IL LATO SEGRETO DI ALFRED HITCHCOCK

IL LATO SEGRETO DI ALFRED HITCHCOCK

A distanza di anni dalla sua scomparsa alcuni divertenti aneddoti ci svelano un aspetto segreto di Alfred Hitchcock.

Andiamo alla scoperta del lato segreto di Alfred Hitchcock, certamente uno dei registi più iconici del 20 ° secolo.

Infatti, questo geniale direttore rimane una figura centrale, seppur’misteriosa, nella storia del cinema.

I suoi film superano egregiamente la prova del tempo. Riscontrano apprezzamenti, specialmente sulla padronanza tecnica della suspense, soprattutto tra gli addetti ai lavori, il che è tutto dire.

Su di lui fan, colleghi e critica si sono abbondantemente espressi, ma resta incompleto il quadro che ci giunge di quest’uomo atipico.

Gli aneddoti segreti di Alfred Hitchcock.

Tuttavia ci sono aneddoti che restituiscono tratti inediti a volte persino rivelatori di una sorta di segreto che sottende all’animo di Alfred Hitchcock.

Per esempio, non sono in molti a sapere che da piccolo, a 6 anni, dopo una marachella, suo padre lo manda alla stazione di polizia locale con una nota indirizzata all’agente di servizio. La nota richiede che il giovane Alfred sia incarcerato per 5 minuti come punizione, e l’ufficiale rispetta la richiesta. Molto probabilmente questo evento contribuisce allo sviluppo della fobia di Hitchcock nei confronti della polizia e delle figure di autorità.

Senza dubbio ricorrente, è la presenza nelle sue pellicole, del tema di un’ingiusta detenzione.

Il segreto di Alfred Hitchcock.

Oppure è eloquente quanto scuro sia il suo senso dell’umorismo, al limite del crudele. Lo diverte fare battute caustiche, crude. Finanche protrarre scherzi claustrofobici o spaventosi. Come in un’occasione in cui ammanetta insieme gli attori Robert Donat e Madeline Carroll, come parte di una scena. Peccato che finge di aver perso la chiave per un giorno intero.

Riesce persino a scherzare sulla sua stessa morte.

Infatti, dopo aver vinto il premio AFI Life Achievement Award nel 1979, con gli amici si burla del fatto che ciò significhi che non gli rimanga molto da vivere. Muore un anno dopo.

Sebbene appaia così spavaldo, intimamente alimenta delle ingombranti limitazioni personali.

E’ intimorito dalle sue stesse produzioni. Dunque, in un’intervista del 1963, dice apertamente: “Ho paura dei miei film. Non vado mai a vederli. Non so come le persone possano sopportare di guardare i miei film “. 

Però a questo lato quasi ritratto, ne contrappone un altro decisamente più sovraesposto.

Poiché lo si può vedere nella maggior parte dei suoi film. Hitchcock appare in cameo in 39 delle sue 52 pellicole. Nei film in cui a rigor di logica non può apparire, come Scialuppa di salvataggio, film che si svolge in mare, compare in forma di immagine su un giornale.

Inoltre è affetto da un perfezionismo maniacale, tipico di chi eccelle nel proprio campo.

Psycho di Alfred Hitchcock

Quando decide di lavorare su Psycho, fa di tutto per evitare spoiler, ordinando al suo assistente di produzione di acquistare tutte le copie del libro su cui era basato – un romanzo di Robert Bloch – in modo che nessuno possa sapere il finale prima che il suo film sia distribuito. E’ così ansioso circa l’impatto che il film debba avere sul pubblico da arrivare a proiettare un avvertimento. In pratica diceva che il direttore della sala cinematografica è incaricato, a rischio della sua vita, di non far entrare nessuno dopo l’inizio del film.

Il lato segreto di Alfred Hitchcock e l’aneddoto di Psycho.

Insomma il segreto che custodisce un animo prolifico come quello di Alfred Hitchcock non si esaurisce certo in questi aneddoti, ma, senz’altro possono svelarci colori nuovi del suo ritratto.

 

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Silvana Petrelli
Articoli dell'Autore / Silvana Petrelli

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