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SMART WORKING AI TEMPI DEL CORONAVIRUS, IN ITALIA

Lavoro agile o Smart working:

A fronte dell’emergenza sanitaria relativa alla pandemia da Coronavirus, che ci ritroviamo ad affrontare in questo periodo storico, la maggior parte delle aziende ha optato per l’utilizzo del cosiddetto lavoro agile o smart working.

Da un giorno all’altro le aziende hanno “remotizzato” parte della forza lavoro, a partire dai consulenti, fino ai dipendenti.

Si sono manifestati così dei problemi, sia essi tecnologici oppure organizzativi.

Alcune problematiche riscontrate:

Smart working: è una modalità che fino a qualche settimana fa era poco diffusa in Italia e che ora sta portando dei benefici sia per la salute, potendo rimanere in casa, sia per le attività lavorativa che devono comunque andare avanti.

Ma, non essendo abituati a tutto questo, vediamo quali possono essere i problemi riscontrati…

Tutti a casa, ma come mi connetto?

Il fatto che tutti pensino che abbiamo una connessione Internet a casa è sbagliato! Internet a casa può mancare eccome, magari perché non lo si utilizza diffusamente, o perché WhatsApp si può utilizzare semplicemente con la rete 3G del cellulare o, ancora, perché la nostra zona non è servita adeguatamente.

La comunicazione

I problemi legati alla comunicazione possono essere molti, come ad esempio:

  • comunicare ai colleghi e al capo le proprie difficoltà e le proprie sensazioni
  • la difficoltà di calibrare ciò che si dice al proprio team da remoto, cosa comunicare e quando farlo
  • difficoltà di comunicazione durante una skype call per problemi legati al wi-fi o di attrezzatura

perciò bisogna darsi tempo e capire le modalità migliori da adottare per poter comunicare (e-mail, chat, chiamate, video chiamate, ecc…)

L’overwork

Da studi recenti è emerso che il 73%  degli impiegati lavori e si impegni di più quando non si trova in ufficio, per dimostrare ai colleghi di non essere solo nel letto o bere caffè.

Questo però spesso può portare a dimenticarsi di fare una pausa, di distrarsi un momento e non pensare 100% al lavoro. La cosa migliore sarebbe quella di crearsi dei promemoria sul cellulare, stabilirsi delle routine e rispettarle, infine di staccare i propri dispositivi per non essere disturbati oltre l’orario di lavoro.

Smart working e la solitudine

Smart working (o lavorare da casa) può trasmettere un senso di solitudine. Lavorare in ufficio ti da l’occasione di conoscere gente nuova e fare amicizia con i propri colleghi.

Se da un lato lavorare in modalità smart può creare maggiori distrazioni (avere i bambini per casa che corrono), dall’altro lato può creare il problema opposto: solitudine ed isolamento.

Infine, ci si augura che con questa esperienza, il mondo lavorativo in Italia possa dare maggiore spazio a questa modalità “flessibile”, con il giusto impegno e rispetto da parte dei lavoratori.

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