Ddl Zan cos'è: i punti fondamentali
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Ddl Zan i punti fondamentali: cos’è, cosa prevede e cosa succederà dopo l’iter in Senato

Ddl Zan cosa succede ora: i punti fondamentali dall’inizio all’iter in Senato

DDL ZAN COS’È

Ma il Ddl Zan cos’è? Il Ddl Zan sta a significare un disegno di legge contro l’omotransfobia. Approvato alla Camera dei Deputati il 4 novembre 2020 grazie ai voti Pd, M5S, Leu, Italia viva. Il suo obiettivo è quello di emanare misure di prevenzione e contrasto contro la discriminazione e la violenza sul sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Il Ddl Zan si chiama Zan perché viene dal suo relatore Alessandro Zan, politico e attivista LGBTQ+ italiano. La ormai ex proposta di legge andrebbe a completare una legge già esistente, di nome Mancino. La legge Mancino è un atto legislativo che sanziona e condanna frasi, gesti, azioni e slogan aventi per scopo l’incitamento all’odio, l’incitamento alla violenza, la discriminazione e la violenza per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

Il Ddl Zan è composto da 10 articoli:

  • ART. 1: Definizioni
  • ART. 2: Modifiche all’articolo 604-bis del codice penale
  • ART. 3: Modifica all’articolo 604-ter del codice penale
  • ART. 4: Pluralismo delle idee e libertà delle scelte
  • ART. 5: Modifiche al decreto-legge 26 aprile 1993, n. 122
  • ART. 6: Modifica all’articolo 90-quater del codice di procedura penale
  • ART. 7: Istituzione della Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia
  • ART. 8: Modifiche al decreto legislativo 9 luglio2003, n. 215, in materia di prevenzione econtrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere
  • ART. 9: Modifica all’articolo 105-quater del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio
    2020, n. 77, in materia di centri contro le discriminazioni motivate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere
  • ART. 10: Statistiche sulle discriminazioni e sulla violenza

DDL ZAN SCALFAROTTO

Ivan Scalfarotto, deputato di Italia Viva, aveva richiesto un emendamento al testo della legge Zan per togliere le definizioni “orientamento sessuale” e “identità di genere” inaccettabili per la destra, sostituendole con il “movente del reato”. L’annuncio era stato accolto con favore dal senatore della Lega e presidente della commissione Giustizia di Palazzo Madama, Andrea Ostellari: “Benissimo la formula che ha proposto Scalfarotto, perché più noi andiamo a definire con delle definizione le parole ‘genere’, ‘sesso’ e ‘orientamento’, più rischiamo di impedire la condivisione”.

L’AFFOSSAMENTO IN SENATO DELLA LEGGE ZAN

Scrutinio segreto e legge tagliola: il tallone di Achille che ha portato al blocco della Legge Zan. I partiti Lega con Roberto Calderoli e Fratelli d’Italia con Ignazio La Russa hanno richiesto alla presidente del Senato Elisabetta Casellati di utilizzare il voto segreto e la presidente ha ritenuto la richiesta “puramente giuridica”. La Casellati ha prima accettato la proposta di votare con segretezza e subito dopo si è passati al voto. In aula in Senato PD, M5S e Leu hanno dimostrato la loro contrarietà alla richiesta dei senatori Calderoli e La Russa. La tagliola, alla fine, è stata approvata con 154 voti a favore, 131 contrari e 2 astenuti. Sono esattamente 23 i voti che hanno fatto la differenza.

COS’È LA TAGLIOLA

La tagliola è un meccanismo proposto dall’articolo 96 del Regolamento del Senato in base al quale si può proporre di non passare all’esame degli articoli.

  1. Prima che abbia inizio l’esame degli articoli di un disegno di legge, un Senatore per ciascun Gruppo può avanzare la proposta che non si passi a tale esame.
  2. La votazione della proposta ha la precedenza su quella degli ordini del giorno.

La tagliola ha quindi affossato il Ddl Zan votato dalla maggioranza dei senatori. Un nuovo disegno di legge può essere proposto solamente tra 6 mesi.

L’ASSENZA DI RENZI IN SENATO

L’affossamento del Ddl Zan ha provocato ripetute polemiche nei confronti di Matteo Renzi e del suo partito Italia Viva. L’assenza di Matteo Renzi in Senato sembra essere una delle cause del blocco della legge Zan, anche se avendo votato per il voto segreto non sappiamo con esattezza chi ha votato cosa. Sicuramente la partenza del politico per l’Arabia Saudita non ha fatto piacere ai presenti: Alessandro Zan, infatti, ha provato ad analizzare i voti che per lui parlavano chiaro. Tra i voti che mancavano ci sono stati sicuramente quelli dei senatori di Italia Viva con Matteo Renzi. L’ex presidente del Consiglio, però, attraverso un tweet del 2 novembre è convinto che l’affossamento della legge sia dato dalle scelte di PD e 5stelle. Anche se per molti la causa resta nei suoi “viaggi d’affari”.

