare…

Da soap opera il rapporto tra Luke e Leila (interpretata dalla compianta Carrie Fisher) – fratelli evidentemente attratti l’uno dall’altra: fortunatamente arriva il ‘guascone’ Han Solo a frapporsi e a risolvere la tensione sessuale che ‘scorre potente’ in loro. I due androidi non sono altro che la componente comica presente nella prima trilogia: basta vederli vagare spaesati nel deserto, all’inizio del film, l’uno alto e stralunato, l’altro buffo e dispettoso, per pensare a Stanlio e Ollio, nello specifico al film in cui i due finiscono a perdersi proprio nel deserto, inguaiati nella legione straniera: ‘I diavoli volanti‘.

Con il tempo ‘Star Wars’ ha rischiato di diventare un enorme giocattolo sputa soldi perdendo (come quasi tutte le opere nate nel decennio ’60 – ’70 e ancore vive) la sua carica trasgressiva ed emblematica. Ma i segnali dati dal primo film della nuova trilogia rivelano indizi di una complessità perduta per strada con la seconda trilogia, che ha avuto come protagonista un personaggio centrale (Anakin Skywalker) scritto male, poco convincente, banalmente tormentato tra fedi e idee artatamente contrapposte (l’amore vs la morte; la democrazia vs il potere; la libertà vs la disciplina marziale). Molto più interessante il profilo di Kylo Ren: imprevedibile, capriccioso, viziato, quindi pronto a svilupparsi, a crescere, a cambiare e forse a fare il percorso opposto a quello di Anakin: passare dalla forza oscura a quella luminosa dei jedi. Un percorso facilitato da un alunno che brucia i tempi: il delitto edipico l’ha già commesso nel primo film, non resta da fare che rivolgersi ‘to the other side’…

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