INGRID BERGMAN – LA DIVA DEGLI ANNI ’40

INGRID BERGMAN – LA DIVA DEGLI ANNI ’40

Una carriera stellare tra Hollywood e l’Italia. L’amore con uno dei più grandi registi della storia, Roberto Rossellini. Ingrid Bergman: una diva, una musa, una donna.

Nata per recitare

A soli undici anni, Ingrid Bergman (29 agosto 1915, Stoccolma – 29 agosto 1982, Londra) decide che diventerà un’attrice. Studia quindi alla scuola del Reale Teatro Drammatico di Stoccolma e a diciannove anni, presentata dal medico Peter Lindstrom a un dirigente dell’industria cinematografica svedese, riesce ad ottenere una piccola parte ne Il Conte della città vecchia. Viene così notata da Gustaf Molander, che intuendone le grandi doti, la lancia nel mondo del cinema. In soli quattro anni, dal 1935 al 1938, Ingrid interpreta dunque un’altra dozzina di film diretti dal regista finlandese, tra cui Intermezzo (1936), che sarà il suo passaporto per Hollywood, e Senza volto.

Nel 1938 coglie l’occasione di lavorare a Berlino, chiamata dal regista Carl Froelich a interpretare il film Quattro ragazze coraggiose. Ingrid è molto conosciuta e apprezzata in Germania.

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Una scena di Casablanca

Diva di Hollywood

Il produttore David O. Selznick, intenzionato a girare una versione statunitense di Intermezzo, la convoca negli Stati Uniti per offrirle un contratto allettante: per sette anni, Ingrid può scegliere personalmente i copioni da recitare, i registi e perfino i partner. Ciò è la dimostrazione del fatto che, in questo periodo, Ingrid Bergman è già un’attrice prestigiosa. Lei però rifiuta l’offerta: il marito deve terminare gli studi intrapresi (sarebbe diventato neurochirurgo) e la figlia ha solo un anno, per cui firma solo per un anno e con la clausola di poter tornare in patria se il film non dovesse avere successo.

Ma il remake di Intermezzo ottiene grande successo, così Ingrid torna negli Stati Uniti nel 1940, questa volta con un contratto a lungo termine. Una diva acqua e sapone, che recita in film di successo come Il dottor Jekyll e mr. Hyde (1941), Casablanca (1942), Per chi suona la campana (1943) e Angoscia (1944). Per quest’ultimo film si aggiudica il premio Oscar, consacrandosi come star a livello internazionale.

Musa di Alfred Hitchcock

Nel 1945 esce nelle sale cinematografiche Io ti salverò (1945), diretto dal celebre regista Alfred Hitchcock. Ingrid Bergman si fa dirigere da lui anche in Notorius – L’amante perduta (1946) e in Il peccato di lady Considine (1949), il quale però non riscuote grandi consensi. Il rapporto tra l’attrice e il regista, in ogni caso, è di grande stima e affetto.

L’Italia

Spinta dall’amico Robert Capa, famoso fotoreporter col quale intreccia una breve relazione, Ingrid si interessa alla nuova ondata di cinema che viene dall’Europa ormai libera dalla dominazione nazifascista, e in particolare al neorealismo italiano. Resta folgorata dal film Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini e decide così di scrivere una lettera al regista, dichiarandosi pronta a recitare per lui. I due lavorando quindi insieme nel film Stromboli (1950). Seguono Europa ’51 (1951) e Viaggio in Italia (1954).

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Ingrid Bergman nei panni della principessa Anastasia

Ritorno negli Stati Uniti e ultimi anni

Ingrid Bergman fa ritorno a Hollywood con un ruolo nel film Anastasia (1956), per il quale vince il suo secondo Oscar come Migliore attrice. Seguono Indiscreto (1958) e La locanda della sesta felicità (1958). Il suo terzo premio Oscar (il primo come miglior attrice non protagonista) arriva per il suo ruolo nel film Assassinio sull’Orient Express (1975).

Nel 1978 arriva dalla Svezia la proposta di lavorare assieme al più prestigioso dei registi svedesi: Ingmar Bergman. L’attrice recita quindi in Sinfonia d’autunno (Autumn Sonata), per il quale riceverà la sua settima nomination agli Oscar e che costituisce la sua ultima interpretazione per il grande schermo, è considerata una tra le sue migliori prove di recitazione.

Il 29 agosto 1982, Ingrid Bergman muore a Londra. Le ceneri vengono sparse insieme a dei fiori sulle acque svedesi.

Curiosità

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Roberto Rossellini e Ingrid Bergman con i loro figli
  • Unica figlia di Justus Samuel Bergman, pittore e fotografo svedese, e della tedesca di fede ebraica Friedel Adler, perde la madre a soli due anni. Trascorre un’infanzia solitaria con il padre fino ai tredici anni, quando, rimasta orfana, viene adottata da parenti, gli zii Otto e Hulda.
  • Grazie al lavoro paterno, sin da bambina si abitua a stare davanti ad un obiettivo, essendo filmata in moltissime occasioni, sia di vita reale che di posa. Nel corso della sua carriera Ingrid, oltre a tenere un diario, continua a usare una piccola macchina da presa per immortalare momenti di vita privata e il dietro le quinte dei set in cui lavora.
  • Nel 1937 sposò Peter Lindstrom, da cui ebbe l’anno successivo la prima figlia, Pia Friedal. Il dottor Lindstrom chiede il divorzio quando scoppia lo scandalo che coinvolge la moglie e il regista Roberto Rossellini e ottiene l’affidamento della figlia Pia, che a sua volta dichiara di non aver mai voluto bene a sua madre.
  • Quando Ingrid decide di recitare in Stromboli, il set è assediato da fotografi e giornalisti e cominciano a trapelare indiscrezioni sulla relazione sentimentale fra il regista Roberto Rossellini e la sua interprete. Alla fine dell’anno la stampa pubblica la notizia della gravidanza della Bergman. Per l’opinione pubblica americana è uno scandalo enorme: Ingrid Bergman, fino a quel momento considerata una santa, diventa improvvisamente una “adultera da lapidare” e la stampa la definisce Hollywood’s apostle of degradation (apostolo della degradazione di Hollywood). Ingrid e Rossellini si sposano nel 1950 e dal loro matrimonio nascono tre figli: Roberto Rossellini jr e le gemelle Isotta Ingrid e Isabella. I due si separano alla fine degli anni ’50.
  • Non ha potuto ritirare il suo secondo Oscar proprio a causa dello scandalo con Rossellini, tanto che il premio viene ritirato da Cary Grant, grande amico di Ingrid fin dai tempi di Notorius.
  • Nel 1958 si sposa per la terza volta, ora con Lars Schmidt, un impresario teatrale svedese.

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Denise Lo Coco
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