Diego Armando Maradona: il più grande di sempre
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Diego Armando Maradona: il più grande di sempre

Diego Armando Maradona: il più grande di sempre

All’età di 60 anni è morto Diego Armando Maradona. Nelle scorse settimane Maradona era stato operato alla testa, ricoverato lo scorso 4 novembre, solo pochi giorni dopo il suo 60esimo compleanno, il 30 ottobre. Diego Armando Maradona: il più grande di sempre. Mam-e lo ricorda così.

¿De qué planeta viniste?

L’invidia degli dei che, non tollerando i ribelli che si avvicinano all’Olimpo, li puniscono privandoli della vita prima del tempo. Una storia millenaria con protagonisti leggendari: Prometeo (la disobbedienza che porta al progresso), Ulisse (la ribellione per conoscenza), Giasone (il rifiuto alla fedeltà matrimoniale). E da ieri, 25 novembre 2020, nuove lacrime saranno versate per un altro ribelle: è morto Diego Armando Maradona, profeta del calcio moderno ed ingannatore di Kronos, il Tempo. E Diego lo inganna per ben due volte. La prima è in campo, eliminando lo spazio temporale tra pensiero ed azione: nel suo genio essi combaciano, senza dar tempo agli avversari di capire cosa stesse avvenendo. La seconda è l’immortalità: Maradona ha sublimato nella storia la maglia numero 10, divenendo IL numero 10.

Immenso per giocate e personalità: fu rappresentante della rivolta politica del “Sud del Mondo”, tema caro agli anni ’80, opponendosi alle ingiustizie sociali. Ancora oggi in Argentina si usa l’espressione “Ponerse La Diez” (“indossare la dieci”), ovvero farsi carico di responsabilità col peso della squadra: una metafora calcistica più argentina dell’Argentina, coniata per lui in occasione del Mondiale ’86 (vinto praticamente da solo) ed espressione divenuta di fruizione popolare.

Ci lascia un campione assoluto, l’allegria in movimento, un Re Mida che coccolava il pallone…ed il pallone offriva la sua riconoscenza, in risposta all’amore dimostratogli: gol memorabili, consegnati alla Storia. Sarebbe un errore fissare il dito che punta alla luna. Di eccessi ce ne furono, eccessi di chi ha la colpa di passare dal niente al tutto in un attimo. Ma è qui che Diego si dimostra “il più umano tra gli dei”, caduto più volte ma rialzatosi, mostrando la sua fragilità.

Diego Armando Maradona: il più grande di sempre
Diego Armando Maradona con la COPPA UEFA conquistata con il Napoli

Diego Armando Maradona: il più grande di sempre, rivoluzionario in campo e fuori

È il 5 Luglio 1984, Maradona viene acquistato dal Napoli di Ferlaino per 14 miliardi di lire. Ad accoglierlo allo Stadio San Paolo (che cambierà a breve il nome in “Stadio Diego Armando Maradona”), oltre 75.000 tifosi. Arriva in anni difficili, quelli del post terremoto in una città sofferente e contradditoria, mai vincente. Era la fine degli anni di piombo, quando sulle ceneri del terrorismo cominciavano a sbocciare le notti magiche del calcio. E la periferia cominciava a riprendersi il centro, imponendo una nuova musica: un tango d’oltreoceano.

Con i partenopei vincerà 2 Scudetti, 1 Coppa Italia, 1 Supercoppa italiana e 1 coppa UEFA. E con l’Argentina…

Diego Armando Maradona: il più grande di sempreil più grande di
Alcuni tifosi napoletani fuori lo Stadio San Paolo, in attesa dell’arrivo di Maradona

Molto più di un calciatore, Maradona ha diritto di entrare nell’immortalità per il suo modo di vivere, in un groviglio di genio e sregolatezza (mai espressione fu più azzeccata). Come Josè de San Martin o Bolivar che combatterono per l’indipendenza sudamericana nel 1816, anche Diego combattè per la SUA indipendenza: centosettanta anni dopo ai mondiali ’86, contro l’Inghilterra, prendendosi gioco dei nemici della guerra delle Falkland. Li schernì, non solo “rubando” un gol, ma soprattutto driblando i ciuffi d’erba, in tredici tocchi di sinistro accompagnati dal “Gracias Dios por el Futbol, por Maradona” del telecronista Victor Hugo Morales. Il “Gol del Secolo”, a sugellare la vendetta in memoria di centinaia di giovani argentini morti in guerra.

Amava Che Guevara, la cui immagine aveva tatuata, era amico di Fidel, morto anche lui il 25 novembre del 2016. Cuba come rifugio ideale e idealistico.

Tutti i bambini amanti del calcio hanno sognato di “essere Maradona” almeno una volta nella vita. Perché Diego era anche questo: un eterno bambino, felice con un pallone, con la gioia negli occhi che nessuno gli potrà portare mai via.

Hasta Siempre Diego! Gracias por todo…

 

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