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BOB DYLAN: UN’INTERVISTA A RUOTA LIBERA SUL ROCK, GLI AMICI SCOMPARSI E L’ULTIMO ALBUM

BOB DYLAN: UN’INTERVISTA A RUOTA LIBERA SUL ROCK, GLI AMICI SCOMPARSI E L’ULTIMO ALBUM

Bob Dylan racconta del suo ultimo album in imminente uscita, dell’ultimo disco ascoltato, degli amici musicisti scomparsi nel 2016 e molto altro

Bob Dylan rilascia pochissime interviste, ma quando parla è spesso un fiume in piena. E il giornalista Bill Flanagan, per il bene di tutti noi, ne ha approfittato. Tante domande, a cui l’artista di Dulouth ha riposto con precisione e passione, con l’atteggiamento di chi parla e discute della propria vita non solo per informare chi l’ascolta ma anche per scoprire, nel dialogo, qualcosa di sé. Prima di tutto le inevitabili domande e risposte approfondite sull’ultimo album, Triplicate, in uscita il 31 marzo: 3 dischi composti da 30 cover di grandi classici della storia degli Stati Uniti. Parlando dell’ultimo lavoro, Dylan rispedisce gentilmente al mittente l”accusa’ di aver fatto un album nostalgico: “Nostalgico? Direi di no. Non ha a che fare con l’idea di fare un viaggio nella memoria o immergersi nei bei giorni del passato. Una canzone come ‘Sentimental Journey’ non è nostalgica, non emula il passato, ma è accessibile, senza pretese, fatta per il qui ed ora”. Canzoni realistiche, con i ‘piedi per terra’: “Le canzoni moderne sono in genere così istituzionalizzate che non te ne rendi neanche conto. Queste canzoni sono fredde e trasparenti, c’è in loro un diretto realismo, fiducia nella vita di tutti i giorni come agli albori del rock n’roll”.

L’idea dell’album triplo avvicina il cantante a Sinatra, al quale Dylan ha dedicato l’anno scorso un disco di cover, ma richiama il colto e ricco immaginario dell’inclassificabile artista, lo stesso immaginario da cui vengono le sue canzoni e le ragioni per le quali ha conquistato il premio Nobel: la sua vicinanza con il canto eterno dell’uomo “Pensavo a una trilogia, come Eschilo, l’Orestea, le tre tragedie legate da un’unica storia familiare. Avevo in mente qualcosa del genere”.

Bob Dylan ha poi parlato dei colleghi e degli amici scomparsi nel 2016, l’anno funesto per le star  rock e non solo: tra cui Muhammad Ali, Leonard Cohen, e Leon Russell:Eravamo come fratelli, vivevamo nella stessa strada e tutti loro hanno lasciato grandi spazi vuoti. Mi sento solo senza di loro“. Esilarante il due di picche tirato a Elvis in persona, con il quale, assieme a George Harrison, Dylan aveva programmato di registrare dei pezzi assieme in studio: “Lui c’era, fummo noi a non andare in studio”.

E ovviamente, tante domande sulla sua musica. L’ultimo disco ascoltato (un altro album di cover, Après di Iggy Pop) e la nuova abitudine di preferire il piano alla chitarra, perlomeno nei live, per entrare meglio in sintonia con la band.

Ecco l’intervista completa, sul sito ufficiale di Dylan.

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Boris Stoinich
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