SOPHIA LOREN – I SUOI CINQUE RUOLI MIGLIORI

SOPHIA LOREN – I SUOI CINQUE RUOLI MIGLIORI

Nel giorno del suo compleanno, festeggiamo la splendida e talentuosa Sophia Loren ricordando i suoi cinque ruoli migliori.

1) La ciociara (1961)

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La ciociara

Il celebre film diretto da Vittorio De Sica e tratto dal romanzo di Alberto Moravia in cui Sophia Loren interpreta Cesira, la protagonista. Si tratta di una giovane vedova che vive a Roma insieme alla figlia dodicenne Rosetta (Eleonora Brown) durante la Seconda guerra mondiale. Per sfuggire ai bombardamenti, affida il proprio negozio a un amico e parte con la figlia verso Fondi, suo paese d’origine. Lì conosce Michele (Jean-Paul Belmondo), con il quale vive una storia d’amore prima che lui venga catturato dai tedeschi.

Quando arriva il momento di far ritorno a Roma, madre e figlia cadono vittime di violenze e sofferenze e il loro rapporto si logora. Ma, alla fine, si renderanno conto che la loro relazione conta più di qualunque conflitto. Per la sua interpretazione, la Loren ha vinto l’Oscar alla Migliore attrice protagonista, il David di Donatello alla Migliore attrice protagonista, il Nastro d’Argento alla Migliore attrice protagonistail BAFTA alla Migliore attrice straniera e il Festival di Cannes del 1961 per la Migliore interpretazione femminile. E, inoltre, ha trionfato anche ai New York Film Critics Circle Award, aggiudicandosi il premio alla Migliore attrice protagonista.

2) Ieri, oggi, domani (1964)

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Ieri, oggi, domani

Un altro film di Vittorio De Sica, vincitore dell’Oscar al Miglior film straniero nel 1965, diviso in tre episodi. Stavolta, Sophia Loren è Adelina Sbaratti, protagonista di tutti e tre gli episodi ma con nomi diversi. Il primo è ambientato a Napoli, nel quartiere Forcella: Adelina è una venditrice abusiva di sigarette e rischia per questo l’arresto, così ricorre a una lunga serie di gravidanze. In questo modo, può evitare il carcere, almeno fino a quando suo marito continuerà a metterla incinta.

Nel secondo episodio, la Loren è Anna Molteni, una ricca signora milanese che intrattiene una tresca amorosa con un uomo di modeste condizioni, quasi per cercare un’evasione dal suo arido mondo. Ma un incidente le farà comprendere il vero valore di questo rapporto.

E nel terzo e ultimo episodio, l’attrice interpreta Mara, una prostituta d’alto bordo che abita a Roma. Il suo vicino di casa Umberto (Gianni Ridolfi) si innamora perdutamente di lei, la quale decide di stare al gioco. Ma il ragazzo fa davvero, troppo sul serio e Mara sarà costretta a sacrificare il proprio egoismo per il bene dell’uomo.

Per la sua interpretazione, Sophia Loren ha vinto il David di Donatello come Migliore attrice protagonista.

3) Matrimonio all’italiana (1965)

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Matrimonio all’italiana

Sempre con la regia di Vittorio De Sica, la Loren è Filumena Marturano, personaggio ideato dal drammaturgo Eduardo De Filippo. Filumena è un’ex prostituta legata da vent’anni a Domenico Soriano (Marcello Mastroianni), ricco pasticcere e impenitente donnaiolo napoletano. Mentre lei è innamorata, lui ne è attratto solo a livello sessuale, in quanto poi decide di sposare un’altra donna, molto più giovane di lui. Per vendetta, Filumena finge di sentirsi male e di essere prossima alla morte. Confida al prete che si reca al suo capezzale di voler sposare Domenico prima di morire. Il prete, allora, convince l’uomo a compiere questo gesto e sposa quindi i due amanti.

Una volta terminata la cerimonia, però, Filumena si alza dal letto, rivelando di essere in realtà in perfetta salute. Inoltre, si scopre che Filumena ha tre figli, avuti quando era ancora una prostituta e nascosti a Domenico. Il matrimonio, di conseguenza, è uno stratagemma per dare un cognome a questi ragazzi, ormai grandi. L’uomo, tuttavia, infuriato per l’inganno, le fa firmare dei documenti che invalidano il matrimonio. Dopo aver firmato, Filumena gli rivela che uno dei suoi tre figli è anche figlio di Domenico, ma si rifiuta di precisare quale sia. Domenico comincia ad arrovellarsi all’idea di avere un erede, accantona l’idea del matrimonio con la giovane cassiera e comincia a riflettere sulla sua vita passata e presente, sul suo rapporto con Filumena.

Sophia Loren, per la sua interpretazione, ha vinto il David di Donatello come Migliore attrice protagonista e il Moscow International Film Festival, sempre come Migliore attrice protahonista.

4) Il viaggio (1974)

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Il viaggio

L’ultimo film come regista cinematografico per Vittorio De Sica: Il viaggio ha come protagonista Adriana de Mauro (Sophia Loren), una giovane e bellissima donna siciliana che vive nella Sicilia della Prima guerra mondiale. La ragazza attende da anni che il suo amore, Cesare (Richard Burton), la chieda in sposa, rifiutando gli altri pretendenti. Quando finalmente questi si presenta per chiedere la sua mano lo fa, però, a nome del proprio fratello, seguendo i desideri del padre da poco defunto, affidati in un testamento.

Costretta dalle circostanze, Adriana decide di sposare comunque il fratello dell’uomo che ama, Antonio. Pochi anni dopo le nozze, però, un incidente di auto la rende vedova e lei si chiude in una vita monacale, dedita solo al figlio. Ma un’inaspettata malattia le riporterà il suo amore perduto, seppure in una serie di eventi tragici.

Per la sua interpretazione, la Loren si è aggiudicata il David di Donatello come Migliore attrice protagonista. Ha inoltre trionfato al Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián, dove ha ricevuto il premio per la Migliore interpretazione femminile.

5) Una giornata particolare (1978)

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Una giornata particolare

In questo film diretto da Ettore Scola, Sophia Loren è Antonietta, una casalinga ingenua e ignorante e madre di sei figli, sposata con un impiegato statale, fervente fascista. In parallelo si racconta anche la storia di Gabriele (Marcello Mastroianni), un ex radiocronista dell’EIAR disoccupato. I due si conoscono nella giornata del 6 maggio 1938, data della storica visita di Adolf Hitler a Roma. Antonietta subisce presto il fascino di Gabriele, il quale però le rivela di essere omosessuale, causa principale della sua disoccupazione.

Eppure, i due sono uniti da qualcosa che va oltre la passione: l’infelicità. Questa loro comune condizione li porta ad avere perfino un rapporto sessuale. Ma dopo questi brevi attimi di condivisione, Gabriele viene condotto al confino in Sardegna sempre per il suo orientamento sessuale e Antonietta è costretta a tornare alla sua monotona quotidianità.

Per la sua interpretazione, la Loren ha vinto il Nastro d’Argento, il David di Donatello e il Globo d’Oro.

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Alessandro Dalai
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