ALFRED HITCHCOCK – I SUOI 5 FILM DA NON PERDERE

ALFRED HITCHCOCK – I SUOI 5 FILM DA NON PERDERE

Il grande regista Alfred Hitchcock si è consacrato come maestro della suspance e del brivido. Di seguito i suoi 5 film imperdibili.

1) Psycho

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La scena madre del film

Il capolavoro di Alfred Hitchcock conosciuto e amato in tutto il mondo: Psycho è uno dei film del regista da vedere assolutamente. Un film basato su sostituzioni (Marion nella prima parte del film, sua sorella Lila nella seconda), suspance e psicosi. Il personaggio di Norman, inoltre, è ispirato all’assassino Ed Gein, il quale uccise due persone e depredò varie tombe utilizzando parti del corpo dei defunti come arredi per la casa. Anche Norman, infatti, non intende seppellire il passato, e vive una doppia e inquietante esistenza. Nella pellicola il regista appare in un cameo, nel ruolo di un passante di fronte alla società per cui lavora Marion.

Nel film la presenza di specchi è continua: in albergo a Phoenix, in ufficio dove Marion si guarda in uno specchietto portatile, nella sua automobile, a casa sua, nel gabinetto della rivendita di auto usate, al bancone del motel, nelle camere, nella stanza da letto della madre di Norman. Lo specchio, come già ne Il peccato di Lady Considine e ne La donna che visse due volte, suggerisce contemporaneamente una personalità divisa, il doppio, e l’introspezione, un’immagine di autocoscienza. In Psyco abbondano in più, a livello visivo, le immagini di linee verticali e di linee orizzontali che tagliano in due lo spazio.

2) Vertigo – La donna che visse due volte

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Una scena del film

Un altro titolo di grande successo di Alfred Hitchcock. Questa volta, il film si basa sul concetto di vertigine, oltre che di nuovo su quelli di sostituzione e doppiezza. I titoli d’apertura, infatti, ruotano su un motivo a spirale, la stessa forma che viene poi ripresa nell’acconciatura di Madeleine/Judy (interpretata da Kim Novak). Ciò, naturalmente, è dovuto alla fobia di cui soffre il protagonista, Scottie (James Stewart), il quale si è dimesso dalla polizia proprio a causa della sua insofferenza nei confronti delle altezze.

Come in Psycho, anche in Vertigo le vicende sono divise in due parti: prima e dopo la morte di Madeleine. E, pure in questo caso, due donne si sostituiscono l’una all’altra. Geniale l’uso delle luci: colori psichedelici nella scena del sogno di Scottie e luce soffusa verde nella scena in cui Judy si veste da Madeleine, un colore questo che richiama il mondo dei morti e il contesto del cimitero. Una sorta di simbologia, dunque, legata al concetto di resurrezione.

3) Nodo alla gola

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Una scena del film

Un film innovativo, in quanto girato con 11 piani sequenza, come se si trattasse di una rappresentazione teatrale. Anche l’inizio della trama è anticonvenzionale: le vicende partono dalla fine, in un momento in cui l’omicidio è già stato commesso e si conoscono i volti degli assassini. Tutto si gioca su ciò che avverrà dopo: la scena del crimine, infatti, viene gradualmente riempita da altri personaggi, trattandosi del salotto di un appartamento. Gli ospiti conversano e bevono un drink, senza sospettare che nella stanza si nasconda un cadavere.

Eppure, uno di loro intuisce qualcosa. E da questo istante le vicende si avviano verso la confessione degli autori dell’assassinio, in una suspance crescente. La vicenda, inoltre, è ispirata a un reale evento di cronaca nera, commesso da due omosessuali nel 1924. La vittima, però, era un bambino, non un adulto. Il movente? Commettere il delitto perfetto.

4) Delitto perfetto

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La scena madre del film

La splendida Grace Kelly, una delle principali muse di Alfred Hitchcock, interpreta Margot, una donna che viene aggredita in casa propria e per poco non viene uccisa. Anche in questo caso, il movente delle vicende viene mostrato subito: il marito di Margot, Tony (Ray Milland) l’ha scoperta insieme a un amante e ha deciso di fargliela pagare nel modo più terribile possibile. Ma l’omicidio comporta rischi, e Tony non intende correrne. Organizza quindi il delitto perfetto, cioè una finta rapina finita in tragedia. Tuttavia, Margot è più forte di quanto creda suo marito e riesce a difendersi, uccidendo il sicario ingaggiato dal marito.

A questo punto, gli eventi si susseguono in modo paradossale, tra le indagini della polizia e le ipotesi dei coniugi. Tony arriva perfino a teorizzare che l’avvenimento sia stato organizzato da lui, che ha mandato un assassino per eliminare la moglie. L’uomo, cioè, si autoaccusa per pura via ipotetica, attuando in realtà una strategia per far credere di non avere nulla da temere. La pellicola è stata girata interamente in formato stereoscopico, per contrastare la nascente popolarità della televisione.

5) La finestra sul cortile

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La finestra sul cortile

James Stewart e Grace Kelly sono i protagonisti di questo thriller che si inserisce in una cornice da commedia. Il crimine, infatti, viene inizialmente trattato come una sorta di gioco, in cui i personaggi si improvvisano detective. Eppure, qualcosa di terribile sta succedendo veramente, e il personaggio di James Stewart vi assiste dalla finestra del suo appartamento, avendo una gamba rotta. Infatti, il film si basa sui concetti di finestra e cornice e, di conseguenza, sul voyeurismo. Ovviamente, anche in questo film Alfred Hitchcock non si priva del suo usuale cameo: appare infatti nei panni di un amico del compositore che sta sistemando un orologio da mobile.

La pellicola è stata presentata alla serata inaugurale della 15ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia del 1954. Nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al quarantunesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi. Un film, insomma, senza tempo, che sdogana la tradizionale concezione di thriller.

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Alessandro Dalai
Articoli dell'Autore / Alessandro Dalai