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ADDIO A GIANFRANCO ZEFFIRELLI

ADDIO A GIANFRANCO ZEFFIRELLI

Addio a Gianfranco Zeffirelli, grande regista italiano.

Oggi, all’età di 96 anni, diciamo addio a Gianfranco Zeffirelli.

Quella del Maestro, è stata un esistenza costellata di successi mondiali. Uomo di profondo spessore culturale e riferimento d’intere generazioni di intellettuali e artisti, anche di diversa estrazione.

L’arte di un grande Maestro.

Infatti, dal Metropolitan di NewYork, alla Scala di Milano e molti altri tra i più importanti teatri al mondo, hanno messo in scena sue opere, il più delle volte tratte da grandi classici della letteratura.  

Alcuni esempi fra tutti sono Romeo e Giulietta di Shakespeare, l’Aida, la Carmen, la cui regia e le cui scenografie sono tutt’ora oggetto di studio, ispirazione e ammirazione.

Molte sue creazioni teatrali e cinematografiche sono state contrassegnate da una direzione artisitica di grande suggestione. Ricordiamo tutti le scenografie dall’estetica barocca, però mai banale od eccessiva.

Anche per questo motivo il suo lavoro, compresi i pochi straordinari film, tra cui val la pena citare “Gesu di Nazaret”, hanno sempre diviso in due fronti contrapposti sia pubblico che critica.

Zeffirelli o lo amavi o lo odiavi.

Addio a Gianfranco Zeffirelli
Addio a Gianfranco Zeffirelli

Zeffirelli e la sua vita.

In effetti oggi diciamo addio a Gianfranco Zeffirelli e alla sua grande tempra caratteriale, polemista accanito, tifosissimo della Viola e antijuventino per antonomasia.

Famosa la sua amicizia di lungo corso con Maria Callas, alla quale stette vicino fino alla sua scomparsa.

Certamente tutta la sua formazione e carriera sono state segnate dall’incontro sia artistico che sentimentale, con Luchino Visconti, suo grande mentore.

La loro collaborazione si era distinta da una fortissima intesa, quanto mai unica nel suo genere.

Peraltro Zeffirelli, viscerale anticomunista, si realizza al fianco di Luchino Visconti, raffinatissimo intellettuale comunista, di nobile lignaggio, esteta decadente e perfezionista oltre ogni misura. Ne sono esempi emblematici pellicole come “Gruppo di famiglia in un interno” e “Morte a Venezia” dal romanzo di Thomas Mann, oltre che il celeberrimo Gattopardo.

Tuttavia la rottura clamorosa di questo idillio sentimentale purtroppo arrivò, facendo parlare i giornali di mezzo mondo.

L’addio a Gianfranco Zeffirelli di quest’oggi, segna la fine di un mondo che ha permeato di se, per una quarantina d’anni, la cultura e l’ estetica occidentale.

Ormai negli ultimi tempi della sua vita, isolato e immobilizzato nella sua abitazione romana, dalle sue poche dichiarazioni emergeva un filo di rimpianto e nostalgia. Sembrava volesse celare gli ultimi residui spunti polemici dietro una resa malinconica.

Ci auguriamo che la sua profonda fede religiosa, di cui non ha mai fatto mistero, gli sia stata di conforto in questa ultima fase così carica d’incolmabile solitudine.

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Silvana Petrelli
Articoli dell'Autore / Silvana Petrelli

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