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Covid Regno Unito: Picco di contagi, 45mila in un giorno

Nel Regno Unito 45mila casi Covid19 in un solo giorno: ecco le cause

I casi Covid-19 nel Regno Unito stanno salendo vertiginosamente: oggi 45mila nuovi malati su 1.045.000 tamponi effettuati. 277.875 casi nell’ultima settimana (quasi il 15% in più rispetto alla settimana precedente). I numeri sono cresciuti enormemente dai circa 3000 al giorno di inizio giugno, fino a raggiungere oggi la spaventosa cifra di 45000 contagi in un giorno.

I motivi del picco di contagi in UK

Quest’impennata di contagi nel Regno Unito è sicuramente dovuta all’allentamento delle norme anti-Covid. Da circa tre mesi, infatti, sono stati aboliti tutti i divieti. Mascherina, distanziamento, limiti di capienza…tutto. Una situazione molto diversa da quella italiana. Alcuni regolamenti interni prevedono mascherine o Green pass (ad esempio i mezzi pubblici) ma siccome non sono considerati obbligatori dal governo, le autorità dei trasporti non riescono ad imporne l’obbligo agli utenti.

Eppure i test antigenici in Inghilterra non sono solo gratis, ma vengono addirittura consegnati a domicilio dal governo quando richiesto.

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Il primo ministro inglese Boris Johnson

Una questione politica, gli errori di Boris Johnson:

E proprio sui Green Pass si apre la questione politica più recente. Ci sono tutte le strumentazioni necessarie all’implemento, ma non è stato fatto nulla. Questo perché l’ala più conservatrice del governo Boris Johnson ha continuato a far pressioni in merito.

Solo ieri notte le commissioni parlamentari britanniche per la Sanità e per la Scienza hanno pubblicato un report di 150 pagine. Un rapporto che ha analizzato tutte le azioni politiche intraprese da parte del governo di Boris Johnson nel Regno Unito per fronteggiare il diffondersi del virus Covid-19. E il risultato non è positivo.

“Un fallimento epocale la strategia dell’immunità di gregge, migliaia di morti evitabili”

“Ignorati gli allarmi da Italia e Cina”

“Il disastro peggiore nella storia della sanità britannica, costato decine di migliaia di morti che potevano essere salvate”

Il giudizio è inequivocabile: le politiche Covid nel Regno Unito hanno messo in pericolo la popolazione e causato inutilmente la morte di migliaia di persone. A venir criticata è soprattutto la prima posizione presa nei confronti della pandemia, che l’esecutivo aveva cercato di smentire. Un approccio disastroso: il governo aveva innanzitutto tentato di basarsi sull’immunità di gregge, mentre la situazione in Italia e Cina avrebbe dovuto fare da maestra. Si è agito in ritardo rispetto al resto dell’Europa, che era già in Lockdown da ben prima di fine marzo 2020. E mentre la politica ignorava il diffondersi di un virus mortale e senza cure, le persone scappavano dal paese.

Ma le accuse colpiscono anche alle autorità scientifiche, che in un primo momento sembrano aver sottovalutato il pericolo del virus. Ed i politici vi si appigliano: Il ministro Barclay ha dichiarato proprio oggi “Noi abbiamo seguito la scienza”. Il ministro britannico è intervenuto alla radio Lbc attirando molte critiche: il conduttore Nick Ferrari gli ha chiesto per ben otto volte di chiedere scusa alla luce dei risultati del rapporto, ma Barclay si è sempre rifiutato.

Migliaia di morti soprattutto tra i più deboli

Il governo poi non si è preso cura delle fette più deboli della popolazione. Nonostante la pandemia, infatti, gli anziani sono stati immediatamente fatti rientrare in case di riposo e ospedali senza che dovessero neanche eseguire un test preventivo, causando migliaia di morti inutili.

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Dettaglio del National Covid Memorial Wall: un cuore per ogni vittima

Il lato positivo, verso la terza dose…

Non tutto però è negativo. Le politiche disastrose sono state in parte controbilanciate grazie alla campagna di vaccinazione. “una delle più efficienti e organizzate di sempre” affermano. Partita quasi un anno fa, ora è la principale ragione della rimozione delle norme anti-Covid nel Regno Unito. La campagna di vaccinazione ha in effetti coperto l’85% della popolazione di età superiore ai 12 anni. Ora si aspetta la terza dose.

Gli ultimi picchi di contagio sono però preoccupanti, e non è la fine. Sta arrivando l’inverno, e con esso aumenti di contagi ancora maggiori.

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