 

IL BLOCCO DEL DDL ZAN, LE REAZIONI E LE PROTESTE

Il 27 ottobre 2021 è la data che segna l’affossamento al Ddl Zan. Alessandro Zan aveva espressamente richiesto di non votare per la tagliola, perché questa avrebbe potuto portare alla morte stessa della legge. Subito dopo la commissione svoltasi in Senato le reazioni sui social sono state tantissime e nei giorni seguenti i pro Ddl Zan hanno organizzato svariate manifestazioni nei maggiori centri italiani.

  • Alessandro Zan si è sfogato su Instagram dopo la vittoria dei partiti di centrodestra: “Chi per mesi, dopo l’approvazione alla Camera, ha seguito le sirene sovraniste che volevano affossare il Ddl Zan è il responsabile del voto di oggi al Senato. è stato tradito un patto politico che voleva far fare al Paese un passo di civiltà. Le responsabilità sono chiare”. “Noi vogliamo un paese migliore, non dell’odio ma dei diritti”.
  • Fedez e la moglie Chiara Ferragni si scagliano sui social: “Senza parole, siamo governati da pagliacci senza palle” e ancora “Il senatore Renzi in questi mesi, ci ha raccontato quanto gli stesse a cuore il Ddl zan e lui oggi vola in Arabia Saudita. Non ci è dato sapere chi ha votato cosa, trattandosi di voto segreto ma sicuramente Renzi aveva di meglio da fare”.
  • “Mi viene da vomitare” scrive Caterina Biti guardando il centrodestra esultare. Senatrice del PD dal 2018 in un post su Twitter condivide il suo rammarico.
  • Elio Vito, responsabile del dipartimento Difesa e sicurezza di Forza Italia, si dimette dal partito attraverso una lettera per il presidente Silvio Berlusconi. Sostenitore del Ddl Zan si è dimesso con rammarico, dopo la scelta presa in Senato da Fratelli d’Italia.
  • Migliaia di persone hanno deciso di protestare i giorni seguenti l’affossamento della Legge Zan nelle maggiori città italiane, principalmente a Milano e a Roma.  I cittadini sono scesi in piazza per dare voce ai propri diritti.

 

COSA C’ENTRANO CON ZAN LE FUTURE ELEZIONI AL QUIRINALE

Il 3 febbraio 2022 sarà l’ultimo giorno per Sergio Mattarella a presiedere la carica di Presidente della Repubblica. Ma i partiti di centrosinistra guardano avanti e sanno che la mossa di Italia Viva e di chi si è schierato con il centrodestra contro la legge Zan non è stata fatta casualmente, ma anzi è sembrata una trappola. Italia Viva che aveva votato alla Camera per la legge Zan, al Senato si è appunto tirata indietro. Forse per le prossime elezioni del Presidente della Repubblica? Queste sono le ipotesi che Alessandro Zan ha fatto dopo il blocco della legge, preoccupato per i futuri voti al Quirinale. Dopo l’elezione di Mario Draghi sembra che Matteo Renzi abbia iniziato a flirtare con la Lega. Sicuramente Sergio Mattarella non ricoprirà ancora la carica di Capo dello Stato.

Walter Veltroni è intervenuto sull’argomento facendo una comparazione tra Ciampi e Draghi. Ciampi diceva “Io non sono politico” e poi prendeva parola facendo discorsi politici. Lo stesso vale per Mario Draghi. Il presidente del Consiglio dice anche lui “non sono un politico” ma, invece, sta facendo politica. Per esempio, con Fini e Casini, Veltroni continua “erano miei esponenti avversari, ma concordammo di fare una scelta che non era una scelta di un non politico, ma di buon servitore dello Stato“.

  • “I buoni politici sono i servitori dello Stato e i buoni servitori dello Stato hanno sempre un’anima politica.”

Se Draghi arrivasse al Quirinale, Veltroni sostiene che ci arriverebbe non perché è un marziano, ma perché ha dimostrato di saper servire e corrispondere agli interessi generali. Quello che conta è che l’Italia non perda l’appuntamento con le riforme che deve fare.

LA TRATTATIVA CHE NON C’È STATA

Walter Veltroni, presente in puntata a “di Martedì” su La7,  è intervenuto sul Ddl Zan: “Il voto a scrutinio segreto su una questione procedurale è un’anomalia, è la maschera per i franchi tiratori” e ancora “L’idea che muoveva il centrosinistra non era quella di chiudersi davanti alle discussioni, anzi anche il segretario del PD aveva affidato al relatore Zan il compito di trovare una mediazione. La legge è stata bocciata da chi non voleva nemmeno discutere il tema e non voleva trovare una soluzione”.

Rifiutando di fare trattative, han portato la legge alla sua morte. La legge per molti era da rivedere. Anche Letta, aveva perso dialogo anche con quelli di sinistra e alcuni della comunità LGBTQ+.  Avrebbe dovuto aprire un negoziato con quelli del centrodestra, che volevano estendere la legge Mancino sui reati legati al sesso, ma non al genere.

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