Cesare Maestri muore
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Muore Cesare Maestri a 91 anni. Il “Ragno delle Dolomiti”

Cesare Maestri muore ieri a 91 anni. Era nato a Trento il 2 ottobre 1929 e giovanissimo, nel 1944-45, partecipò al movimento di Liberazione con un gruppo di partigiani comunisti.

Finita la guerra studiò due anni storia dell’arte a Roma partecipando all’attività politica nel Pci.

Al rientro in Trentino, il diciottenne Cesare Maestri, che nel 1952 diventerà guida alpina, avvia la sua  sfida con le pareti verticali più difficili di tutto, che lo porterà ad aprire nuove vie sulle Dolomiti.

l’epica solitaria sulla via Detassis-Giordani 

Nel 1951, l’epica solitaria sulla via Detassis-Giordani al Croz dell’Altissimo e la discesa della Paganella.

Storica è l’ascesa del Ragno sul durissimo Cerro Torre, in Patagonia.
Fu Cesarino Fava ad invitare Cesare Maestri in Argentina dove quel il Cerro Torre avrebbe costituito il centro della sua avventura alpinistica
Nel 1957 la super spedizione trentina guidata da Bruno Detassis che giunse ai piedi del Cerro ma non lo affrontò.
Negli ultimi giorni del ’58 il ritorno in Patagonia
Negli ultimi giorni del ’58 il ritorno in Patagonia e all’inizio del ’59 l’ascesa con Toni Egger e lo stesso Fava. L’arrivo in vetta sul Cerro Torre, spiegò Maestri.
Poi Egger che precipitò portando con sé la macchina fotografica che avrebbe potuto dimostrare la conquista della vetta. Tema, quest’ultima, della polemica sollevata da Reinhold Messner, secondo il quale l’alpinista trentino si fermò prima della sommità del Cerro: una ricostruzione contestata da molti, che non hanno dubbi sulla veridicità di quanto ha sempre ricordato e ripetuto il Ragno Cesare Maestri, fino a stancarsi di replicare al  sudtirolese.

Nel 1970 Maestri

Nel 1970 Maestri con Ezio Alimonta e altri ripartirono per il Torre, che Cesare conquistò usando un compressore di 150 chili col quale attrezzò 350 metri di parete con chiodi ad espansione. Solo roccia, stavolta, senza risalire il fungo di ghiaccio che ricopriva la vetta in quanto quella parte, che si modifica nel corso delle nevicate, «non fa parte veramente della montagna». Ma Patagonia a parte, Cesare Maestri ha sfidato un’infinità di altre pareti ostili, anche  settantenne, nel 1998, quando tornò sulla via Maestri-Alimonta alla Rocca di San Leo.
Quattro anni più tardi promosse e partecipò (salvo alle fasi finali perché bloccato da un temporaneo malore) la spedizione “A 8000 for peace”, sullo Shishapangma, con Sergio Martini e Fausto De Stefani.

Le scalate di Cesare Maestri sono oltre 3.500
Le scalate di Cesare Maestri sono oltre 3.500, un terzo delle quali in solitaria. Fra le sue scalate lo spigolo nord del Cimon della Pala in prima solitaria invernale (1956); la traversata dalla Cima d’Ambièz alla Bocca del Tuckett  in solitaria su 16 cime della catena centrale (1954); la via delle Guide al Crozzon di Brenta in discesa (1956); la via Soldà al Pilastro sud della Marmolada di Penia (1953); la  Micheluzzi al Piz Ciavazes (1956)

Un grande uomo

Cesare era un grande uomo coraggioso, leale e generoso, di quelli di cui sei onorato della amicizia. Estrverso allegro, ottimo scrittore ha fatto onore alla famiglia di teatranti da cui proviene. La terra ti sia lieve Cesare. Si riunisce all’amatissima Fernanda Dorigatti, la compagna di tutta la vita

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Cesare maestri

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