,

IN ISLANDA IL FUNERALE DEL GHIACCIAIO SCIOLTO

IN ISLANDA IL FUNERALE DEL GHIACCIAIO SCIOLTO

L’Islanda, in lutto per lo scioglimento del primo ghiacciaio Okjokull, affronta la tristezza con un vero funerale.

In Islanda il 18 agosto si è celebrato il funerale per il definitivo scioglimento del ghiacciaio Okjokull, dopo ben 700 anni.

Infatti attivisti climatici, come anche personalità politiche e accademiche si sono riuniti per rendere più visibile la minaccia del collasso ecologico del pianeta, attraverso un simbolico lutto collettivo.

Un funerale non solo per l’Islanda.

Un simbolico lutto nazionale Islandese che comporta due ulteriori questioni.

Ovvero che il ghiacciaio Okjokull, non è certo il primo a franare tristemente negli abissi marini ma è pur sempre il primo Islandese. Ed anche dalle statistiche si desume che una tale disastrosa deriva non è solo responsabilità dell’Islanda, bensì di alcune politiche economiche ecologicamente devastanti, da parte di grandi potenze come USA o Cina. E’ tempo di riconoscere che le nostre scelte locali hanno impatti globali.

In secondo luogo, questo funerale viene reputato simbolico, tuttavia per gli esperti non è solo un simbolo bensì uno strumento che può aiutare a stimolare l’azione riguardo la crisi climatica, salvando il nostro futuro collettivo.

Razionalizzare il dolore per la perdita di un ghiacciaio e trovare la forza, assieme, di cambiare.

Okjokull, deriva da “Ok” nome e “jokull” che significa ghiacchiaio in Islanda però dal suo funerale, con una punta di amarezza, ci si riferisce ad esso solo con Ok. 

In pratica questo agosto, si è tenuta un’autentica celebrazione funebre per Ok, con tanto di discorsi commemorativi, poesie dedicate, certificato di morte e lapide con un particolare messaggio.

Infatti, se il ghiacciaio non c’è più, ciò che possiamo tramandare alle generazioni future, incisa nel marmo di un monumento, è una cupa seppur necessaria riflessione.

Quest’ultima, cela un messaggio di speranza e sprona a collaborare in questa battaglia per l’eco sostenibilità e la tutela della natura.

Ecco come recita dunque la targa funebre dedicata alle future generazioni:

“Nei prossimi 200 anni tutti i nostri ghiacciai dovrebbero seguire lo stesso percorso. Questo monumento è per riconoscere che sappiamo cosa sta succedendo e cosa deve essere fatto. Solo tu sai se l’abbiamo fatto”

monumento funebre al ghiacciaio okjokull
monumento funebre al ghiacciaio okjokull

Nuove punti di vista per affrontare l’emergenza climatica.

Purtroppo con i sempre più repentini cambiamenti climatici e il vertiginoso surriscaldamento, come dichiara il geologo islandese Oddur Sigurðsson, tutti i ghiacciai islandesi andranno persi nei prossimi 200 anni a causa dalle scellerate attività umane.

In effetti, davanti a città che già oggi fronteggiano temperature estive che toccano i 54 gradi, giungono in questi giorni previsioni che parlano di una sostanziale invivibilità per l’estate 2050, cinicamente appellata “infernale”.   

Ma non serve più scandalizzarsi o partecipare al doloro, serve agire.

Chiaramente psicologi e psichiatri confermano che rituali come questi possono non solo aiutare le persone ad affrontare l’angoscia per un’incalzante emergenza climatica, ma anche convincere ad agire in modo più ecosostenibile.  

L’ organizzatore dell’evento, il Dr. Dominic Boyer, PhD, professore di antropologia alla Rice University e co-regista del Film “Not Ok”, che descrive in dettaglio lo scioglimento del ghiacciaio, dice:

“Un rituale come la lapide commemorativa per un ghiacciaio perduto aiuta in due modi il disagio legato all’emergenza climatica. Dà alle persone la possibilità di essere presenti per una perdita invece di reprimere il loro dolore”.

Boyer afferma che questi rituali creano che nella perdita, una comunità che è anche una fonte di unione e gioia e aggiunge:

“Non avremo mai l’energia emotiva per creare un mondo migliore senza provare dolore e gioia. Il dolore è la gravità della situazione. Ma la gioia è la ragione per andare avanti.”

Invece, aggiunge la psichiatra esperta di sindromi da traumi Jennifer Young:

“I rituali all’interno di una comunità o di una cultura aiutano le persone ad accettare la realtà di una situazione. È molto utile e confortante stare con altre persone quando il nostro mondo subisce un grande cambiamento ”

Certamente questo funerale un po’ speciale serve anche da ispirazione per trasformare un silenzioso dolore, che si aggira senza un volto dentro noi, in una rabbia propulsiva per cambiamenti drastici, gli unici necessari adesso non avendo più tempo.

Vuoi ricevere Mam-e direttamente nella tua casella di posta? Iscriviti alla Newsletter, ti manderemo due mail al mese con il meglio del nostro Magazine e riceverai subito un regalo!

CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ!

Silvana Petrelli
Articoli dell'Autore / Silvana Petrelli

Rispondi

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>