14 ottobre 1979: la prima marcia per i diritti gay a Washington

14 ottobre 1979: la prima marcia per i diritti gay a Washington

14 ottobre 1979: 41 anni fa la prima marcia per i diritti dei gay a Washington

Il 14 ottobre 1979 a Washington, Stati Uniti, si svolse la National March on Washington for Lesbian and Gay Rights, ovvero la prima marcia per i diritti gay. Decine di migliaia di persone, tra omosessuali, bisessuali, lesbiche, transessuali e non solo, sfilarono in strada per chiedere pari diritti.

Fu una manifestazione pacifica di tipo politico, che aveva la finalità di rivendicare i diritti civili per gli omosessuali e per chiedere una legislazione che andasse a proteggere questi stessi diritti.

marcia gay Washington 1979
La National March on Washington for Lesbian and Gay Rights

Prima e dopo la marcia per i diritti dei gay del 1979 a Washington: la storia delle manifestazioni LGBT+

Prima di quel giorno, ci furono alcuni tentativi di realizzare una marcia per i diritti gay ma furono sempre rimandate.

Il primo fu nel 1973, quando le tensioni tra le associazioni LGBT+ le istituzioni locali portarono i manifestanti a desistere e a rimandare l’evento a data da destinarsi. Il secondo tentativo fu nel 1978, ma ci fu un tale dissenso interno che gli organizzatori dell’evento arrivarono ad annullarlo.

Successivamente, l’assassinio di Harvey Milk del 27 novembre 1978 diede maggiore visibilità alla comunità LGBT+, che riuscì ad unirsi maggiormente. Harvey Milk, infatti, fu attivista del movimento di liberazione omosessuale e primo componente delle istituzioni statunitensi dichiaratamente gay.

Nel 1979, per tre giorni, dal 23 al 25 febbraio, si realizzò un dibattito per esporre la vicenda. Questo permise alla comunità di diffondere in diverse città un desiderio di unione, tanto da far nascere nuove associazioni. La battaglia assunse una portata nazionale, e in questo modo si arrivò poi alla grande marcia del 14 ottobre.

La National March on Washington for Lesbian and Gay Rights ha avuto una notevole risonanza negli Stati Uniti. La comunità LGBT+, infatti, ha partecipato due giorni dopo alla conferenza del Constituent Lobbying Day. In questo contesto, vi furono un primo riconoscimento e una prima accettazione della comunità.

Gli anni dell’AIDS

Gli anni 80 hanno costituito un momento molto difficile per la comunità LGBT+, a causa dell’epidemia di AIDS. Tra la popolazione, l’idea più diffusa era che questa malattia fosse legata all’omosessualità. Infatti, inizialmente essa portava il nome GRID: Gay-Related Immune Deficiency.

Nonostante le varie smentite da parte dei medici a riguardo, spesso la Chiesa diffuse la convinzione che questa malattia fosse una punizione di Dio per gli omosessuali.

Purtroppo l’AIDS fece svariate vittime nella comunità LGBT+, tant’è che negli anni 90 divennero centrali i temi relativi al sesso protetto e alla prevenzione dell’HIV e dell’AIDS.

Con gli anni 2000 vennero riconosciuti i diritti di coppia dei movimenti LGBT+ di tutto il mondo. Molti paesi, infatti, iniziarono ad emettere leggi a favore delle unioni civili tra persone dello stesso sesso. La precorritrice dei tempi fu la Danimarca, che promulgò la prima legge nel 1989. L’Italia, invece, ha aspettato fino al 2016.

Il Pride oggi

marcia gay Washington 1979
Una delle parate Pride.

A distanza di 41 anni, oggi la parata del Pride, che letteralmente è la parata dell’orgoglio, è una manifestazione aperta a tutti a favore dell’accettazione sociale della comunità LGBT+.

È un evento di portata mondiale, che si svolge in moltissime nazioni a cadenza annuale. Soprattutto il mese di giugno è chiamato Pride Month, in riferimento ai moti di Stonewall del 1969 quando a New York si scontrarono duramente i gruppi di omosessuali e la polizia della città.

Caratteristiche principali delle parate del Pride sono i colori, gli abiti, i carri, i ballerini, il carattere festivo e l’incredibile energia che ravviva le strade delle città.

Al di là della festa, però, vi sono sempre alla base principi di tipo politico ed educativo, per sensibilizzare quante più persone possibili sulla conquista dei pari diritti anche per le comunità LGBT+. Infatti, nonostante i lunghi anni di lotte, non si è ancora raggiunto un pieno riconoscimento legislativo.

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Susanna Bosio
Articoli dell'Autore / Susanna Bosio

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