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CARLO VANZINA – IL SUO CINEMA TRA CRITICHE ED ENCOMI

Una personalità artistica oggetto di pareri discordanti: chi era Carlo Vanzina e come si può definire il suo cinema?

Lodi

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Diego Abatantuono in Eccezzziunale… veramente

Il regista Carlo Vanzina è deceduto l’8 luglio 2018. Come spesso accade in questi casi, c’è chi ha rivalutato il suo cinema. Si è parlato perfino di una serie di brillanti intuizioni sulla cultura e sulla società italiana. In effetti, si pensi infatti ai film degli anni ’80, come Eccezzziunale… veramente (1982): non si può forse interpretare il film come una satira sulla cultura calcistica italiana e sul mondo degli ultrà? Inoltre, sempre in quel periodo, Vanzina ha ironizzato su tanti altri stereotipi: la satira sui nobili, sugli arricchiti, sugli yuppies anni ’80, le macchiette della Roma e della Milano da bere, le madri arrampicatrici, i palazzinari. Insomma: una filmografia che aveva come protagonista il popolo, la classe più bassa della società.

Ma perché focalizzarsi su personaggi rozzi, semplici e prevedibili? «Se c’è da schierarsi, noi siamo sempre con la gente più umile: i nostri film raccontano loro e sono fatti per loro. D’altronde, al cinema ci va chi non può permettersi una serata ad alto costo» dichiarò Vanzina in un’intervista.

Critiche

Vacanze di Natale 2000, Olé, Ti presento un amico, Un’estate al mare, Un’estate ai Caraibi: questi sono solo alcuni dei titoli di Carlo Vanzina pesantemente stroncati dalla critica cinematografica. Perché? Sostanzialmente, si è parlato di volgarità, prevedibilità, macchiette desuete e totale mancanza di arte o cultura. Si è parlato di prodotti privi di originalità, fabbricati per un pubblico privo di cultura e di gusto estetico. I personaggi protagonisti sono sempre uguali in ogni film del filone cinepanettone, un fattore che annoia e delude. Una filmografia che va oltre il trash, incapace di offrire spunti di riflessione interessanti. Ma, ovviamente, c’è anche l’altro lato della medaglia: c’è chi sostiene, infatti, che dopotutto l’Italia è popolata più dai personaggi di Vanzina che da cinefili raffinati e dotti intellettuali. E c’è chi inorridisce udendo una tale affermazione.

Il cinema è ormai una disciplina universitaria, la cui importanza cresce sempre di più nell’ambito accademico. Moltissimi giovani italiani, di conseguenza, hanno scelto di approfondire quest’arte, chiedendo a gran voce alle case di produzione un’offerta culturalmente più elevata e valida dei soliti cinepanettoni e delle solite commediucce. Vanzina, invece, ha continuato a giocare con stereotipi viventi, rappresentando sempre la fascia più bassa della società.

Insomma: la morte del regista ha dato il via a una serie di ritrattazioni e rivalutazioni, ma anche al rafforzamento delle vecchie critiche. Che Vanzina abbia diretto film spazzatura oppure brillanti satire, non si può non ammettere che i suoi prodotti parlano di un aspetto innegabile della cultura italiana. E, di conseguenza, sono parte della storia del cinema italiano.

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