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AMICA GENIALE CHI È ELENA FERRANTE

AMICA GENIALE CHI È ELENA FERRANTE

L’autrice misteriosa che ha appassionato il mondo

 

Da martedì scorso su Rai 1 va in onda ogni settimana la serie televisiva “L’Amica Geniale” basata sull’omonima saga di romanzi. Dietro l’autrice, Elena Ferrante, si cela un mistero che negli anni passati ha appassionato milioni di lettori. La scrittrice (o scrittore), infatti, scrive sotto pseudonimo ed ha sempre rifiutato di rivelare la propria identità.

 

 

LA STORIA DEL SUCCESSO

Amica Geniale: chi è elena ferrante
“L’Amica Geniale” è stato tradotto in 36 lingue

Elena Ferrante è un’autrice (o autore) di grande successo. Il suo primo romanzo, “L’amore molesto” esce nel 1992 e vince svariati premi. Viene inoltre selezionato per lo Strega e trasposto in un film da Mario Martone. Ad essso seguono “I giorni dell’abbandono” (2002), “La frantumaglia” (2003) e “La figlia oscura” (2006).

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Negli Stati Uniti nasce la “Ferrante Fever”

 

Il successo mondiale arriva, però, con la tetralogia de “L’Amica Geniale” il cui primo volume esce nel 2011 e viene nuovamente selezionto per il Premio Strega.

In Italia E/O vende un milione di copie, ma il risultato più sorprendente è all’estero. Sono, infatti 44 i paesi in cui la serie viene venduta, per un totale di 36 lingue diverse in cui è stata tradotta.

Negli Stati Uniti, poi, i romanzi diventano un vero e proprio caso editoriale con un millione e mezzo di copie vendute. Nel 2013 James Wood dedica alla Ferrante un articolo sul New York Times e da allora il successo è tale da dare il via al fenomeno chiamato “Ferrante Fever” (febbre da Elena Ferrante).

Con il crescere della fama nasce un interesse sempre più forte verso la misteriosa scrittrice. Piovono articoli, tentativi di intervista, speculazioni e ricerche per sapere qualcosa di più su questo personaggio. I coniugi Ferri della casa editrice E/O, però, sono gli unici a conoscere l’identita dell’autrice (o autore) che comunica solo tramite lettere e ribadisce da anni la sua volontà di rimanere nell’ombra.

Nel tempo sono state fatte svariate ipotesi e stupisce l’impegno con cui giornalisti e studiosi si sono dedicati a tentare di scoprire questo mistero.

 

 

LE INDAGINI

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Una foto dal documentario “Ferrante Fever”

Nel 2016 un team di docenti universitari si è riunito a Padova per indagare su Elena Ferrante. Il linguista Michele Cortelazzo, insieme alla statistica Arjuna Tuzzi, ha scelto di utilizzare la Quantitative Analysis of Textual Data per scovare l’autrice studiando la letteratura. Gli studiosi, infatti hanno comparato 150 romanzi e 40 autori contemporanei prendendo in considerazione elementi lessicali e stilistici ricorrenti. Dalla ricerca è emerso Domenico Starnone come principale indiziato. Nei suoi libri, infatti sono state ritrovate molte espressioni utilizzate frequentemente dalla Ferrante oltre a termini particolari usati unicamente dai due autori.

Nello stesso periodo un’altra indagine ha appassionato i lettori. Lo scrittore Marco Santagata è partito proprio da “L’Amica Geniale” per sviluppare la sua teoria filologica. I riferimenti a Napoli e alla Normale di Pisa presenti nel libro, i particolari topografici e il gergo utilizzato sono stati i tasselli di questa “caccia all’uomo” (o alla donna). La ricerca ha portato ad individuare una nuova Ferrante: Marcella Marmo, professoressa ordinaria di Storia Contemporanea a Napoli. Per quanto la donna corrisponda all’identikit studiato dallo scrittore, però, la Marmo ha smentito categoricamente la tesi

La teoria più accreditata è stata pubblicata da Claudio Gatti sul Sole 24 Ore. L’inchiesta, che segue una pista economica, ha puntato il dito su Anita Raja, moglie di Domenico Starnone. La Raja figura come traduttrice freelance per E/O , eppure questo ruolo non giustifica i compensi pagati negli ultimi anni dalla casa editrice alla donna. Dall’inchiesta, infatti, Raja emerge come principale beneficiaria del successo economico dei libri della Ferrante.

Dobbiamo quindi associare il volto di Anita Raja ad Elena Ferrante? Tutti gli “indiziati” hanno sempre negato le varie tesi. La scelta, dunque, resta ai lettori.

 

 

IL VERO MISTERO DELL’AMICA GENIALE

“Non è la mia assenza a generare interesse per i miei libri, ma è l’interesse per i miei libri a generare attenzione mediatica nei confronti della mia assemza.” (Elena Ferrante, La Frantumaglia)

 

Nell’analizzare le indagini su Elena Ferrante emerge, però, il vero mistero. Che cosa ha portato lettori, studiosi e giornalisti a desiderare così profondamente, quasi come presi da un’ossessione, di scoprire l’indentita di questa scrittrice?

La storia della Ferrante è diventata quasi un racconto dentro al racconto. L’identità dell’autrice risulta inscindibilmente legata a quella dei suoi personaggi.

Quando leggiamo “L’Amica Geniale”, infatti, non possiamo fare a meno di chiederci se Elena, la voce narrante, sia la stessa Ferrante. La scrittura ci coinvolge intensamente andando a fondo nello scrutare l’animo dei personaggi, sviluppando temi raramente così approfonditi in letteratura. Ci porta nei luoghi descritti, che emergono nitidi dalle pagine dei libri.

Dunque è forse proprio la “verità” che emerge dalla scrittura della Ferrante a farci chiedere quale sia il confine tra realtà e finzione. I personaggi sono così autentici e i sentimenti così intimi che sembra impossibile che esistano solo sulla carta. Vorremmo ancora di più. Vorremmo la verità oltre a quella che Ferrante già ci dà.

 

 

L’OPERA OLTRE L’AUTORE

Amica Geniale: autrice misteriosa
Un’immagine dal documentario “Ferrante Fever”

“Fuori dai miei libri cosa sono? Una signora non diversa da tante altre. Lasciate stare gli autori dunque. Amate, se val la pena, ciò che scrivono.”  (Elena Ferrante, La Frantumaglia)

 

Che cosa rende un’opera “vera”? Il mistero Ferrantesmebra  simboleggiare proprio questo: il dilemma Pirandelliano del rapporto tra opera e autore.

Può un’opera avere vita propria, al di là del suo creatore? Ferrante, negandosi, ha dato ai suoi libri una vita a sè. In un’epoca in cui tutto ruota attorno alll’immagine, fino alla perdita totale del contenuto, e non è più chiaro chi sia l’autore e quale l’opera, lei ha invertito la rotta. Privando i suoi fan di una figura di cui appropiarsi per fagocitarne ogni intimo dettaglio, ci ha lasciato i suoi libri. Lì c’è il mondo che ha voluto rendere pubblico. Lì c’è la verità che ha voluto darci.

 

 

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Elisabetta Moro
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