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A NOVEMBRE UN FILM SU ESCHER: VIAGGIO NELL’INFINITO

A NOVEMBRE UN FILM SU ESCHER: VIAGGIO NELL’INFINITO

Il 5 novembre, nelle sale cinematografiche uscirà “Escher – Viaggio nell’infinito”, un film che racconta la storia del più grande artista grafico dell’epoca moderna.

Distribuito da Feltrinelli Real Cinema e diretto dal regista Robil Lutz, il film racconterà le rappresentazioni del pensiero infinitamente singolare di Maurits Cornelis Escher.

Uno tra gli artisti più apprezzati e influenti delle arti grafiche, l’autore olandese è famoso per aver sovvertito le regole del piano e dello spazio nell’espressione artistica bidimensionale.

Creatore di paradossi, di prospettive estreme, di giochi di volumi, Escher disegna concetti appartenenti al mondo delle scienze, della matematica e della fisica. Lui stesso non si considerava un creatore. «Io non sono un artista, sono un matematico» disse al cantautore Graham Nash, che decantava la sua arte.

Mano con sfera riflettente, M.C. Escher, 1935

La rivoluzione escheriana, se ci pensiamo, risiede tutta nell’aver fuso insieme arte e scienza, creatività e logica, emotività e matematica. Paradossi racchiusi nello stesso quadro, che esplodono in una molteplicità di punti di vista, stravolgendo le aspettative.

L’arte visuale dell’artista-matematico – nato nel giugno 1898 e morto nel marzo del 1972 – muove gli spazi piani, moltiplica e ribalta i punti di vista, capovolge la visuale, elabora metamorfosi.

GENIO E PAROSSISMO

Ecco allora che il documentario cerca di raccontare la particolarissima intelligenza artistica dell’autore, cogliendo i tratti salienti della sua vita. La storia narrata nel film infatti si basa su più di mille lettere e lezioni scritte da Escher in persona. Dubbi, ripensamenti, commenti sulla politica del tempo sono le tappe salienti del suo percorso, i suoi luoghi di ispirazione, lo sfondo ideale.

Il film su Escher, inoltre, racconta il notevole contributo che, ancora oggi, la sua arte trasmette al cinema, al fumetto, alle arti grafiche.

L’artista intento a dipingere

Insomma, dal film l’artista emerge in un quadro completo, dalle mille angolature, grazie soprattutto al grande contributo della Fondazione Escher, proprietaria di tutti i diritti delle opere illustrate.

Ma la punta di diamante di questo insolito documentario è senza dubbio il punto di vista assunto dalla telecamera. La cinepresa si aggira tra le scene come fosse l’occhio dell’artista stesso.

Come se Escher in persona fosse il regista del film che narra se stesso.

Ma, in realtà, l’idea stilistica deve essere venuta al regista dopo aver letto l’affermazione irriverente dell’artista olandese che, nel 1969, disse ad un collezionista:

Temo che al mondo esista una sola persona in grado di realizzare un film davvero bello sulle mie stampe: me stesso.

M.C. Escher

Qui il trailer del film!

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Susanna Ferrari
Articoli dell'Autore / Susanna Ferrari

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