Animali notturni - Il neo-noir di Tom Ford
Cinema

ANIMALI NOTTURNI – IL NEO-NOIR DI TOM FORD

Tom Ford ha co-prodotto e diretto Animali notturni, film del 2016 ispirato al romanzo Tony & Susan del 1993 di Austin Wright. Si tratta di un neo-noir vincitore del Gran premio della giuria alla 73° Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Ecco la nostra recensione.

L’intro

Una serie di donne obese e nude che ballano su una musica di sottofondo. Così inizia Animali notturni, il neo-noir co-prodotto e diretto da Tom Ford. Ma, dopo la presentazione del cast, la telecamera ci rivela che in realtà è la protagonista, Susan Morrow (Amy Adams) a osservare quei corpi. Lei infatti è una gallerista e sta curando una mostra singolare.

Una fotografia impeccabile

Dai colori caldi dell’intro passiamo ai colori freddi. Susan, nella sua sofisticata villa, è avvolta nei toni del blu e del grigio. In questa atmosfera riceve un pacco, contenente il romanzo Animali notturni dell’ex marito Edward Sheffield (Jake Gyllenhaal). Le sfumature si alternano ancora, nel corso del film, tra calore e freddezza, tra luce e buio. Una fotografia impeccabile, le cui sfumature si adattano perfettamente a ogni momento della trama. Non che ci sia da stupirsi: stiamo parlando di un Tom Ford regista, dunque di un rinomato ed esperto stilista che si dedica alla regia.

La storia nella storia

Ma ora Susan ha un altro marito, Hutton (Armie Hammer) e, di conseguenza, una nuova vita. A che le serve il libro del suo ex, non avendo poi mai incoraggiato le ambizioni di lui come scrittore?

Eppure, Susan inizia a leggere. Il protagonista del romanzo è Tony Hastings (interpretato sempre da Jake Gyllenhaal), che intraprende un viaggio nel West Texas in auto insieme alla moglie Laura (Isla Fisher) e alla figlia India (Ellie Bamber). Nella notte, una macchina insegue la famiglia, costringendola a sostare sull’autostrada. Tre criminali, guidati dal sadico Ray Marcus (Aaron Taylor-Johnson) rapiscono quindi Laura e India.

Tony viene abbandonato sulla strada dal criminale. Della sua famiglia non si sa ancora nulla. Spunta l’alba, Tony riesce ad arrivare a una casa per telefonare alla polizia. E qui viene messo in scena uno splendido parallelismo tra Tony e Susan: entrambi nella vasca da bagno, lui avvolto nei colori caldi di una squallida stanza di motel e lei in quelli freddi della sua casa.

La lettura prosegue: del caso di rapimento si occupa il detective Bobby Andes (Michael Shannon). Purtroppo, Laura e India vengono ritrovate morte. La scena dei due cadaveri delle donne, rivolti uno verso l’altro senza vestiti, è identica a quella in cui compare la figlia di Susan, mentre dorme con il proprio ragazzo. Susan, infatti,turbata dalla lettura, telefona alla figlia per assicurarsi che stia bene. E hanno inizio così i ricordi della donna, da quando ha incontrato Edward a quando si sono innamorati e sposati. Poi, Susan ripercorre il progressivo degrado del rapporto con l’ex, di come lo ha tradito e ha abortito del loro figlio per poter procedere con il divorzio.

Susan ricontatta Edward per e-mail, il quale accetta di incontrarla per cena in un ristorante. Tuttavia, l’uomo non si presenta all’appuntamento, vendicandosi delle umiliazioni che l’ex moglie gli ha inflitto nel corso del loro matrimonio.

Il legame tra le due storie

Cosa c’entra quindi la storia di un omicidio con quella di una gallerista al secondo, deludente matrimonio? Innanzitutto, il legame tra le due vicende risiede nel titolo del romanzo: Animali notturni. Così Edward definiva Susan, per via della tendenza di lei a dormire poco di notte. E così ha scelto di intitolare il suo romanzo. Non si tratta di una mossa casuale: Edward conosce l’ex moglie e sa come colpirla. Sa come sconvolgerla, come farla emozionare e come far sì che entri in empatia con la storia narrata. Infatti, Susan rimane profondamente turbata dalle vicende di Tony Hastings.

Inoltre, il rapporto tra Edward e Susan si è rovinato soprattutto a causa dell’atteggiamento di lei. Inizialmente entusiasta della vena artistica del marito, la donna si è progressivamente resa conto di non credere nelle capacità di Edward come scrittore. Non lo ha appoggiato, lo ha tradito e si è sbarazzata del loro bambino. Dopo vent’anni, Edward decide comunque di ricontattarla, mandandole il suo primo manoscritto a casa. In questo modo, quindi, l’uomo le dimostra di essere un bravo scrittore. La sua vendetta è compiuta.

Ecco perché Animali notturni merita di essere visto: due storie apparentemente sconnesse tra loro hanno in realtà un fil rouge comune, cioè il personaggio di Susan. Lei è l’animale notturno che ha ispirato il romanzo, di cui è anche la principale destinataria. E poi c’è Edward, il cui volto è lo stesso di Tony Hastings. Susan riteneva Edwad debole e anche Tony viene considerato tale dall’assassino della sua famiglia. Solo in questo modo, quindi, Susan riesce a entrare in empatia con il marito, rendendosi conto di come si sia sentito impotente e solo nel corso del loro matrimonio. Lei rivede Edward nel personaggio di Tony e comprende di come sia stata insensibile e rude nei confronti dell’ex.

Inoltre, anche la fotografia entra in empatia con le vicende rappresentate, rendole più coinvolgenti. Dopotutto, è questo il tema principale del film: la capacità umana a empatizzare e a immedesimarsi. Basta poco: un legame lievissimo, un rimando anche magari casuale, e l’essere umano si immedesima.

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