Coprifuoco a Milano: aumentano i ricoveri, cosa non si può fare

Coprifuoco a Milano: aumentano i ricoveri, cosa non si può fare

Da giovedì 22 ottobre il via al Coprifuoco a Milano e in tutta la regione dalle 23 alle 5. Aumentano i ricoveri nelle terapie intensive

A seguito di queste ultime settimane determinanti per l’andamento dei contagi di COVID-19 che oggi vengono rilevati, il presidente Fontana e il sindaco della città di Milano hanno radicalmente deciso di attuare il coprifuoco a Milano valido da giovedì 22 ottobre.

La presidenza della Regione Lombardia non ha aspettato un attimo per sfruttare l’opportunità data dall’ultimo Dpcm che lascia libera scelta ai vari presidenti di attuare restrizioni a seguito dell’andamento epidemiologico sul territorio.

Coprifuoco a Milano e in tutta la Lombardia

Il governo ha dato ieri l’ok ufficiale a questa proposta di contenimento per l’intera regione che ha sempre detenuto il primato nel numero di contagi. Non si vuole tornare a rivivere i mesi di Marzo e Aprile quando negli ospedali si era costretti ad andare per esclusione nelle terapie intensive. Questa deve essere la consapevolezza necessaria che ognuno di noi deve avere per poter affrontare questo secondo momento di impennata dei contagi che fin dall’inizio era previsto. Non ci si può permettere di rischiare ancora.

Cosa non si potrà fare

Coprifuoco a Milano

 

Saranno fermi gli spostamenti di ogni genere e le attività, ad eccezione di quelle motivate per lavoro, salute e necessità comprovate. Questo, al momento, esclusivamente dalle ore 23 alle ore 5.

Una scelta doverosa, anche se sofferta, presa da tutti i sindaci della Regione Lombardia, il presidente ANCI e Attilio Fontana presidente della regione.

Il governatore definisce questo atto un provvedimento “simbolico”, quando effettivamente non lo è poiché è un dato di fatto che durante le ore notturne, in particolare durante il weekend, si siano creati costantemente numerosi gruppi affollati di persone.

Coprifuoco a Milano, alcuni ospedali già hanno chiuso gli ingressi ai visitatori

È anche troppo tardi, dopo un’estate spensierata di vacanze e feste, ora si rincorre una libertà che andava salvaguardata precedentemente in maniera graduale. È inevitabile in questa situazione che bisogna fare i conti con quanto non si è fatto prima.

Vittorio De Micheli, direttore sanitario Ats, ha detto di essere preoccupato perché in una metropoli come Milano non si riesce a vedere quanto velocemente il virus si stia tramandando di persona in persona. Chi sospetta sintomi o di aver avuto contatto con qualcuno di positivo stia a casa.

Aumentano in ricoveri in terapia intensiva

Walter Bergamaschi, in qualità di direttore Ats di Milano, l’ha confermato:” sono cresciuti in maniera esponenziale i ricoveri in terapia intensiva e salgono di giorno in giorno, in Lombardia la situazione è critica e sopratutto a Milano. Serve l’aiuto di tutti i cittadini, come una vera e propria squadra per il bene di tutti noi”

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