Alda Merini
Spettacolo,  TV

Alda Merini: gli omaggi alla poetessa in tv e a teatro

Da Illuminate a Dio arriverà all’alba: il ricordo della grande poetessa Alda Merini

Illuminate

Ieri sera 5 ottobre in seconda serata su Rai3 è andata in onda la seconda puntata della docu-serie Illuminate, un racconto su quattro icone italiane: Sandra Mondaini, Alda Merini, Renata Tebaldi e Gae Aulenti. Una produzione Anele in collaborazione con Rai3, che ha come obiettivo quello di raccontare la vita di quattro straordinarie donne italiane che possano essere d’esempio nei loro traguardi per le generazioni a venire.

In questa seconda puntata l’attrice Claudia Gerini, in un’atmosfera molto suggestiva, racconta la vita della poetessa Alda Merini.

Sono i brani scritti dalla Merini e musicati dall’amico Giovanni Nuti a fare da sfondo alla rappresentazione della figura della poetessa, raccontata in tutti i suoi aspetti, anche più profondi. Claudia Gerini intraprende un percorso caratterizzato da incontri e luoghi significativi per la vita della poetessa: dai Navigli di Milano, che sono stati per diversi anni una casa per la Merini, al Museo Laboratorio della Mente di Roma, per approfondire i momenti bui che ne hanno caratterizzato l’esistenza.

La Gerini si esibisce anche in alcune esibizioni live, accompagnata dal maestro Adriano Pennino. Ad arricchire il racconto intervengono alcuni testimoni illustri della vita di Alda: la figlia Flavia Carniti, Carla Fracci e Beppe Menegatti, l’editore Alberto Casiraghy. Con l’accompagnamento di filmati di repertorio, si ripercorrono alcuni spettacoli della Merini e Nuti insieme a Milva.

Alda Merini
Claudia Gerini per Illuminate.

Dio arriverà all’alba: lo spettacolo su Alda Merini

La vita di Alda Merini diventa protagonista anche all’interno dello spettacolo Dio arriverà all’alba, la cui terza stagione debutta il 17 ottobre 2020 a Roma, per proseguire in tournée in tutta Italia.

Si tratta di uno dei pochi spettacoli che quest’anno hanno deciso di partire in tournée, nonostante le difficoltà attuali. Saranno poche le date e i posti a sedere a teatro, ma con l’unico obiettivo di garantire a tutti la massima sicurezza.

Scritto da Antonio Nobili, lo spettacolo si incentra sulla vita travagliata e molto particolare della poetessa. Un’esistenza condotta tra l’arduo tentativo di avvicinarsi alla normalità sfuggendo alla poesia, e la forte resistenza delle parole che confluiscono in scrittura, portatrice di provocazioni per andare al di là di del socialmente accettabile.

Viene proposta sul palcoscenico un’Alda Merini tagliente, divertente, provocatoria e piena di vizi.  Il fumo si fa elemento caratteristico della vita della Merini: le sigarette diventano un rito, un medicinale, una compagnia che la portano all’incontro con la poesia. Viene rappresentata una donna nella sua quotidianità: il disordine e la sporcizia della sua casa sono parte integrante della scena e diventano rappresentativi della sua instabilità mentale.

Un percorso molto delicato ed emozionante, che regala un omaggio alla grande poetessa cogliendone a pieno la natura più intima e vera.

Il cast

Antonella Petrone interpreta Alda Merini. Nel cast, ad interpretare le varie figure che sono state vicine alla poetessa sono: Valerio Villa, Alessio Chiodini, Virginia Menendez, Alberto Albertino, Sharon Orlandini.

Alda Merini
Una scena dello spettacolo Dio arriverà all’alba.

In ricordo di Alda Merini

È una ragazzetta milanese. Di fronte alla spiegazione di questa precocità, di questa mostruosa intuizione di un’influenza letteraria perfettamente congeniale, ci dichiariamo disarmati. 

Nel 1954 Pier Paolo Pasolini definiva così Alda Merini. La forza poetica della donna, ricca di verità, amore, passione, vita, lo lasciavano inerme. La poesia della Merini nasce da intuizioni nuove e fresche ma insieme arcaiche. Tutto delle sue scritture si confonde. Emergono le idee più sottili e arroventate della psiche e la parola va al di là della voce.

È la voce di una donna che parla della propria vita attraverso una poesia dove tutto sembra chiaro e in evidenza, ma in realtà si celano turbamenti e pensieri intimi.

In suo ricordo, il 6 novembre 2019, a dieci anni dalla morte della poetessa, la città di Milano ha intitolato a suo nome il ponte di pietra che attraversa i due lati del Naviglio Grande.

Riportiamo dunque una delle poesie più celebri di Alda Merini, di fronte alla quale, proprio come Pasolini, non ci resta che rimanere disarmati.

“Mi sono innamorata delle mie stesse ali d’angelo, delle mie nari che succhiano la notte, mi sono innamorata di me e dei miei tormenti. Un erpice che scava dentro le cose, o forse fatta donzella ho perso le mie sembianze. Come sei nudo, amore, nudo e senza difesa: io sono la vera cetra che ti colpisce nel petto e ti da larga resa.”

Alda Merini
Il ponte sul Naviglio Grande dedicato ad Alda Merini.

 

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