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STANLEY KUBRICK: GENIO E CINEMA

STANLEY KUBRICK: GENIO E CINEMA

Torniamo a ricordare Stanley Kubrick e il suo genio nel cinema, a 91 anni dell’anniversario della sua nascita.

Stanley Kubrick, genio del cinema. A 20 anni dalla scomparsa del regista visionario, domani 26 luglio ne ricorre l’anniversario di nascita.

Una delle menti più eclettiche e straordinarie di cui il cinema potesse vantare. Celebri e indimenticabili le sue pellicole.

Come in una lenta e vorticosa danza della memoria, anno dopo anno, i protagonisti lasciano trapelare aneddotistiche che ci restituiscono la cifra del genio annidato al di là di quei vispi occhi neri.

Una tempra ricca di contrasti quella di Kubrick: sensibile stacanovista, meticolosamente ossessivo. I primi a prenderne atto e, a volte, pagarne le conseguenze erano i cast dei suoi film.

Stanley Kubrick e Il Dottor Stranamore.

In “Il dottor Stranamore” per esempio, fece rigirare la scena del tavolo rotondo, seppur il film fosse in bianco e nero, volle che gli attori girassero davanti a un tavolo verde per immergersi nello scenario tipico dell’azzardo.

O ancora quando, pretese di conoscere esattamente le disposizioni interne del bombardiere B52, ovviamente secretate dal Fbi.

Ma i suoi scenografi, conoscendolo, erano più intimoriti da lui che dal Pentagono, dunque si procurarono di contrabbando una foto della cabina del B29. Inseguito all’uscita del film, i relativi piloti, circa gli interni del B52, ne confermarono allibiti la fedele disposizione. Al momento, per la gioia dei fan, con un restauro in 4k sponsorizzato da Sony, questo capolavoro è nuovamente in proiezione in alcune sale del capoluogo britannico.

Il genio inusuale di Stanley Kubrick sul set.

Invece sul set di “Shining” ebbe una tale rincorsa al perfezionismo da manipolare a suo piacimento gli attori, con spietate tecniche psicologiche, apprese dai manuali di psicologia, di cui era accanito lettore. Fu questo il caso di Shelley Duvall, protagonista femminile del film, a cui scatenò un semi esaurimento nervoso con tanto di caduta dei capelli, urlandole costantemente in faccia e coltivando in ogni modo la sua inadeguatezza. Tutto ciò al fine di strappare un rappresentazione credibile di terrore e paranoia durante le riprese.

Soluzioni alternative in Full Metal Jacket.

Ma c’era anche il volto fragile, delle sue fobie, come quella del volo che lo costrinse a girare “Full Metal Jacket” a Londra.

Importando palme dalla Spagna, ricavando le rovine della città di Hue da un accurata distruzione di una fabbrica e riproducendo le acque del fiume Mekong da quelle del Tamigi.

Infatti, con 13 lungometraggi in 46 anni moltissimi altri sarebbero i momenti degni di menzione per dare solo un assaggio del genio di Stanley Kubrick.

Stanley Kubrick, genio del cinema, durante le riprese

L’apporto geniale al cinema tra ultimi progetti e sogni mai realizzati.

Ma anche il numeroso elenco di progetti embrionali, venuti a galla dopo la sua morte ci confermano quanto ancora oltre fosse capace di spingersi, superandosi continuamente.

“Eyes Wide Shut” fu il suo ultimo film e mentre lo dirigeva scriveva già “A.I. Artificial Intelligence”, di cui lo ha onorato della realizzazione postuma il suo amico Steven Spielberg.

Tuttavia in quello stesso periodo si interessò moltissimo di una storia italiana per bambini. Si trattava di Pinocchio, di cui reperì tutti i materiali e i testi di Collodi.

Oggi un giovane e talentuoso regista italiano, Matteo Garrone, ha messo in scena il suo Pinocchio, programmandone l’uscita nelle sale per il Natale 2019.  

In conclusione quella di Stanley Kubrick e del suo genio magmatico è un’eredità infinita che onora la musa della settima arte e a cui, dunque, tutti volgiamo ancora lo sguardo.

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Silvana Petrelli
Articoli dell'Autore / Silvana Petrelli

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