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USA: Biden vince in Arizona – Mark Zuckerberg: “Elezioni oneste”

USA: Biden vince anche in Arizona – Mark Zuckerberg afferma: “Bisogna avere fiducia nell’onestà delle elezioni”

Biden vince in Arizona 

I più importanti network americani hanno attribuito a Joe Biden la vittoria nei voti elettorali dello stato dell’Arizona. Gli 11 grandi elettori di questo stato, quindi, permettono al nuovo Presidente eletto di incrementare ulteriormente il suo vantaggio su Donald Trump.

Biden al momento ha 290 grandi elettori complessivi, esattamente venti in più rispetto alla soglia necessaria da raggiungere per ottenere la vittoria.

Restano ancora in ballo la Georgia, dove è probabile che vincerà Biden, e il North Carolina, che invece sarà più probabilmente assegnato a Trump.

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La mappa aggiornata con gli stati vinti da Trump e da Biden.

Lo scarto di Biden in Arizona è di circa 11 mila voti. Il conteggio in realtà non è ancora stato concluso, ma ormai si è al 99% di tutte le schede elettorali e il divario permette ai media americani di assegnarlo a Biden. Si tratta di una vittoria importante, perché l’Arizona è per tradizione uno stato repubblicano. Solo Harry Truman nel 1948 e Bill Clinton nel 1992 furono gli unici democratici in questi decenni ad aggiudicarsi questo stato.

La vittoria democratica in Arizona è dovuta soprattutto alla contea di Maricopa, dove è presente la città di Phoenix che ha votato in maggioranza per Biden. Trump ha dato inizio a delle azioni legali per mettere in discussione i voti anche di questa contea.

Biden vince in Arizona e Zuckerberg dichiara l’onestà delle elezioni

Intanto, l’imprenditore Mark Zuckerberg durante un incontro con i suoi dipendenti ha affermato che per lui l’esito delle elezioni è ormai chiaro, e Joe Biden sarà il prossimo Presidente. Ha infatti detto: «È importante che le persone rimpongano fiducia nell’onestà delle elezioni, e questo vale anche per tutti coloro che hanno votato Trump».

«Fuori ci sono persone che chiedono riconteggi, come è loro diritto fare. Ma penso sia inutile che la gente si aspetti un risultato diverso rispetto a quello previsto ora» ha aggiunto l’amministratore delegato di Facebook.

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Mark Zuckerberg.

Questo commento da parte di Zuckerberg è stato la risposta ad una domanda dei suoi dipendenti su come lavorare in futuro con la nuova amministrazione presidenziale. Infatti, le preoccupazioni nascono dal fatto che lo staff di Biden detesti Facebook e il suo fondatore, soprattutto per la questione riguardante l’ex consigliere di Trump Steve Bannon.

Le istigazioni di Steve Bannon

Non molti giorni fa Steve Bannon è stato bloccato su alcuni social, come Twitter e YouTube, per aver invocato la decapitazione sia di Christopher Wray, direttore dell’FBI, sia dell’esperto di malattie infettive Anthony Fauci.

L’ex consigliere di Trump, infatti, all’interno del suo canale War Room Pandemic aveva invitato il Presidente, in caso di vittoria alle elezioni, a decapitare Fauci accusandolo di aver mal gestito la pandemia e di esporne la testa davanti alla Casa Bianca.

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Steve Bannon nel video pubblicato sul suo canale.

Questo ha portato alla rimozione del video da parte di Youtube, che ha anche emesso un avvertimento contro l’account. E Twitter ne ha chiuso il profilo in maniera permanente.

Facebook, invece, ha rimosso due video dalla pagina ufficiale di Bannon, ma per Zuckerberg egli non ha violato abbastanza le linee di condotta della società per sospenderlo dalla piattaforma. «Abbiamo delle regole specifiche su quante volte bisogna violare le nostre politiche per portare all’eliminazione di un account. In questo caso la violazione c’è stata ma non ha superato quella linea» ha comunicato il ceo di Facebook ai suoi dipendenti.

Dunque, vista questa decisione di Zuckerberg che si distingue da quella di altri social, la sua affermazione rispetto l’onestà delle elezioni di quest’anno risulta come una sorta di sorpresa. Infatti, nel corso degli anni sembrava che tra l’imprenditore e Trump vi fosse anche un rapporto di collaborazione.

Twitter, infatti, ormai ha introdotto dei provvedimenti per oscurare eventuali post disinformativi o non corretti pubblicati da Trump. Invece Facebook non ha mai stabilito delle disposizioni di questo tipo.

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