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MORTA ANNA KARINA, SIMBOLO DELLA NOUVELLE VAGUE

MORTA ANNA KARINA, SIMBOLO DELLA NOUVELLE VAGUE

Muore, all’età di 79 anni, Anna Karina: simbolo della Nouvelle Vague parigina

È morta Anna Karina, attrice e modella, simbolo del cinema d’oltralpe e della moda.

Il mondo del cinema e della moda rimangono orfani della bella Angela di “La donna è donna“, pellicola firmata da Jean-Luc Godard nel 1961.

Nata a Solbjerg – un sobborgo sud-occidentale di Aarhus in Danimarca –  il 22 settembre del 1940, all’età di diciassette anni si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna.

Registrata all’anagrafe con il nome di Hanna Karin Blark Bayer, inizia la sua carriera come attrice nel suo paese Natale.

Nel 1958 si trasferisce nella capitale della moda internazionale e qui incontra due figure chiave per il suo successo: Coco Chanel e Pierre Cardin.

Sono proprio loro ad invitarla a cambiare il suo nome in Anna Karina.

Ritratto di Anna Karina

Si aprono, così, le porte della moda. Diventa musa di Gabrielle e calca le passerelle più patinate di Parigi, comprese quelle di Celine. Lineamenti perfetti, occhi da cerbiatta e la frangia: emblema della sua immagine. Questa è semplicemente Karina.

Il successo ottenuto nel cinema francese, che la consacra anche musa di stile, scrive un importante capitolo della sua vita.

“La amo, appuntamento a Ginevra a mezzanotte”, il biglietto che cambierà la vita alla Karina

Anna Karina deve la sua fortuna ad una pubblicità per il marchio di cosmetica Palmolive. A notarla è Jean-Luc Godard, proponendole un ruolo in “Fino all’ultimo respiro“.

L’incontro non fu certamente dei più convincenti visto che il cineasta francese la colpì con una frase non proprio congeniale per una donna timida come lei. “Lei si deve spogliare“, le disse. Un ordine che fu interpretato negativamente. I due s’incontreranno l’anno successivo e da quell’appuntamento nascerà non solo un importante sodalizio artistico ma anche una delle storie d’amore più appassionanti del cinema.

Anna Karina e Jean-Luc Godard
Effusioni per Anna Karina e Jean Luc-Godard

La amo, appuntamento a Ginevra a mezzanotte al Café de la Paix“, le scrive Godard.

Jean-Luc controlla morbosamente la sua immagine decidendo persino i ruoli che la sua compagna dovrà interpretare. È a causa sua, infatti, che rinuncia all’eccellente interpretazione della commedia “Ce soir ou jamais” diretta da Michel Deville.

Ad ogni modo, la sua carriera è firmata da importanti interpretazioni come nel film “Pane e cioccolata” di Franco Brusati, “Lo straniero” di Luchino Visconti e “Roulette Cinese” di Rainer Werner Fassbinder.

L’ultima volta che è comparsa sullo schermo è stata nel 2008,  in occasione della pellicola “Victoria” che la vede nei panni di regista.

I riconoscimenti

Ad Anna Karina sono stati conferiti diversi riconoscimenti.

Nel 1961 riceve il premio come miglior attrice per “La donna è donna” durante il Festival Internazionale del Cinema di Berlino.

Ventisette anni dopo, nel 1988, è candidata a ricevere il Premio César come migliore attrice non protagonista per Cayenne Palace.

Nel 2003, il Bilbao International Festival of Documentary and Shorts Films la premia con un Mikeldi alla carriera.

Infine, nel 2016, è onorata con il Premio Bodil.

La morte di Anna Karina

È morta Anna Karina. Questo è il messaggio inviato per mezzo Social ai fans dell’attrice danese naturalizzata francese. Il 14 dicembre del 2019, infatti, a causa di un male incurabile Anna abbandona la vita terrena lasciando il cinema e la moda orfani di un personaggio di grande spessore artistico.

Parla di lei al passato il suo agente, Laurent Balandras che, ai microfoni di le Figaro, dichiara: “Era un’artista libera, unica”.

Parole di cordoglio espresse anche dal ministro della cultura, Frank Riester: “Oggi il cinema francese è rimasto orfano. Perde una delle sue grandi leggende. Il suo sguardo era lo sguardo della Nouvelle Vague. Resterà per sempre“.

 

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Stefania Carpentieri
Articoli dell'Autore / Stefania Carpentieri

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