Ciro Grillo processo
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Ciro Grillo, si va a processo ordinario: se condannato rischia 12 anni

Ciro Grillo, niente rito abbreviato, si va a processo ordinario: il figlio di Beppe Grillo rischia 12 anni per stupro

La notizia è arrivata dopo una lunghissima riunione tra imputati, familiari ed avvocati: per il caso Ciro Grillo si va al processo ordinario. Il figlio di Beppe Grillo e i suoi tre amici Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria andranno in tribunale con le accuse di stupro di gruppo e violenza sessuale, senza possibilità di sconto di pena.

In caso di condanna, i quattro rischiano di scontare fino a 12 anni in carcere.

Ecco quanto trapelato.

Ciro Grillo andrà a processo: la decisione della difesa

La decisione è stata della difesa, al termine di una lunghissima riunione tenutasi a Genova. Stando a quanto trapelato, all’incontro hanno preso parte gli avvocati Ernesto Monteverde, Enrico Grillo, Gennaro Velle, Romano Raimondo, Alessandro Vaccaro e Mariano Mameli, tutti parte del team assunto per la difesa di Ciro Grillo. 

La squadra di legali si è riunita per deliberare in merito alla scelta del rito da preferire in sede processuale, da stabilirsi indicativamente entro il 20 ottobre. Dopo non pochi scontri tra legali e indagati, la preferenza è ricaduta sul processo ordinario. Il che implicherà un dibattimento di fronte al Tribunale di Tempio Pausania, la presentazione di testimoni ed eventuali nuove prove. E soprattutto, l’impossibilità di una riduzione di pena in caso di condanna.

Tuttavia, essendo giunti a questa conclusione in tarda serata, i legali non hanno ancora comunicato l’esito dell’incontro a Caterina Interlandi, giudice dell’udienza preliminare, oggi assente. Ciò potrebbe lasciare aperta la possibilità di un cambiamento di rotta da parte dei legali di Ciro Grillo. Se così fosse, il team di Grillo dovrebbe muoversi entro e non oltre il 26 ottobre.

L’udienza preliminare, invece, è fissata per il 6 novembre 2021.

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Ciro Grillo

Processo ordinario: cosa implica e cosa rischia Ciro Grillo

L’accusa che grava sulle spalle dei quattro ragazzi genovesi è quella di stupro. La causa, avviata dalle vittime Silvia e Rebecca, è stata avanzata dalla procura di Tempio Pausania. I fatti sotto processo risalgono alla notte tra il 16 e il 17 luglio del 2019, quando Ciro Grillo e i tre amici avrebbero violentato le due ragazze, dopo una serata a Porto Cervo, in Costa Smeralda. Lo stupro sarebbe avvenuto in una delle ville del fondatore del Movimento 5 stelle, Beppe Grillo. 

Pur risalendo a due anni fa, il caso è stato chiuso solo poche settimane fa, con la richiesta di rinvio a giudizio. 

Decidendo di andare incontro a un processo ordinario, i quattro imputati – che nonostante le prove schiaccianti hanno sempre respinto le accuse – rischiano di scontare da un minimo di 8 a un massimo di 12 anni di reclusione. 

Rifiutando il rito abbreviato, Ciro Grillo rinuncia inoltre alla possibilità di uno sconto di pena, in caso di condanna. Che questa decisione si basi sulla certezza dell’innocenza dell’imputato – a suo tempo difeso in un video anche dal padre Beppe Grillo – o su una strategia legale sconosciuta non è dato sapere. 

In attesa di ulteriori sviluppi sulla vicenda, non possiamo che aspettare il 26 ottobre, termine ultimo per un eventuale cambio di rotta dei legali di Ciro Grillo.

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